Dedicato agli studenti delle superiori in su
di Lella Tomasini

Avete preparato il grembiulino  che il ministro raccomanda per sembrare tutti quanti belli, puliti e ordinati? Vi siete messi in testa di fare i bravi, altrimenti un bel cinque in condotta vi costringerà a ripetere l’anno? Bene, allora potete sentirvi a posto e varcare il portone della scuola…peccato che ve ne manchi la voglia. Certo, in fondo in fondo, un po’ di voglia c’è. Ritrovare i compagni, almeno qualcuno, fare ricreazione davanti alla macchinetta del caffè e vedere che faccia hanno i primini…o le primine. Ma chi se la sente di ricominciare con l’incubo delle verifiche o con il capestro delle interrogazioni programmate?

E poi la noia! Quella infinita noia che vi assedia nel momento in cui il prof  è solo a un terzo della lezione e sapete che per i prossimi quaranta minuti vi toccherà lottare contro il sonno e la tentazione continua di lasciar andare il cervello a mille fantasie in mille mondi lontani mille miglia da lì…e intanto lui parla, parla, parla…
“Ci vuole buona volontà”, raccomandano genitori e insegnanti. Ma a  nessuno di voi fa un qualunque effetto essere spronati a usare la “buona volontà”, vero? Perché la “buona volontà”, quella a cui pensa la maggior parte degli insegnanti, è una zitella vestita piuttosto male, sempre all’antica, incapace di farsi una risata a cuore aperto, solo a denti stretti stretti …ma chi si metterebbe mai in viaggio con una così?
Un lungo viaggio di un anno come quello scolastico ha bisogno di ben altri stimoli.
Cerchiamone solo alcuni. Indispensabili.• Primo. L’intelligenza si mette in moto solo grazie al desiderio.
Pensate che si può entrare in classe senza censurare i desideri più veri, anzi, senza censurare il desiderio. Ma avete qualche desiderio? Sapete riconoscere il desiderio da cui nascono il volere, il  cercare, il tendere in avanti? Lo studio e il rapporto con insegnanti e compagni può, se volete, diventare un’occasione per portarlo a galla e cercare strade di risposta. Letterature, storie, filosofie, scienze naturali e matematiche possono indicarvi, se affrontate con curiosità, strade interessanti e perfino appassionanti. Non è necessario capitare in una scuola “super”, avrete sempre qualcuno da cui imparare, se la vostra cresta non è così alta da occupare tutto l’orizzonte. Il requisito essenziale sei tu e la capacità di apertura del tuo spirito.

• Secondo. Perché ci sia desiderio deve esserci gioia!
“ L’intelligenza si accresce e dà frutti solo nella gioia. La gioia di imparare è indispensabile agli studi, quanto lo è la respirazione per i corridori. Là dove manca, non vi sono studenti ma povere caricature di apprendisti, che alla fine del loro apprendistato non avranno neppure un mestiere” (S. Weil, Attesa di Dio). E quindi è di gioia che abbiamo bisogno per partire, voi alunni e noi insegnanti. Com’è diverso entrare in classe e avere a che fare con delle belle facce vive e accese, con degli sguardi  allegri  e ridenti, perché s’aspettano qualcosa e cercano  qualcuno! E allora andiamo a farci una bella scorta di gioia, insieme alle biro cancellabili e ai quaderni coi ganci. Ma questi li compro e invece quella no, …come fare? Si può avere il cuore pieno di gioia solo quando si scopre che Dio, il senso e l’origine della realtà intera c’è, è presente nella realtà, accessibile, incontrabile, godibile. Quando si esercita la vita in un gruppo di amici che ti ricordano questo e te lo rendono sperimentabile. Quando vuoi cominciare a condividerlo con tutti.

• Terzo. Man mano crescete, dovete imparare a prendere voi stessi nelle vostre mani. Se è vero
 che i primi ad avere il compito di formarvi sono i vostri genitori e subito dopo la scuola, da una certa età in poi siete voi stessi a lavorare alla vostra formazione, grazie alla vostra libera volontà.
Potete avere la fortuna di frequentare la scuola più bella del mondo (esiste?), e potete venir fuori dalla famiglia più perfetta al mondo (esiste?), potete far parte del Movimento più santo al mondo (esiste?), ma se non prendete in mano il vostro io come un campo da lavorare con le vostre forze più generose e fresche, affinché raggiunga  la realizzazione per cui è stato creato, tutto vi sarà stato regalato invano: intelligenza, cuore, famiglia, scuola, amici, Chiesa.

• Quarto.  Un pensiero di Dietrich Bonhoeffer: “ Niente può guidarci a Dio come l’amicizia con
 gli amici di Dio”. Cosa c’entra con l’inizio della scuola? E chi è ‘sto Bonhoeffer? Scopritelo!

 

UNA PAROLA PER GLI INSEGNANTI

La lascio a Don Milani. Non ha bisogno di commenti, ma solo di due domande: che faccia ha/hanno il tuo/tuoi Gianni? In quanti modi è possibile perderlo/i?
 
Ogni risposta in redazione è  benvenuta.

“ Se ognuno di voi sapesse che ha da portare avanti a ogni costo tutti i ragazzi e in tutte le materie, aguzzerebbe l’ingegno per farli funzionare.
Io vi pagherei a cottimo.
Un tanto per ragazzo che impara tutte le materie. O meglio multa per ogni ragazzo che non ne impara una. Allora l’occhio vi correrebbe sempre su Gianni. Cerchereste nel suo sguardo distratto l’intelligenza che Dio ci ha messa certo eguale agli altri. Lottereste per il bambino che ha più bisogno, trascurando il più fortunato, come si fa in tutte le famiglie. Vi svegliereste la notte col pensiero fisso su di lui a cercare un modo nuovo di fare scuola, tagliato su misura sua. Andreste a cercarlo a casa se non torna. Non vi dareste pace, perché la scuola che perde Gianni non è degna d’essere chiamata scuola.”
( Don Lorenzo Milani, Lettera a una professoressa)

Dialoghi Carmelitani, Settembre 2008

Ritratti di Santi - Itinerario Quaresimale 2011

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