Studenti in vacanza: per riscoprire Cristo e se stessi
“IL MIO CUORE, IL TUO CUORE, IL CUORE DI CRISTO”
Gli studenti del M.E.C. a San Simone (1-8 agosto 2009)
Una vacanza è sempre un’incognita! Non puoi mai prevedere, nonostante tutta la fatica bella dei preparativi, cosa potrà accadere. Non sai ancora se quel desiderio di bellezza che ti porti dentro (insieme alla speranza che anche altri lo avvertano) troverà compimento riempiendo di meraviglia gli sguardi e il cuore dei nostri studenti.
Ma in ogni vacanza, quanto più grande è l’incognita, tanto più profondo si ripresenta ogni volta lo stupore nel prendere atto di come Dio accompagni e guidi la nostra storia, riuscendo ancora oggi - attraverso la bellezza della Sua Parola e lo splendore del creato - ad affascinare prima ed a afferrare poi i nostri ragazzi. Dal 1° all’8 agosto, 140 studenti provenienti da tutte le comunità d’Italia del Movimento Ecclesiale Carmelitano si sono ritrovati a S. Simone (in Val Brembana), a 1700 metri di altitudine, per vivere insieme la consueta vacanza estiva… che di “consueto” ha avuto davvero ben poco! Molti, lungo la settimana, i motivi e le occasioni per ringraziare il Signore: dalle passeggiate in montagna, con l’opportunità di ammirare splendidi paesaggi, al dono di rapporti nuovi o consolidati; dalla voglia semplice e bella di giocare al desiderio profondo di preghiera; dal tema scelto per la riflessione - che ci ha permesso di proseguire il lavoro iniziato con gli ultimi Esercizi Spirituali – alla visita che P. Antonio ha fatto ai nostri ragazzi per presentare il percorso che li vedrà protagonisti, nei prossimi mesi, sul tema dell’amore cristiano.
Insomma, a dispetto di ciò che vuol dire la parola, questa vacanza tutto è stata, meno che “vuota”!
Dalle parole vive e fresche dei nostri ragazzi alcune pennellate che vogliono illuminare una vera esperienza di Grazia.
È la prima volta che partecipo ad una vacanza organizzata dal MEC. In realtà, fino a qualche mese fa neanche conoscevo questo movimento. E’ stato un mio amico a desiderare che conoscessi anche io i suoi amici del movimento di Palermo. In questo modo, quasi senza rendermene conto, ho incontrato questi miei coetanei e successivamente ho accettato l’invito con cui mi veniva proposto di partecipare ad una vacanza. Credevo fosse come tutte le vacanze organizzate da gente bigotta, gente che crede di sapere tutto sulla fede e sui giovani, ma che in fin dei conti è soltanto gente presuntuosa. Le prime avvisaglie di qualcosa di diverso le ho avute quando ci hanno chiesto di organizzare alcune giornate di giochi. Mi piaceva l’idea di organizzarmi la vacanza e soprattutto di farlo con altri ragazzi. Poi comincia la vacanza e comincia con una Messa. Ripensandoci è stata la Messa il centro della vacanza ed è stato come se fossimo partiti per celebrare Messa. Durante quella Messa, la prima Messa, ci arriva l’invito di aprire il cuore ad ogni singolo particolare, sensazione, emozione, a tutto ciò che quella vacanza poteva offrirci; c’era stato chiesto di cogliere l’occasione.In questa vacanza tutto per me è stato nuovo: dalle passeggiate in montagna alle serate, dalla preghiera delle Lodi alla Messa, dal giocare una partitella allo stare insieme a tavola. Infatti anche le cose che io ho sempre fatto, in questa vacanza avevano una luce diversa dal solito. Tutto era una novità, non per il modo in cui le ho fatte o per come erano state organizzate ma perché io le ho fatte con questa compagnia di amici. La più grande novità sta nella vostra Amicizia. Un’amicizia semplice ma particolare, fondata su Colui in cui credete. Durante questi giorni passati insieme, lo scherzare tra noi, il ballare insieme durante le serate, una pacca sulla spalla infondevano calore e sicurezza. Durante questi giorni io ero sicuro, nonostante vi avessi conosciuto da poco, che voi eravate miei amici. Io mi sono fidato di voi, mi sono aperto a voi e voi mi avete accolto senza chiedere nulla in cambio se non la mia amicizia.
Come ci ha detto Padre Antonio, in una coppia bisogna stare attenti alle “otto tenerezze”; io credo che non solo in una coppia di fidanzati ma anche in una compagnia di amici bisogna guardare alle otto tenerezze come a una via da seguire per stare bene insieme.
Il momento più bello della vacanza l’ho vissuto una sera poco prima del “silenzio”.
Non mi ero mai preoccupato prima d’ora di fermarmi davanti a un tabernacolo a pregare, forse perché mi ritenevo ateo. Sapevo che avevano adibito una stanza per la “Presenza”, ma non me ne ero preoccupato prima di quella sera. Quel giorno mi ero confessato dopo anni che non lo facevo; se c’è stato un cambiamento in me è grazie a voi: vi ho conosciuto Cristiani e felici di esserlo. Quindi ho voluto provare anche io, anche io volevo essere felice. Così quella sera prima di salire in camera mi sono fermato nella stanza della “Presenza”, mi ha fatto un grande piacere vedere che non ero solo in quella stanza. Oltre Cristo e me c’erano molti ragazzi: è stata l’esperienza più toccante. Eravamo lì insieme a parlare ad un Amico, ero felice di sapere che avevamo un Amico in comune (peccato solo che io ho trovato questo amico così tardi). In quel momento ho capito la profondità della vostra amicizia. Siete accomunati tutti dallo stesso Amico e in Lui siete amici. Quella sera stavamo tutti in silenzio, ma io vi sentivo così vicino a me, vi sentivo miei amici.
Tornato a casa ho parlato a molti della mia esperienza dicendo che sarebbe bello che anche loro potessero provarla, ho parlato di voi anche se di molti di voi non ricordo neanche il nome. Ho parlato di questo movimento che ora è anche il mio, ma non perché avevo la presunzione di voler evangelizzare ma perché come ha detto Padre Stefano bisogna che anche altri abbiano la possibilità di conoscere il movimento, perché per noi è bello stare insieme ed è bello che altri abbiano l’occasione di provare ciò che noi proviamo.
Fabio – Comunità di Palermo
Arriva l’estate e con l’estate la vacanzina! Direi quasi “vacanzona” pensando alla ricchezza che abbiamo vissuto assieme: amicizia, bellezza della natura, condividere e aiutarsi a condividere l’Amore per il “ Capitano”.
Questa, in val Brembana, è la mia terza esperienza estiva. A differenza delle prime due che mi hanno aiutata ad aprirmi alla fede, a comprendere i doni ricevuti e ad usarli a servizio di tutti, questa vacanza posso dire di averla vissuta diversamente. Non è stata più una scoperta, una novità ma piuttosto un mettere in pratica ciò che già mi era stato insegnato. Mi sono sentita a mio agio, non più intimidita dalla presenza di tante persone estranee ma completamente disposta a mettermi in gioco, a tal punto da riuscire a coinvolgere anche gli altri ragazzi. Si sono così create delle amicizie che non hanno del banale ma che mi permettono di condividere l’amore di Cristo e dalle quali mi sento sostenuta nel mio cammino.
Il desiderio che esprimo alla fine di ogni vacanza è quello di mantenere sempre il cuore così vivo e desto come in quei giorni.
Ester – Comunità di Trento
Difficile descrivere in poche righe l’importanza e il significato che la vacanza estiva a San Simone per gli studenti di tutte le Comunità ha avuto per me.
Dopo tanti anni che frequento il Mec, questa è stata la prima vacanza che ho vissuto in un modo totalmente nuovo; nelle vacanze precedenti davo sempre un po’ tutto per scontato, vivendole talvolta in modo "passivo" e sapendo che avremmo fatto le solite cose. Questa volta, fin da subito, sono partita più carica, piena di energia, con più voglia di fare, pronta a coinvolgere tutti, disposta a mettere in gioco me stessa, attenta a vivere minuto per minuto intensamente, senza lasciare che nulla scivolasse via, forse perché ero e tuttora sono reduce dall’esperienza vissuta in Romania. Là infatti sono riuscita ad assaporare alcune briciole di quella felicità che non svanisce, eterna, che ti riempie l’anima e il cuore.
E una settimana è bastata a far sì che queste briciole siamo aumentate a poco a poco. Nonostante ci fossero ragazzi che non avevo mai visto e che erano lì per la prima volta, mi sembrava quasi di conoscerli da sempre; assieme infatti abbiamo condiviso tutto: dalla recita delle Lodi al mattino alle serate organizzate a turno dalle diverse comunità, dalla Santa Messa ai momenti di svago e di divertimento, dalla Compieta alle gite in montagna... insomma, uniti in tutto e per tutto, nel gioco e nella preghiera. Ogni giorno ognuno, nel proprio piccolo, riusciva sempre a stupirmi per qualcosa di diverso: chi per un gesto, chi per un sorriso, chi per una parola. E tutti si sono sempre dati un gran da fare per rendere questa vacanza unica e speciale: chi organizzava i giochi, chi le gite, chi cucinava, chi preparava le serate e i canti della Messa, chi suonava la sveglia al mattino: insomma, ci si prendeva cura l’uno dell’altro.
Devo dire che sono riuscita a venire fuori per quella che sono, con i miei pregi e con i miei difetti e non ho mai avuto paura di tirare fuori me stessa, perché nessuno era lì per giudicarmi. Tante sono state le occasioni per riflettere e meditare, in particolare l’incontro tenuto da Padre Antonio sull’affettività e sull’amore, che ci ha offerto un maggiore spunto per ordinare le idee riguardo un argomento a noi vicino.
A volte devo ammettere che ho fatto fatica a capire e a rispettare alcune regole che ci "impartivano" i nostri responsabili: all’inizio mi sembravano inutili e prive di senso, ma poi ho deciso di fidarmi, e ne è valsa la pena.
Anche le camminate le ho vissute in maniera totalmente diversa, grazie soprattutto a Bruno Platto, organizzatore delle gite, che ha saputo trasmetterci un po’ della sua passione. Ci ha invitati a guardare la montagna da un altro punto di vista, ci ha detto di provare ad arrivare fino alla cima, alla meta prefissata e a guardarci intorno... sembrava davvero che Dio avesse creato quell’angolo di cielo e quelle montagne appositamente per noi, che avesse voluto che noi ci trovassimo lì, proprio lì, in quel preciso momento, in quel preciso luogo. E mentre osservavi l’infinito sopra di te capivi il perché di un po’ di fatica, sudore e mal di gambe.
È stata una vacanza che mi ha fatto crescere, pensare, comprendere il significato della parola amicizia, della parola preghiera, ma soprattutto mi ha dato ulteriori certezze e un’ultima conferma: il Mec è la mia storia.
Un grazie particolare a tutti quelli che hanno messo l’anima e il cuore per organizzare la vacanza e per farcela vivere nel migliore dei modi... perché ci sono riusciti.
Maddalena – Comunità di Brescia
Per me questa vacanza è stata molto bella e importante da tutti i punti di vista. Mi è accaduta una cosa bella che non mi era mai successa prima, una cosa che mi ha riempito di una gioia infinita. Durante una delle passeggiate che abbiamo fatto in montagna, per la prima volta mi sono reso conto del grande aiuto che mi ha dato Dio, anche se sicuramente me ne aveva già dato in precedenza senza che me ne rendessi bene conto. Proprio quando le mie gambe stavano cedendo alla stanchezza, - non essendo io un provetto “montanaro” (anzi, tutto l’opposto!!!) - , all’improvviso un’enorme forza mi ha sostenuto ed è come se Dio stesso mi stesse dicendo: “Hai visto, Mariano, che con Me nulla è impossibile?”. E come sempre, aveva ragione. Questa forza che dà unicamente Dio è durata per tutta la vacanza e sono sicuro che Lui, come un Padre buono, continuerà a sostenermi e a proteggermi per tutta la vita, permettendomi di raggiungere obiettivi che mi sembrano irrealizzabili. È stato bello per me vedere come, in vacanza, all’inizio fossi molto timido e stessi sempre con quel gruppetto stretto di persone che conoscevo; ma, col passare dei giorni e con il Suo aiuto, mi sono fatto avanti e ho conosciuto tantissimi nuovi amici. Un’amicizia grande voluta da Gesù Cristo, ben diversa dalle amicizie piccole e superficiali che stringo a volte, per esempio, con i miei compagni di scuola. Spesso mi rattrista veder che fra di loro più che essere amici, fanno un po’ come gli “animali nel branco”. Penso che se io dicessi a loro le cose che sto scrivendo adesso, quasi nessuno mi crederebbe e, anzi, mi riterrebbero un bambino per le cose che dico. Ma è proprio questo è il punto! Gesù nel Vangelo dice:”Se non ritornerete come bambini non entrerete nel regno dei cieli”, e quindi non mi importa di quello che pensano di me e vado orgoglioso del mio sguardo da bambino e per tutto quello che mi è successo in questa vacanza non mi rimane altro che ringraziare tutti più Uno!
Mariano – Comunità di Castellammare
«Il mio cuore, il tuo cuore, il Cuore di Cristo».
Un tavolo, un mazzo di carte, alcuni ragazzi intorno. Che c’è di strano? A vederla così sembra una normalissima partita a carte. Ma in realtà dietro a quel gioco c’era qualcosa di più. Non era un semplice modo di divertirsi, ma anche un volersi conoscere sempre più, osservando il comportamento di ognuno. E così qualche volta rimanevo là, in silenzio, a guardarli, e subito un sorriso si disegnava sul mio volto. Era bello assaporare quei momenti di gioia, vedere le loro espressioni concentrate, sentire talvolta le proteste e il disappunto, ma soprattutto le risate. Di tanto in tanto qualche bambino si avvicinava al tavolo e così pensavo “come sono belli i bambini… Così ingenui, così puri!”; subito pensavo a quando Gesù prendeva in braccio i bambini del villaggio, e a tutto l’Amore con cui si rivolgeva a loro. “Come sarebbe bello se anche questi ragazzi che sono qui in vacanza fossero come quei bambini. Chiedere che tutti i giovani siano così è praticamente impossibile, ma se già un piccolo gruppo iniziasse, la missione sarebbe già un po’ più semplice!”. Subito riflettevo sul fatto che è già un gran bel dono far parte di un gruppo come questo, dove la Grazia di Dio attraverso la compagnia, i momenti di preghiera e soprattutto l’Eucarestia si fa così tangibile.
Le vacanze come questa sono molto importanti, perché sono la giusta occasione per riflettere; è importante che di tanto in tanto la nostra anima stia lontana dal chiasso del quotidiano, si ritiri lasciando fuori il tumulto del mondo, stronchi tutti quei vani pensieri che ci riempiono la mente durante le nostre giornate.
E così, come dicevo, per mezzo dell’Eucarestia e della preghiera ogni gesto, ogni sguardo, ogni sorriso cela la Fede e il nostro desiderio di Infinito e quindi di Amore. Quando infatti si è in armonia con gli altri e con tutto ciò che si ha attorno, il nostro modo di dimostrarlo è l’amore per il prossimo e per il Creato, e quindi per Dio. Dio è Amore, noi amiamo, e perciò dietro tutto ciò che facciamo c’è Dio! La nostra anima ha bisogno di perfezionamento, e questa vacanza (come tutti gli altri incontri del M.E.C.) è un’ottima strada per farlo! E così le passeggiate, i giochi, gli amici, i paesaggi diventano semplicemente un modo per stare più a contatto con l’Infinito. Il silenzio è stato un elemento fondamentale in questa vacanza e lo si può avere in qualsiasi momento nel cuore: secondo me il “Silenzio” è l’assaporare ogni singolo istante della giornata e poi dire “Grazie!”; è il rendersi conto, in ogni cosa che si fa o che si vede, che Dio è grande e che ci ama come nessun altro ci può amare! E allora queste vacanze ci devono aiutare a pregare così: “Dove Tu mi vuoi io andrò, come Tu mi vuoi io sarò, se mi guida il Tuo Amore non ho paura. Eccomi Signore! Si compia in me la Tua Volontà. Sarò tuo strumento.” Ed ecco che si ritorna al discorso iniziale: l’Amore “di” e “per” Cristo si fa tangibile. Quel Silenzio è ciò che dà senso alle nostre giornate.
E’ un vero peccato che tante persone (non solo giovani) non riescano a capire come è bella la vita da cristiani o semplicemente pensino che il M.E.C. sia solo una perdita di tempo e questo perché “uno deve essere capace di comprendere veramente la Volontà di Dio per non seguire la volontà degli uomini. Dio ci ha dato la Sua Volontà nella Sua Parola, e perciò per conoscere la Sua Volontà dobbiamo conoscere la Sua Parola. Ciò significa studiare. Ciò significa preparazione. Ciò significa lavoro. Ciò significa sacrificio. Ma facendo la Volontà del Padre significa pure vincere questo mondo a Dio”: ecco cosa significa per me il M.E.C. .
Alberta – Comunità di Treviso
Ciao sono Emanuele, ho 16 anni e vengo da Firenze. Questa vacanza ha significato molto per me, in primo luogo perché è stata la prima (e quindi una “botta” di adrenalina in più), poi perché mi ha davvero cambiato dentro. Abbiamo avuto la possibilità di fare delle gite in montagna che mi hanno messo davanti a degli interrogativi che non mi ero mai posto prima e che sarebbero caduti nel vuoto se non avessi ricevuto delle risposte soprattutto attraverso il dialogo con Cristo: prima il mio rapporto con Lui era abbastanza superficiale e “scontato” (preghiera la sera e Messa la domenica), adesso, grazie a questi giorni trascorsi in montagna, ho capito che Cristo è Colui con cui posso parlare sempre e che ha sempre qualcosa da dirmi, Colui che non mi abbandonerà mai, anche nei momenti del bisogno.
Per di più sono riuscito anche a vivere le amicizie da un altro punto di vista: prima scherzavo e ironizzavo su ragazzi che invece avevano bisogno di aiuto, adesso sto imparando a guardare tutti con lo stesso sguardo, insomma sto provando a cambiare! Non pensavo che la mia vita fosse così superflua prima di tutti questi avvenimenti: sì era divertente (anche perché nel Mec ci sono da più di 10 anni), ma non avevo mai capito fino ad ora quanto questa storia fosse così importante, profonda. È sicuramente una vacanza da non dimenticare.
Emanuele – Comunità di Firenze
"Abbiate tanti sogni che non vi basti una vita per portarli a compimento".
Suonavano più o meno in questo modo le parole che P. Antonio ci ha regalato in questi fantastici giorni che abbiamo trascorso noi studenti in vacanza ed è proprio così che voglio ricordarli. Forse per la magica bellezza del luogo o per la fatica che abbiamo fatto nelle camminate, e nell'organizzare (chi aveva questo compito sicuramente avrà capito a cosa mi sto riferendo), sono riuscito a riscoprire me stesso e gli altri attraverso la preghiera e la presenza di Cristo. Credo che questa esperienza sia stata per me motivo di riflessione e maturazione grazie anche all'aiuto dei miei responsabili che mi hanno accompagnato fin dall'inizio in questo cammino.
Vedendo poi le realtà giovanili in Italia e all'estero mi sono davvero stupito di come il nostro movimento sia vivo e si appoggi fermamente sui giovani e ciò mi ha reso fiero di farne parte e inoltre mi ha fatto pensare a come Dio sia veramente presente, poiché non potrebbe esserci legame più forte di quello che esiste tra di noi e che si manifesta soprattutto in queste occasioni in cui tutte le comunità si ritrovano.
Non ci sono dunque, e non servono, molte parole per descrivere questa vacanza; spero solo che molti possano vivere quello che ho vissuto io e che possano dare se stessi al 100% e sono certo che non ne rimarranno mai delusi.
Enrico Gatti – Comunità di Adro




