Vita della Chiesa

Aggiornamenti e riflessioni sulla vita della Chiesa.

di Rosario RIBBENE
foto di Ignazio TESORO

Silenzio e parola, «due momenti della comunicazione che devono equilibrarsi, succedersi e integrarsi per ottenere un autentico dialogo e una profonda vicinanza tra le persone». Questi i cardini del messaggio di Sua Santità Benedetto XVI per la 46a Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali, che quest’anno si celebrerà domenica 20 maggio proprio sul tema “Silenzio e parola: cammino di evangelizzazione”. «Quando parola e silenzio si escludono a vicenda – afferma Benedetto XVI - la comunicazione si deteriora, o perché provoca un certo stordimento, o perché, al contrario, crea un clima di freddezza; quando, invece, si integrano reciprocamente, la comunicazione acquista valore e significato».

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CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE
Nota con indicazioni pastorali per l’Anno della Fede

E’ un importante documento programmatico in preparazione all’Anno della Fede indetto da Papa Benedetto XVI. Tra le indicazioni principali lo studio del Catechismo della Chiesa Cattolica.

I Santi e i Beati sono gli autentici testimoni della fede. Sarà pertanto opportuno che le Conferenze Episcopali si impegnino per diffondere la conoscenza dei Santi del proprio territorio, utilizzando anche i moderni mezzi di comunicazione sociale”.

Le Associazioni e i Movimenti ecclesiali sono invitati a farsi promotori di specifiche iniziative che, mediante il contributo del proprio carisma e in collaborazione con i Pastori locali, si inseriscano nel grande evento dell’Anno della fede. Le nuove Comunità e i Movimenti ecclesiali, in modo creativo e generoso, sapranno trovare i modi più adeguati per offrire la loro testimonianza di fede al servizio della Chiesa”

(Nota Congr. Dottr. della Fede).

di Michelangelo NASCA

Anche oggi a Piazza San Pietro, centinaia di pellegrini hanno atteso il discorso di Papa Benedetto XVI pronunciato durante l’Angelus di questa prima giornata dopo la solennità del Natale. La chiesa, infatti, celebra oggi la memoria liturgica di Santo Stefano, il primo martire cristiano lapidato a Gerusalemme nel 33 o 34 d.C. alla presenza di Paolo di Tarso. Stefano fu il primo dei sette diaconi scelti dagli Apostoli per essere aiutati nell’annuncio del Vangelo. Della vocazione di Stefano, così come del suo martirio ne danno testimonianza gli Atti degli Apostoli. La Chiesa, fissa – immediatamente dopo il Natale – una serie di memorie liturgiche riguardanti i “comites Christi” (Stefano, Giovanni l’Evangelista, i Santi Innocenti), cioè i più vicini nel percorso terreno di Cristo e primi a renderne testimonianza con il martirio. “Dopo la generazione degli Apostoli, – afferma il Pontefice – i martiri acquistano un posto di primo piano nella considerazione della Comunità cristiana. Nei tempi di maggiore persecuzione, il loro elogio rinfranca il faticoso cammino dei fedeli e incoraggia chi è in cerca della verità a convertirsi al Signore”.

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di Michelangelo NASCA

“È dovere solo dello Stato, a cui è affidato il compito della sicurezza dei cittadini e della pace nella nazione, raccogliere tutte le armi e porle sotto il solo controllo delle forze legittime del Libano, così che Beirut e tutto il Libano siano liberi dalle armi”. E’ l’appello lanciato dal capo della Chiesa maronita, Bechara Rai, (e riportato dall’agenzia AsiaNews) durante la messa di Natale del 25 dicembre; un augurio esplicito rivolto al governo perché si impegni a liberare presto il Libano da tutte le armi, lasciandone l’uso solo alle forze legali dell’esercito. 
L’appello lanciato dal patriarca maronita riguarda più da vicino il gruppo militare appartenente agli Hezbollah, che ha continuato ad imbracciare le armi con il preciso intento (così si giustificano) di rispondere prontamente ad un eventuale attacco israeliano. A tal proposito mons. Bechara Rai aggiunge: “Lo Stato deve pure sottomettere tutte le missioni di difesa e di sicurezza alle decisioni della sola autorità politica e accrescere la fiducia nelle sue forze armate”.

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di Michelangelo NASCA

Da Ouidah, agli inizi del XVIII secolo, partivano ogni anno 20 mila schiavi presi in tutta l'Africa Occidentale e costretti a raggiungere le terre del continente americano. Papa Benedetto XVI ha incontrato in questi giorni, nel corso del suo ventiduesimo viaggio internazionale, nel Cortile del Seminario di S. Gall, i sacerdoti, i seminaristi, i religiosi, le religiose e fedeli laici della chiesa afroccidentale. Il Santo Padre ha espresso gratitudine per l’impegno pastorale e per lo zelo “malgrado le condizioni talvolta difficili nelle quali siete chiamati a testimoniare il suo amore. Lo ringrazio per i tanti uomini e donne che hanno annunciato il Vangelo nella terra del Benin, come pure in tutta l’Africa”. Benedetto XVI ricorda tre aspetti principali contenuti nel testo dell’Esortazione apostolica post-sinodale “Africae munus” : la pace, la giustizia e la riconciliazione che riguardano in modo particolare la vita dei sacerdoti, dei consacrati e dei fedeli laici.

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Ritratti di Santi - Itinerario Quaresimale 2011

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