In questi giorni gli studenti siciliani si sono incontrati per una breve vacanza. La partecipazione alla GMG è imminente e prima di partire, i ragazzi, guidati dai loro responsabili, hanno voluto condividere un piccolo momento di riflessione.

di Antonella GIZZI

Cari ragazzi, presto vi metterete in viaggio per questa splendida avventura che è la GMG. Ciò che talvolta può apparire mera teoria, in questa circostanza si dimostra quanto mai concretezza: siamo in movimento, siamo un Movimento. Proviamo a pensare per un attimo alla differenza di significato tra due parole: vagabondo e pellegrino. Entrambi i termini indicano una persona in movimento, in viaggio. Ma la parola vagabondo individua una persona che si sposta da un punto ad un altro, senza una meta precisa o con traguardi futili e mutabili.

Quando invece si tratta di un pellegrino è chiaro che stiamo parlando di qualcuno che ad un certo punto della sua vita è pronto a lasciare, a interrompere ogni sua altra attività, perché un desiderio che gli arde in cuore gli propone una meta da raggiungere ricca di significato. Un pellegrino ha un traguardo verso cui spingersi, ha una speranza che lo sostiene nella fatica, una forza che lo anima: incontrare, vivere Cristo.

Noi siamo qui oggi perché è stata presa da ciascuno di voi una decisione: come pellegrini vivere l’esperienza della GMG 2011. Sta a ciascuno, poi,  attraversare questa esperienza come un autentico pellegrinaggio o nascondersi dietro le buone intenzioni rimanendo tuttavia vagabondo, lasciandosi trascinare da distrazioni, disobbedienze che nulla hanno a che fare con la profondità dell’avvenimento.

È, inoltre, una scelta non di solitudine, ma di gruppo, di un grande gruppo di amici, di un gruppo internazionale di amici. L’unità, cioè una santa amicizia, non è complicata da realizzare, è un dono che già esiste, che incomincia tra i più vicini per poi allargarsi a macchia d’olio. E di questo ha bisogno il nostro cuore, di ampi spazi, di non rimanere imbrigliato, ma di espandere le proprie potenzialità, perché in questo modo siamo stati immaginati.

Noi incominciamo a vivere una amicizia autentica nelle nostre piccole o grandi comunità, ma questo non ci può bastare, e stiamo imparando, da tempo, ad essere molto amici tra noi nella stessa regione. Ormai le distanze non ci preoccupano, la fatica non ci rende pigri, anzi c’è già il desiderio di ritrovarci, di darci appuntamento spesso, il più spesso possibile. Ma la nostra storia è più vasta dei confini della nostra Isola, quindi c’è una attesa ancora più grande, l’attesa di muoversi al più presto verso gli altri amici del nostro MEC.

Sappiamo che il nostro Movimento è una prospettiva attraverso cui potere raggiungere tutta la Chiesa, cioè è la strada che il Signore ci ha permesso di incontrare e grazie alla quale siamo aiutati a partecipare alla vita di tutta la Chiesa. La nostra è una esperienza Ecclesiale. La GMG riguarda la parte più preziosa della Chiesa: i giovani. Cioè interessa il futuro, le vocazioni, le aspettative del mondo del lavoro, della cultura, della scienza, insomma tutto di domani. E la Chiesa, il nostro Santo Padre desiderano ardentemente che i giovani siano realmente protagonisti, non solo eredi, ma “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede”. Non semplici atleti che ricevono il testimone, ma persone capaci di alimentare la fiamma con la testimonianza della loro vita radicata e fondata in Cristo.

Se è vero per tutti è ancora più reale che i giovani applichino alla loro vita quello che si può definire il testamento di Giovanni Paolo II “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà, aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa “cosa è dentro l’uomo”. Solo lui lo sa! Oggi così spesso l’uomo non sa cosa si porta dentro, nel profondo del suo animo, del suo cuore. Così spesso è incerto del senso della sua vita su questa terra. È invaso dal dubbio che si tramuta in disperazione. Permettete, quindi – vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo. Solo lui ha parole di vita, sì! di vita eterna”.
La GMG, come sapete, ha origine da una tanto geniale, quanto santa intuizione di Giovanni Paolo II nei  primi anni ‘80. In realtà l’incontro con i giovani era da lui una forma già collaudata in maniera più semplice. La GMG nasce, cioè, dalla maturazione di  una sua pedagogia che aveva sperimentato quando era parroco prima e poi vescovo nella sua patria. In Polonia, amava convocare i giovani. Sapeva infatti che in estate, “numerosi gruppi di giovani fanno coincidere il loro riposo estivo con l’approfondimento del loro rapporto con Dio”.  Le GMG nascono dal modo di dare universalità a una sensibilità del suo popolo, che ha sempre vissuto con grande fede e devozione l’esercizio del pellegrinaggio. Benedetto XVI, ha non solo condiviso la pedagogia del suo predecessore, che ha sempre accompagnato con la sua teologia, ma ha sapientemente proseguito l’incontro con i giovani.

Quest’anno la GMG è tutta Carmelitana e a voi, i più giovani, tocca realizzare quello che probabilmente costituisce un sogno per tanti adulti del nostro Movimento: andare in Spagna per visitare i luoghi cari a Santa Teresa e a San Giovanni della Croce. Non sprecate questa occasione. Avrete modo di provare come la storia sia maestra di vita. Abbiate la gioia di vedere con gli occhi del cuore. Tutte le parole che spesso sono usate e che possono rimanere incomprensibili adesso vi si sveleranno attraverso la bellezza delle immagini. E così vi troverete  fuori le mura di Avila. Vi fermerete sulla piccola altura dove Teresa bambina con il fratello desiderarono diventare missionari in terre straniere. Sosterete in attesa di entrare nel castello, di attraversare le varie strade che si snodano all’interno del castello, le stesse che percorse Santa Teresa. Camminate con la testa e con il cuore e non solo con le gambe.

Santa Teresa si spostava da Avila per le sue fondazioni. Date valore ad ogni incontro che vi sarà offerto a Madrid, a ogni compito che vi sarà affidato. Con gioia andate incontro ai ragazzi che potrete conoscere all’interno del lavoro comune, siate missionari come lo fu lei. Vivete le liturgie e i momenti di preghiera immaginando il suo cuore. Non vi distragga o scoraggi la fatica. Ascoltate il Papa con attenzione. È Gesù che vi parla attraverso di lui, è tutta la comunione dei Santi che vi abbraccia attraverso di lui e attraverso la folla che vi circonda. Che il Signore vi conceda il dono di non sprecare nulla!

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