Buongiorno a voi del mec!
Oggi volevo parlarvi delle gioie e delle emozioni provate nella meravigliosa vacanza invernale trascorsa con il “mec siciliano” dal 2 al 5 gennaio.
Essendo da poco entrata in questo mondo per me totalmente sconosciuto ho apprezzato cose che qualche tempo fa non avrei mai immaginato di conoscere e di vivere. Ho assaporato momenti costruiti con semplicità e voglia di amare, sorrisi e parole nati da cuori pronti ad aprirsi e nutrirsi ogni giorno. Ognuno di noi era pronto a conoscere ed amare il nostro Gesù ogni giorno e a regalargli ogni nostro dolce pensiero, ogni nostro piccolo gesto costruito e vissuto insieme. E se prima, partecipare ad una Messa ogni giorno era impossibile, adesso per me è diventato indispensabile! Abbiamo trascorso serate indescrivibili, dove l’unione faceva la forza, dove niente e nessuno era isolato da quel divertimento genuino di cui tutti noi abbiamo goduto. Grazie a quei piccoli giochi che riempivano il tempo (che scorreva ad una velocità indecifrabile) ho potuto scambiare anche qualche parola e qualche risata con persone di cui non sapevo nemmeno il nome e che adesso non vedo l’ora di rincontrare giorno 31 in occasione dell’Incontro Regionale del Mec.
Gli incontri con padre Paolo hanno sicuramente portato avanti il nostro cammino e così le esperienze di Antonella e di Paola. Un grazie particolare alla mia professoressa Mariangela Savoca che ha aperto a me e alle mie compagne le porte di questo mondo stupendo che intendo vivere fino all’ultimo minuto.
Alessandra (Enna)
Sono tornata da pochissimi giorni dalla vacanzina invernale per studenti svoltasi a Termini Imerese e già mi manca tutto! Mi mancano i canti, le risate, le preghiere recitate insieme, i panorami speciali, la sveglia alle 7.30 di mattina, le urla dei respo per farsi ascoltare, le vecchie amicizie che ho ritrovato e quelle nuove che si sono create. L'ultima mattina Padre Paolo durante l'omelia ha detto che il mezzo migliore per esprimere ciò che abbiamo trascorso in questi tre giorni era scrivere e raccogliere le emozioni vissute, perciò mi sono sentita chiamata in causa e mi sono ripromessa che qualcosa, al mio ritorno a casa, avrei fatto. Sono stati tre giorni brevissimi, eppure vissuti intensamente, che ci hanno uniti tanto.
Questa per me è stata una vacanza un pò diversa dalle altre, perché mi è stato chiesto di occuparmi dell'organizzazione delle serate e dei canti, e devo ammettere che sono partita con l'idea che non sarebbe stato poi un granché e che avrei finito con l'annoiarmi. Invece ho scoperto con meraviglia che c'è una bellezza grande nel donarsi, perché mentre io tentavo di divertire gli altri è avvenuto esattamente il contrario, e mi sono accorta che vedere l'entusiasmo negli occhi degli altri e sapere di esserne in parte responsabile, è il regalo più grande che si possa ricevere e questo scambio mi ha resa felice.
Perciò penso che la parola che più di tutte possa descrivere questa mia vacanza sia SERVIZIO. Servizio che inevitabilmente comporta fatica, ansia, impegno, lavoro, ma che gratifica anche immensamente e riempie il cuore, dal quale nasce una collaborazione magica tra colui che riceve e colui che dona e che rende felici entrambi.
E mi tornano in mente le parole di P. Angelico Lipani, quelle che Ciccio ci ha ripetuto l'ultima sera: "Dio quando ama dona, ma quando predilige allora chiede" e non posso fare altro che essere grata per questo, perché se mi guardo indietro vedo soltanto tanta bellezza e di questi tre giorni non cambierei nulla, neanche l'ansia pre-lodi e le solite figuracce, perché anche queste mi sono servite a crescere e mi hanno insegnato che l'importante è fare le cose per e con Cristo e offrire tutto ciò che si può anche se forse non è il massimo.
Adesso si torna alla vita di tutti i giorni, tra i banchi di scuola, gli impegni quotidiani e tanti ragazzi che di Cristo non sanno nulla e non fanno altro che mettere in discussione la fede. E allora credo che il nostro compito, quello di tutti noi studenti, sia di metterci in gioco per portare tutto l'entusiasmo che abbiamo vissuto in questi pochi giorni agli altri e per mostrare con orgoglio cosa significhi essere cristiani, a partire da qualcosa che può sembrare banale come il segno della croce, perché è nelle cose semplici, anche nei piccoli gesti, che si nasconde la vera bellezza.
Agnese Pennisi (Palermo)
Quando meno te lo aspetti si scopre sempre qualcosa di nuovo, di diverso. Frequento il MEC da quando ero piccola. Fin da subito ho partecipato alle vacanzine che il MEC mi ha proposto, invernali ed estive, ma solo oggi posso dir di aver vissuto pienamente una vacanza. Due parole sono state per me indispensabili in questi giorni: fidarsi e mettersi in gioco. Forse due parole all'apparenza così scontate a cui non ho dato mai il giusto peso, forse per paura, per timidezza o ancora per disinteresse. Eppure questa volta le ho proprio sfruttate, e alla fine mi appare tutto così diverso rispetto a prima. Questa volta sono soddisfatta di me stessa, ho sia organizzato che partecipato ai giochi. Vedere negli occhi degli altri ragazzi che tutto funzionava, dal gioco al semplice stare insieme, mi ha reso più forte, più coraggiosa e allo stesso tempo fiera di ciò che stava succedendo.
Sono tornata a casa più carica e con una voglia tutta nuova di essere cristiana.
Non rimpiango il mio percorso, non rimpiango il fatto di non essere stata così fin da subito, perché se oggi posso dire di aver vissuto pienamente la vacanza lo devo anche all'attesa, quell’attesa che mi ha fatto crescere in questa storia e mi ha legata con più consapevolezza al movimento.
Silvia Carini (Palermo)





