Dalla Comunità di Trento alcune testimonianze sul raduno dei giovani a Pietralba.
Ci sono esperienze nella vita che segnano, che cambiano, che rinnovano il corpo e l’anima delle persone che le vivono. Io fino ad ora non saprei né quantificarle né sarei in grado di individuarle all’interno della mia vita, ed è presto per dire se questa esperienza a Pietralba ha portato i frutti sperati ed i sogni a lungo inseguiti, uno su tutti la felicità!La cosa che più mi ha lasciato positivamente stupito di questa esperienza, è stata senz’altro vedere un numero così grande di persone, di giovani riuniti per e con un solo scopo, Cristo. Se dovessi scegliere una parola per descrivere questi quattro giorni assieme sceglierei la parola unità. Unità di tanti giovani che vivono insieme cercando i veri valori, ma anche unità racchiusa nello stesso titolo degli incontri che ci hanno accompagnato giorno per giorno: “Cercami in te, cercati in me”. Al di là delle tante belle parole ascoltate durante gli incontri a Pietralba, una cosa forse è quella che più mi è rimasta impressa; l’unità appunto, intesa come coesione. L’unità tra gli uomini così come l’unità tra l’uomo e Dio perché, come ci ricordava padre Antonio, Dio ti ha scavato dentro tutto il bisogno che hai di lui.
Francesco
I tre giorni a Pietralba sono stati per me rigeneranti! Partita con la voglia di qualcosa che mi ridestasse… sono stata esaudita nelle mie aspettative! Mi succede di vivere distrattamente, come se tutto si riducesse a fare “quello che c’è da fare” senza mai alzare lo sguardo un po’ più in alto. Ecco, Pietralba è stata l’occasione per prendere fiato e chiarire gli obiettivi. Dopo le testimonianze di alcune famiglie di Brescia che ci hanno raccontato la loro storia, mi sono sentita avvolta da un desiderio di impegnarmi, come necessità e garanzia: “dall’estetica al lavoro”.
Spero di riuscire a mantenere questa lucidità più a lungo del solito!
Laura
“Poche righe e sei libero di scrivere” così recitava il messaggio inviatomi l’altro giorno. Si trattava della risposta alla mia domanda circa il contenuto del commento sui tre giorni di Pietralba, poche righe appunto. La prima impressione è che poche righe non renderebbero giustizia all’importanza e alla grandezza di quei tre giorni di comunione: a chi non ha potuto partecipare come si può raccontare in poche righe il cammino intrapreso? Dalla domanda “Chi sono Io?”, dall’infinito vuoto che questa domanda genera, siamo giunti all’incontro con Dio rivelato, che con la risposta “Io sono” colma il vuoto infinito, passando per la ricerca di me in Dio e la ricerca di Dio in me. Poche righe temo proprio non siano sufficienti. Tuttavia mi rendo conto che troppi giri di parole sarebbero superflui e provo, a distanza di qualche giorno, a ricercare la vera essenza dell’esperienza fatta, per dirla alla Kant: il sublime di Pietralba, non semplicemente il bello.
Credo che il sublime di Pietralba siamo noi comunità: i ragazzi e le ragazze che, intuendo la dimensione spirituale dentro di loro, iniziano a farsi domande e provano a darsi risposte; persone che nella quotidianità si sforzano di assaggiare il pezzettino di bello nel quale inciampano tra mille preoccupazioni, consapevoli della bellezza infinta che le circonda e che attende semplicemente di essere svelata dall’incontro con Dio. Comunità appunto, dove l’io e il tu diventano Noi nell’incontro comune con Cristo, offrendoci a vicenda la sfida di vivere ogni giorno Pietralba.
Alessandro Martini
“Cercati cercati in me
che ti potrai scoprire
in me cerca te
in te cerca me”
Recita così il ritornello della canzone di Giuni Russo, “Cercati in me”, diventata il “tormentone” di questa Pietralba.
Ed è proprio questo il titolo dei nostri giorni trascorsi assieme ad universitari provenienti persino dalle lontane Lettonia e Romania: CERCATI IN ME, CERCAMI IN TE.
Abbiamo cercato, con l’aiuto di P. Antonio e delle sue riflessioni, di capire “chi sono io”.
Il mio “Io” è fatto per ospitare un Tu: l’essere umano si accorge di essere nel momento stesso in cui Dio gli dice “Io sono e ti voglio bene, sei prezioso per Me”.
In questi quattro giorni i nostri “Io” si sono riempiti di parole importanti, di musica, di pagine tratte dal Diario di Etty Hillesum, delle testimonianze delle prime famiglie del Movimento e soprattutto del bene di Dio e degli Amici che abbiamo ritrovato.
Pietralba è terminata con la voglia, l’impegno di vivere il Movimento perché esso non sia solo un’appartenenza passiva; perché ogni giorno è una nuova Pietralba!
Elisabetta





