Pellegrinaggio in Lettonia

Santuario di Aglona

di Lella TOMASINI

Carissima Baiba e carissimi amici tutti, che state per intraprendere questo pellegrinaggio ad Aglona
la strada che percorrerete anche quest’anno, a fianco di Gesù Cristo come i discepoli di Emmaus, è diventata un’esperienza molto importante per il Mec, questa casa in cui Cristo vuole rinnovare la sua Chiesa.
Grazie per la fatica che anche quest’anno volete assumervi per tutti noi, per il bene della Chiesa intera e per il mondo.
Capita così di rado che l'uomo sappia dove sta andando e dove vorrebbe andare! E arrivare è così difficile!
E chi sa dove stiamo andando in queste confuse e distratte giornate delle nostre vite? Chi riesce a indovinare le mete che Dio vorrebbe assegnarci, al di sopra o in contrasto con le povere mete proposte dagli uomini?

Per camminare abbiamo bisogno di una meta. Spesso crediamo di averla, per il solo fatto che il mondo ci stordisce, indicandoci svariate strade e infinite piccole mete illusorie. E con queste piccole mete vorrebbe strapparci dal cuore il nostro bisogno infinito di Infinito.
Ma noi non vogliamo arrenderci a questo gioco che è tutto contro di noi, oltre che contro Dio.
Ecco, camminare verso Aglona, verso la Madonna di Aglona significa proprio questo: affermare che la nostra strada ha come meta ultima e infinita Dio, e che a questa meta noi uomini possiamo arrivare solo attraverso le innumerevoli tappe "finite" di una vita fatta di carne, fatta di piccoli giorni, di piccole circostanze, di piccoli incontri…

Maria è La Donna attraverso cui Dio si è fatto uno di noi: Gesù Cristo, il cuore divino e umano di ogni tappa delle nostre piccole giornate, che ci consentirà di arrivare alla Méta ultima.
In Maria noi "tocchiamo l’Infinito col sospiro dello stesso Infinito che ci portiamo dentro".
Questo allora sarà il paesaggio nel quale camminerete per tanti giorni e che vi terrà compagnia. I paesaggi di laghi e di campagna rigogliosa che attraverserete rifletteranno qualcosa che in realtà è già dentro di voi: la Presenza di Gesù, che nelle giornate piene di affanno rischiamo di non riconoscere, proprio come i discepoli di Emmaus, che camminavano e parlavano con Lui senza riconoscerlo.

Il pellegrinaggio sarà il momento in cui Lo riconoscerete e capirete perché vi ardeva il cuore nel petto e perché siete finiti qui, in questa vostra e nostra bellissima compagnia.
Così imparerete che non possiamo affogare nelle nostre troppo limitate tappe quotidiane, perché la Méta non si raggiunge definitivamente in nessuna di esse. Ma imparerete anche che non si può raggiungere la Méta, senza camminare pazientemente lungo tutti i metri di strada di cui la nostra vita è fatta.
"Il fine ultimo non esclude gli altri: il cielo non esclude la terra; la Patria non esclude l'affetto delle piccole patrie; il Paradiso non intossica le piccole gioie disseminate sul nostro povero cammino dalla mano del Signore" (Don Mazzolari).

E non dovrete temere né le vostre fragilità, né la vostra stanchezza.
Gesù stesso si è adattato al nostro passo ed ha un’infinita pazienza nel sostare con noi, quando siamo stanchi, perché non vuole che nessuno si perda per via.
"Sentirmi ospite e pellegrino in qualunque dimora terrena: dentro e fuori di ogni casa: sentirmi da capo ad ogni arrivo: sotto una tenda anche nel palazzo più quadrato: avere sempre l'ultimo anello della catena da saldare, una mano tesa verso qualcuno, un sospiro per qualche cosa... è la mia vocazione di cristiano.
Sono padrone di tutto e non possiedo nulla: ho niente e sono il più ricco perché nessuno ama le creature e le possiede come colui che le ama e le possiede unicamente per il Signore. Devo andar oltre e mi fermo. Non ti rinnego, Signore, se Ti guardo negli occhi d'una Tua creatura. Mi attende il Regno, che m'hai preparato, ma ogni "villaggio" mi offre un po' del tuo Regno. Se Dio è nella mia gioia, nella mia intelligenza, nel mio lavoro, se il mio occhio è divino, tutto è divino ... "
(Don Mazzolari).

Camminate dunque insieme e con il cuore spalancato su Cristo, cioè dilatato fino a contenere le domande e le speranze di ogni uomo.
Noi da qui vi accompagneremo passo a passo con la preghiera.
E non dimenticate una preghiera speciale per i nostri sacerdoti, che il Papa vuole sempre più come nostri compagni di viaggio forti e santi.
A nome di tutto il Movimento Ecclesiale Carmelitano

Lella

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