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di Lella TOMASINI

…E se fin qui abbiamo riflettuto sul tema della libertà unito a quello dell’obbedienza, chiudiamo il numero con un altro binomio, libertà-povertà, rubando il pensiero a Paolo VI. Nella visita dell’8 novembre scorso a Brescia, Benedetto XVI ha invitato la Chiesa ad “affrontare le sfide del presente, quali, soprattutto, la crisi economica, l’immigrazione, l’educazione dei giovani” (dall’omelia in cattedrale).

Ha detto questo rivolgendosi ad una città in cui vive uno straniero ogni sei abitanti: in tutto 30 mila nuovi cittadini su una popolazione di 189 mila residenti; una città che è in testa alle classifiche del calo demografico: tra pochi anni si prevede che arriveremo a 150 mila abitanti di cui 60 mila immigrati; una città che si trova con 60 mila lavoratori in cassa integrazione e 12 mila disoccupati; un’economia che registra un calo di produzione pari al 25,2 per cento. Per fortuna i bresciani sono famosi per il loro attaccamento al lavoro e per la loro capacità imprenditoriale. Ma qui non si tratta solo di questo. Quello che chiede il Papa si riferisce alla ricostruzione di un tessuto sociale più umano e più buono per tutti. Ci chiede di andare incontro ai “bisogni veri e profondi dell’umanità” che vengono a galla più chiaramente nei momenti di disagio. Come affrontare a fondo, dunque, le sfide del presente?

La Chiesa a cui si rivolge il Papa siamo anche noi, noi Movimento Ecclesiale Carmelitano, che in questa città ha la sua sede centrale e il suo luogo di origine. Non possiamo ascoltare distrattamente e trattenere soltanto le idee che il Pontefice ha espresso nell’omelia in cattedrale. Questa volta le sue parole sono rivolte, più che mai, proprio a noi ed entrano nel concreto più concreto. Significa forse che dobbiamo trasformarci in economisti o in uomini del potere politico, o in uomini dei servizi sociali? No. Ognuno continuerà ad avere le proprie responsabilità particolari, legate al proprio lavoro e al proprio status. Certamente siamo stati richiamati anche ad una cittadinanza più attiva e dobbiamo sentire l’urgenza di un impegno in prima persona nel sociale e nel politico, ma a monte di tutto ciò sta il nostro compito comune. Siamo Chiesa, chiamati a camminare in questo mondo dentro le sfide presenti, senza sperare in nient’altro che in Cristo, senza attaccarci a niente che non sia Lui. Questa è povertà, la povertà che garantisce la libertà. E se prenderemo sul serio questo compito, acquisteremo anche un’intelligenza economica e politica capace di affrontare le sfide sociali, senza sacrificare l’uomo.

E’ ancora il Papa ad indicarci la strada, ricordando le parole di Paolo VI : “ [Chiesa] abbi coscienza della tua natura e della tua missione; abbi il senso dei bisogni veri e profondi dell’umanità; e cammina povera, cioè libera, forte ed amorosa verso Cristo” (PaoloVI, Pensiero alla morte). Davanti a noi stanno numerosi esempi di Santi e Sante che hanno popolato la nostra città: fondatori di casse rurali, banche, scuole, società operaie, società di mutuo soccorso, giornali, case editrici, ospedali...tutto per amore a Dio, tutto grazie ad una scelta di povertà che li rendeva davvero liberi e forti. E il Santo Padre ce lo ha ricordato: “ Non posso dimenticare, specialmente qui a Brescia, i fedeli laici, che in questa terra hanno dimostrato straordinaria vitalità di fede e di opere, nei vari campi dell’apostolato associato e dell’impegno sociale”(dall’omelia in cattedrale).
Ma gli esempi, anche i più alti, non bastano. “Il mistero della Chiesa  non è semplice oggetto di conoscenza teologica, dev’essere un fatto vissuto, in cui ancora prima di una sua chiara nozione l’anima fedele può avere quasi connaturata esperienza” (Paolo VI, Ecclesiam suam).

La Chiesa per noi è già questo “fatto vissuto”, magari ancora troppo poco, spesso intimidito dalle nostre fragilità, ma abbiamo cominciato a vivere un’esperienza di Cristo che si incarna sempre più nel nostro modo di pensare, di amare e di vivere. Se ci impegniamo a costruire il Movimento Ecclesiale Carmelitano, è perché questa esperienza effettiva dell’essere Chiesa ci spalanchi sempre più al mondo e ai suoi bisogni veri e profondi.

 

(Dialoghi Carmelitani, Dicembre 2009)

Ritratti di Santi - Itinerario Quaresimale 2011

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