Indice
Pellegrinaggio "Madre del Creatore"
La radice esistenziale
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La radice esistenziale


Camminare verso una meta è ciò che qualifica l'intima condizione dell'uomo viator, segnato già nella sua crescita fisica e psichica da una tensione verso una maturità. Così si può dire anche della sua aspirazione a una rilevanza sociale sempre più vasta.
Ma l'itinerario della sua crescita è più interiore, assetato com'egli è di curiosità, di conoscenze, di possesso. Si potrebbe affermare che a ogni assaggio di bellezza si dilata in lui il senso e il gusto di una bellezza maggiore. Così è della verità. Una molla interiore lo spinge alla totalità, all'infinità, all'eternità perché non esistono limiti che riesca a sopportare, se non quelli sentiti come innaturali e costringenti la sua libertà che egli vuole e ipotizza come totale e assoluta.
L'intima psicologia dell'uomo lo spinge verso un pellegrinaggio oltre ogni frontiera, uno scavalcamento costante di barriere per naufragare in un mare dagli spazi infiniti.
E qui che si colloca la radice di quel quesito esistenziale che fa dell'uomo il vero pellegrino verso l'assoluto e verso il mistero!
Essenzialmente sono tre le angosce che avvelenano l'esistenza dell'uomo: la paura della morte, l'incertezza sul senso della vita, il peso interiore del rimorso col bisogno urgente di perdono. Sono esigenze insopprimibili dell'anima, interrogativi e problemi di limite, là dove la ragione sfiora l'assurdo e il cuore teme la disperazione.
Spinto da questi bisogni l'uomo parte alla ricerca di una soluzione, perché l'uomo vuol essere uomo!
E l'uomo cerca nella cultura: miti, letteratura, arte, poesia. Valori umani certamente elevati, ma parziali. Qualcuno, infatti, s'accontenta ancora soltanto d'estetismo!
L'uomo cerca nella scienza e nella tecnologia: è già arrivato fin sulla luna. Ma non ha risolto i guai della sua quotidianità. Questo della scienza e del progresso è un idolo ancora tenace.
L'uomo cerca nella sua libertà. Si scatena al massimo del suo capriccio individuale: non gli mancano oggi né possibilità né stimoli. Ma la natura si ribella, la società diventa invivibile. C'è un vincolo comunque tra libertà e verità.
L'uomo cerca nella solidarietà. L'amore però, anche il più fortunato, non sazia fino in fondo. O cerca nella rivoluzione; ma s'imbatte spesso in una dittatura di segno opposto.
L'uomo infine cerca nel mistero, oltre se stesso. Asseconda il senso religioso e s'affida a un richiamo che viene dal profondo dell'essere, dal creato, dall'anima.
Dentro l'uomo c'è un qualcosa che grida un bisogno di pienezza che travalica l'esperienza dei suoi limiti. L'uomo è una creatura aperta che invoca nella frammentarietà l'unità, nel tempo l'eterno, nel piccolo il tutto e l'infinito. Sono desti nell'uomo un anelito e una nostalgia di Dio. In fondo al cuore d'ognuno si erge un altare dedicato a un dio ancora ignoto, ma di cui siamo alla ricerca come a tentoni nel buio. L'uomo avverte un bisogno naturale, "creaturale" di Dio; sperimenta un vuoto che grida di essere riempito. Soffocare tale bisogno è chiudersi alla razionalità e condannarsi all'assurdo, rinunciare a essere uomini!
E nasce la religione.
Induismo, buddismo, islam... le grandi religioni storiche raccolgono questo anelito, lo cristallizzano in forme sociali e l'incanalano verso una certa visione di Dio e dell'uomo.
Va dato atto e stima a tale sforzo umano di ricerca, alle grandi costruzioni unitarie di sistemi morali e religiosi atti a pacificare il cuore dell'uomo sul tema soprattutto dell'aldilà. Penso a tutta la cultura dell'antico Egitto e al suo anelito alla sopravvivenza espresso in templi, tombe e piramidi.
Il senso religioso allora è la prima radice del pellegrinaggio dell'uomo e la religione resta la strada di un esistenziale anelito verso la vita e la sua pienezza.
Ma con quali risultati?
Il bisogno di verità è bisogno di certezza, non di ipotesi; necessita di chiarezza, non di immagini nebulose e confuse. La vera pacificazione del cuore sta anche in una risposta razionale.
Per questo, oggi, una religiosità che si frantuma in sètte irrazionali e alla moda non è una risposta degna dell'uomo!
E un pellegrinaggio che manca di traguardo rende schiavo l'uomo.



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