I numeri della Maturità

di Paola Zucca

Sveglia alle 7:00, 3 bambini da portare a scuola, 5 ore di lezione, 4 ragazzi da interrogare, 27 compiti da correggere, 5 telefonate da fare, 300 g di pasta da cucinare, forse 6 ore per dormire… Accidenti, io i numeri non li sopporto!!! Bisogna usarli i numeri, bisogna tenerli presente, bisogna saperli maneggiare ma guai a farsi determinare la vita dai numeri. Insegno matematica ma riesco sempre a fare sorridere i miei alunni perché io e i numeri non siamo proprio niente. Non mi piace fare calcoli. Spesso li sbaglio e non me ne vergogno. Glielo dico subito: la matematica non è ragioneria, è metafisica… Loro si sentono accolti in uno dei limiti che li caratterizza e capiscono che il cervello non è fatto per fare conti. E’ fatto per ragionare, cosa che è molto più difficile ma molto più umana che fare conti...

Scandalizzo sempre qualcuno, ma consiglio sempre: i conti fateli fare alla calcolatrice e voi cercate invece di usare il cervello!!! Però c’è da dire che la mia visione “mistica” della matematica li cattura, perché quello che sembrava difficile, diventa facile, e i problemi impossibili si risolvono sempre. Invece chi pensa che la matematica sia far di conto e si gloria di saper fare bene i conti, poi si perde in un bicchier d’acqua e un problema difficile non sa neanche da che parte prenderlo. Poi i miei ragazzi sono contenti, perché nei compiti in classe l’errore di calcolo viene valutato poco, mentre quello sul procedimento pesa molto. Quello è grave. Non conta più di tanto il risultato: l’importante è che il procedimento sia corretto.

Ma nella mia vita il procedimento che seguo è corretto? Al di là dei risultati, è corretto? Stare di fronte a un risultato negativo è buono solo se ci si pone con forza questa domanda: è arrivato questo risultato perché ho sbagliato il procedimento? Ci sono situazioni in cui arriva il risultato sbagliato, anche se il procedimento seguito è corretto. Perché? Dio solo lo sa, e si vede che è giusto che veniamo messi un po’ alla prova nella nostra presunzione di controllare e sapere sempre tutto.
 
Esami di maturità: c’è chi si aspetta un 100 e il cento arriva, chi se lo aspetta e non arriva, chi si aspetta 60 e magari arriva un 70, chi si aspetta almeno un 80 e gli arriva un 65, c’è chi campa tranquillo per un 60 e il 60 arriva e chi si aspettava di tutto tranne il fatto di non essere nemmeno ammesso agli esami. Di tutto, può succedere di tutto! Un po’ come nella vita, bisogna dire. C’è chi vuole 5 figli e non ne arriva nessuno, c’è chi non li vuole e arrivano…C’è chi prevede di vivere a lungo, se si tiene ben controllata la salute. Invece guarda caso i numeri della vita sono i più disparati. Inutile fare calcoli e aspettarsi un risultato. L’importante è il procedimento.

L’importante è avere seguito il procedimento corretto e continuare a seguirlo: la via, la verità, la vita, dentro un procedimento fatto di legami di amicizia infinitamente grandi è segno dell’amicizia che risolve tutti i problemi della vita. Al di là dei risultati, segno di maturità è avere capito che il migliore modo per risolvere i problemi della vita è vivere con la “soluzione”.  Vivere AMANDO la soluzione, è questo il massimo a cui puntare con tutto il cuore, con tutta la nostra intelligenza e con tutte le nostre forze.

 

 

Devolvi il 5 per mille alle missioni del MEC

Scrivi alla redazione





Condividi su FaceBook

MECTV - Il canale Youtube dedicato al Movimento Ecclesiale Carmelitano

You must have Flash Player installed in order to see this player.

Accesso Utenti