L'educatore credibile
L'articolo che stiamo per proporvi è stato pubblicato su Dialoghi Carmelitani nel settembre scorso, ad inizio di Anno Scolastico.
di Lella Tomasini
Si torna a scuola!
Qualcuno ha provato per la prima volta l’ebbrezza dei vecchi “esami di settembre” e qualcuno deve ripetere la quinta liceo perché, fatto che non accadeva più da tanti anni, è stato non ammesso o addirittura non ha superato l’esame di stato. Per non parlare di chi si era trovato, a fine anno, un brutto “sei” in condotta, che gli aveva abbassato visibilmente la media.
Indubbiamente diversi provvedimenti presi dal ministro nello scorso anno avevano il loro bel perché. Dalle classifiche sulla qualità delle diverse scuole nazionali, che vedevano l’Italia in fondo…molto in fondo, al problema delle diverse e variegate forme
di bullismo che affliggono soprattutto la scuola che un tempo chiamavamo “media”.
C’è però qualcosa di fondamentale, che mi sembra non essere mai messo sufficientemente in questione, tra gli addetti ai lavori.
Ne parlano invece molto i genitori nei corridoi della scuola, a chiacchierare finalmente con I genitori degli amici dei figli, in lunghe code di attesa durante i colloqui generali, sussurrando il nome del prof. tale o talaltro. Lo sanno bene gli studenti che, per quanto cinici o annoiati dalla scuola, continuano ad avvertire il disagio profondo per tutte le ore consumate sui banchi senza la coscienza di un perché. E anche gli insegnanti lo sanno, loro che non sanno più come prendere i ragazzi…
Si tratta di quella che Romano Guardini chiamava la “credibilità dell’educatore”. Attenzione, anche in ambito scolastico educatori sono gli insegnanti quanto i genitori! Lo dico soprattutto per chi tende ad addossare il disagio scolastico dei propri figli tutto e solo agli insegnanti… Se i nostri ragazzi ricominciano la scuola con noia o, peggio ancora, con angoscia, dobbiamo metterci in discussione da adulti che si assumono in proprio la grande responsabilità di educare: e questo vale tanto per gli adulti che mandano i figli a scuola e li aspettano tornare, quanto per gli adulti che li accolgono e li accompagnano sulle ‘sudate carte’ fino al suono della campana.
Credibili sono gli educatori che conoscono la gravità del loro compito: “da dove prendi il diritto di scrutare, di giudicare, di esigere? E se l’uomo è persona, con la sua dignità e libertà, perché mai voler dire a quest’uomo come deve realizzarsi?” . Romano Guardini risponde alla sua stessa domanda in tre passaggi da meditare:
- L’educatore è credibile prima di tutto se non si sente “ a posto”, ma continua a lottare per essere educato lui stesso. Questo significa che, in quanto adulto “ lo stesso sguardo che volgo all’altra persona, insieme lo rivolgo su di me”.
- E l’educatore è credibile se, a monte di tutti i suoi interventi educativi è mosso dalla volontà di aiutare l’altro a conquistare la sua libertà. “Educare significa che io do a quest’uomo il coraggio verso se stesso” e allora qualunque forma di educazione ( familiare, scolastica, professionale…) è sempre il mettere in moto una storia umana e personale.
- Ma per mettere in moto una storia e non asettiche procedure, l’educatore potrà avvalersi di metodi diversi, a patto che non scordi il fattore originale: “la vita viene destata e accesa soltanto dalla vita. La più potente forza di educazione consiste nel fatto che io stesso in prima persona mi protendo in avanti e mi affatico a crescere”. E allora:
BUON ANNO SCOLASTICO A TUTTI QUELLI
CHE HANNO ANCORA VOGLIA DI AFFATICARSI A CRESCERE!




