
Il 3 Ottobre si è celebrata una grande festa a Palermo, in occasione della visita pastorale di Sua Santità Benedetto XVI. Una festa che ha coinvolto centinaia di migliaia di fedeli provenienti da tutta l'isola: da Trapani a Siracusa, da Catania ad Agrigento, in tantissimi non volevano mancare a questo appuntamento molto atteso (si parla di 200/250 mila fedeli presenti alla S. Messa).
L'attesa era veramente tanta, testimoniata dal fiume di persone che ha invaso la città già il sabato e dal traffico di pedoni presente nelle strade del centro storico (finalmente chiuso alle auto) già alle 7 del mattino, più di tre ore prima l'orario previsto per l'inizio della S. Messa. Luogo scelto per la celebrazione è la splendida cornice del Foro Umberto I (Foro Italico per i palermitani), una strada che fino all'Ottocento costituiva il lungomare cittadino e che oggi, a seguito dei detriti delle due guerre mondiali riversati in mare, è ampliata con la Villa al mare: una distesa verde che termina solo nel mare azzurro. I fedeli siciliani hanno riempito quel prato verde e hanno aspettato l'arrivo del Pontefice sotto un sole cocente, lasciandosi andare ad un'ovazione alla vista della Papamobile. La celebrazione della S. Messa è stata un momento unico: quelle stesse persone che hanno accolto Benedetto XVI con un tifo da stadio, successivamente hanno seguito le oltre due ore della celebrazione in silenzio, resistendo - durante l'omelia - anche alla tentazione di un applauso (fuori luogo durante la celebrazione della Messa) al ricordo di don Pino Puglisi o al pensiero rivolto dal Santo Padre a Santa Rosalia, l'amatissima Patrona della città. Il caldo e la stanchezza aumentavano, ma non l'attenzione e l'ordine dei fedeli, che seguivano con partecipazione i lunghi canti del coro e le molte parti in latino: rituale sconosciuto ai più. Surreale (dato il contesto) il silenzio durante la Preghiera Eucaristica.
Silenzio, ordine e calma sono venuti meno, invece, nel momento cruciale della visita pastorale, il motivo dell'invito che è stato rivolto a Benedetto XVI: l'incontro con i giovani e le famiglie di Sicilia. Anche in questo caso il luogo dell'appuntamento - piazza Politeama - era stracolmo ben prima dell'arrivo del tanto atteso ospite. Qui l'attesa è stata accompagnata - oltre che dall'immancabile caldo - da canti, balli e la musica di un famoso gruppo siciliano.
Il discorso che il Papa - visibilmente colpito dall'accoglienza - ha rivolto ai presenti ha scosso molto quest'ultimi , che hanno spesso interrotto le sue parole con applausi, cori, esibizione di bandiere e striscioni. Giovani e famiglie: meriterebbero forse due momenti diversi, parole diverse. Come far coincidere questi due ambiti, queste due categorie apparentemente molto diverse? Il Santo Padre ha dimostrato ai presenti che è possibile l'accostamento ricorrendo alla figura di Chiara Badano, una ragazza morta venti anni fa ad appena 19 anni e proclamata Beata lo scorso 25 Settembre. Chiara era una ragazza normale, ma che amava straordinariamente Cristo. Questo amore non è venuto meno neanche quando - ad appena 17 anni - ha scoperto di avere una malattia inguaribile. Ha continuato a vivere gli ultimi anni della sua vita come i precedenti (nonostante il dolore): amando! "Evidentemente si tratta di una grazia di Dio, ma questa grazia è stata anche preparata e accompagnata dalla collaborazione umana", così il Papa ha spiegato a noi presenti la dignità con cui Chiara ha vissuto la sua malattia: la collaborazione umana di cui parla è proprio quella della famiglia, è la fede che i genitori hanno trasmesso alla figlia sin da bambina e che ha permesso la realizzazione di questo miracolo."La famiglia – prosegue il Pontefice – è fondamentale perché lì germoglia nell’anima umana la prima percezione del senso della vita".
Ma il momento forse più sentito dai giovani siciliani è stata l'esortazione a reagire contro il male, a reagire contro la mafia perché, afferma Papa Ratzinger, "è strada di morte, incompatibile con il Vangelo!". Queste parole, spezzate più volte da lunghi applausi, hanno realmente dato speranza a tutti i presenti, che non si sono sentiti soli in questa battaglia per la legalità. Alla fine del discorso il Papa ha salutato i presenti e, in un clima di vera festa, ha lasciato la piazza. Una piazza in cui erano presenti tante realtà diverse, tante vite diverse ma tutte strette attorno al Santo Padre, piene di speranza e unite dall'amore in Cristo.
Riccardo Ferrara
Ci sono esperienze nella vita che ci segnano, esperienze di così tanta, immensa, infinita Bellezza che ci lasciano qualcosa di così grande dentro, che poi non si può più continuare a vivere, fingendo che non sia accaduto niente. Per me l’incontro con il Papa a Palermo è stato questo. Solo una giornata, poche ore in fondo, ma momenti veramente intensissimi e pieni di qualcosa di speciale che si chiama Grazia. Non avevo mai visto Benedetto XVI di persona e non avrei creduto che questo mi avrebbe potuta emozionare così tanto, ma quando è arrivato al Foro Italico domenica mattina, e sono riuscita a vederlo in mezzo ad una folla oceanica di persone, non ho potuto non commuovermi. La Messa, nonostante il caldo, è stata splendida, e, potere cantare e pregare insieme, con centinaia di persone vicine, sconosciute forse, ma lì, presenti, mi ha fatto sentire un po’ come se appartenessimo tutti ad una grande famiglia. E infine è arrivato l’incontro con i giovani. Ci siamo mossi due e ore e mezzo prima e sono arrivata già stanchissima, ma felice. Perché le cose belle credo, comportano inevitabilmente un buona dose di fatica, però possiedono un valore talmente grande che anche le sofferenze si superano con gioia, soprattutto se ad accompagnarci ci sono le persone giuste. La cosa che mi ha colpito più di tutte è stata senz’altro vedere tanti giovani riuniti insieme, che appartenevano a gruppi diversi, che vivevano in città diverse, e sapere che nonostante tutto, anche se non avevamo mai scambiato una parola, eravamo uniti da un vincolo più forte, che superava qualsiasi distanza, Cristo. Quindi credo che quello che più abbia reso speciale questa giornata sia stata soprattutto la dimensione dello stare insieme. “Insieme, - ci ha ricordato infine il Papa – sarete come una foresta che cresce, forse silenziosa, ma capace di dare frutto, di portare vita e di rinnovare in modo profondo la vostra terra" .
Agnese Pennisi






