Racconti

Racconti per bambini di Sole e Luigi Larocchi.

Racconti di
Luigi Larocchi

“Ho proprio bisogno di un tavolo nuovo per il salotto”, pensò la fata Pasticciona guardando sconsolata i graffi e le crepe che ricamavano il ripiano sotto i suoi gomiti.
Entrando nella bottega del Falegname posò borsetta e mantellina su una seggiola. La seggiola era stata riparata da pochi minuti. Il mastice non aveva ancora fatto salda presa nelle giunture tra le parti sostituite quindi, con un gran PATATRACK, le gambe cedettero sparpagliando a terra il contenuto della borsetta. “Scusatemi tanto” mormorò la fata Pasticciona chinandosi a raccogliere boccette, foglietti e ogni tipo di cianfrusaglia che, sfruttando l’insperata occasione, cercava di sgranchirsi un po’ rotolando o svolazzando in tutta la stanza.

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Racconti
di Luigi Larocchi

In una fattoria viveva un gallo di nome Chiccodigrano.
Chiccodigrano aveva il compito di cantare a squarciagola; tuttavia non incideva dischi o faceva concerti. Chiccodigrano sbraitava a più non posso due volte al giorno: quando la notte finiva e il sonno lasciava il posto alle mille attività degli abitanti della fattoria poi, molte ore dopo, quando le persone e gli animali erano stanchi per il lavoro e finalmente la luce se ne tornava anche lei a riposare lasciando nuovamente il posto alla notte. Chiccodigrano sapeva che il suo canto doveva accompagnare l`inizio delle attività nella fattoria ed il loro termine. Era oltremodo orgoglioso di dover condividere assieme al sole questo compito, poiché l'astro luminoso sembrava avere l'incarico di svolgere la medesima incombenza nella gran fattoria del cielo. Il Sole ovviamente non cantava, non possedendo un becco e un'ugola possente come quella di Chiccodigrano, però all'alba ed al tramonto tingeva di rosso il cielo, tanto che nemmeno l'uccellino più distratto poteva ignorare il suo richiamo. 

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C'era una volta… dovrei scrivere per iniziare questa storia, ma la realtà è che c’è tuttora, un omino azzurro. La sua statura è molto piccola, quasi quanto quella di un koala, ma indossa un enorme frac nero e un grosso cappello a cilindro, che lo fanno camminare in modo goffo e impacciato, come un pinguino. Questo omino azzurro, nonostante l'aspetto un po’ buffo, ha un lavoro molto importante.

Un giorno di tanti e tanti anni fa il Signore, stanco di doversi occupare di tutto, lo chiamò in disparte e gli disse: "Senti Tolomeo", questo è il suo nome, "ho bisogno di una persona di fiducia che svolga per me un compito gravoso che richiede attenzione e saggezza”. “Vedi”, disse porgendogli un enorme involto di colore marrone, “in questo sacco ho messo tutto il tempo; bisogna distribuirne un po' alle persone in modo che riescano a svolgere le loro incombenze. Siccome il tuo è un compito speciale, avrai anche un segno di riconoscimento, di modo che ogni angelo del cielo possa distinguerti dagli altri uomini. Ti farò azzurro come lo zaffiro, perché da oggi sarai prezioso come quella pietra”.

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Disegni di Elisa Marino

La notte in cui nacque il Re dei Re, tutti gli animali erano in agitazione perché avevano capito che dentro ad una fredda grotta stava accadendo il più grande miracolo della storia.
Gli animali non sono come gli uomini che vogliono che si spieghi loro tutto, che tutto abbia un senso, una spiegazione logica, un principio e una fine; essi annusano l’aria e dal suo profumo intuiscono l’eccezionalità degli eventi, belli o brutti che siano.

Quella notte vi era un gran fermento: chi puliva il manto, chi andava in cerca di doni preziosi da offrire, chi si metteva in cammino da terre lontane o dai mari profondi.
Tutti volevano essere presenti per rendere omaggio al nuovo Re che stava nascendo sulla terra.
Quando finalmente dopo la visita dei pastori e dei magi fu concesso loro di entrare nella grotta, ognuno offrì quel che aveva preparato: il castoro portò la legna perché si potesse fare un bel fuoco per scaldare il piccino, la pecora offrì il suo manto perché si potesse tessere una coperta, il bue e l’asino si accovacciarono per scaldare il bimbo con i loro fiati.

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“La lumachina di Natale”

“Nella notte in cui Gesù, la Parola del Padre, discese sulla terra per diventare un uomo, anzi un bambino, tra gli animali del mondo si diffuse una grande agitazione…”.
        
Comincia così il nostro racconto di Natale. Una storia in cui realtà e fantasia si mescolano, in cui desiderio e attesa e stupore si fondono in quell’atmosfera di bellezza e di bontà che solo il Natale può suggerire. Ci sono gli animali, il leone e i cammelli, e lei, la lumachina, quasi invisibile. C’è Gesù. Ci sono gli angeli. Ci siamo, in fondo, tutti noi, col nostro bisogno intatto di riscoprire il senso vero di questa grande festa.       

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