Pregare come respirare
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| Pregare come respirare |
| Il respiro di Gesù |
| Il respiro del nostro respiro |
| Signore, ogni mio respiro è già tuo |
| Tutte le pagine |
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di P. Antonio Maria SICARIAnni fa un celebre medico ateo, Alexis Carrel, si convertì a Lourdes assistendo personalmente ad un miracolo: vide guarire sotto i suoi occhi un malato terminale al quale aveva egli stesso diagnosticato il male inguaribile. Si convertì. Più tardi scrisse anche un libro sulla preghiera, esprimendosi così: “Quando la preghiera è veramente presente, la sua influenza è paragonabile a quella di una ghiandola a secrezione interna, come la tiroide o le surrenali, per esempio. Il senso del sacro è analogo al nostro bisogno di ossigeno e la preghiera è analoga alla respirazione".
L’osservazione è più antica di quanto si creda.
Se uno studia la storia della Chiesa e della preghiera - come veni¬va vissuta già dai primi monaci in Oriente e come viene vissuta ancora oggi in molte comunità religiose - si accorge che il proble¬ma della respirazione è considerato fondamentale. S. Antonio abate usava salutare i suoi compagni nel deserto, dicendo loro: "Respirate Cristo!".
I primi monaci avevano inventato una formula di preghiera brevis¬sima: "Signore Gesù, abbi pietà di me peccatore", e la formula - mille l volte ripetuta - doveva accompagnare il ritmo della respirazione.
S. Giovanni Climaco insegnava: "Bisogna che il ricordo di Gesù si unisca intimamente al tuo respiro, e conoscerai il segreto della pace interiore".
S. Ignazio insegnava nei suoi Esercizi: "Bisogna chiudere gli occhi per guardare Gesù nel proprio cuore, e mormorare le parole del Pater, sulla misura del proprio respiro".
E nei salmi si trova sempre, a metà del versetto, un asterisco che avverte: "Qui devi respirare", e quel respiro fa parte della preghiera.
Ma non si tratta solo di indicazioni "tecniche". Nella Bibbia il discorso sul respiro dell'uomo è spesso stretta¬mente legato al discorso sullo Spirito Santo.
Questo nome che diamo alla terza Persona della SS. Trinità (la Persona-Dono, la Persona-Amore) avremmo anche potuto tradurlo (dall'ebraico o dal greco) con l'espressione "Santo Respiro", "Santo Soffio", e sarebbe stata la stessa cosa.
Ricordate come la Scrittura narra la creazione? Fin dall'inizio c'è lo Spirito di Dio (il suo fecondo Respiro d'amore) che riscalda la massa informe, e così nasce la vita. Poi, al momento della creazione dell'uomo, l'immagine si precisa ancora di più: Dio prende tra le sue mani divine del fango (e S. Ireneo commenta: "Il fango trema¬va di felicità nelle mani di Dio") e lo plasma accuratamente, con sapienza e amore; poi avvicina il suo volto alla figura appena pla¬smata e respira su di essa.
L’uomo è stato fatto a immagine e somiglianza di Dio, ed è dive¬nuto tale fin dal primo momento "biologico" in cui ha cominciato a respirare: un respiro anch'esso fatto a immagine del Respiro di Dio.
Un antico esegeta commentava: "Come il fuoco del fiammifero fa presa sulla fascina di legna, così l'alito di Dio ha fatto presa nei polmoni dell'uomo, ingenerandovi quel 'va e vieni' del fiato che è la respirazione. L’uomo rimarrà vivo finché la radice del soffio di Dio non sarà strappata dai suoi polmoni".
Così ha cominciato a vivere il primo uomo e così ognuno di noi comincia a vivere appena esce dal mistero del grembo materno.
Per ogni uomo vivere significa accogliere e conservare in sé que¬sto divino respiro, morire significa che Dio se lo è ripreso.
La Scrittura avverte: "Se Dio richiamasse a sé il suo alito, e in sé concentrasse il suo soffio, ogni carne morrebbe all'istante e l'uomo ritornerebbe polvere" (Gb 34,14-15).
Anche nel libro dei Salmi è scritto: "Se alle creature Tu togli il respiro, o Dio, muoiono e ritornano nella polvere. Se invece mandi il tuo spirito, le cose sono create, e rinnovi la faccia della terra" (Sal 104, 29-30).
Respirare è il nostro vivere, e nel fenomeno della respirazione sono già incluse le leggi dell' esistenza sia materiale che spirituale. In un testo un po' strano, ma ricco di osservazioni interessanti di un autore anonimo, ho letto: "I polmoni sanno che bisogna respirare e obbediscono. Si sento¬no poveri ed inspirano. Amano la purezza ed espirano. Il processo stesso della respirazione insegna le leggi dell' obbedienza, della povertà e della castità. Cioè, per analogia: le leggi della grazia".
Che bellezza! Il momento più intimo e prezioso del dialogo tra l'uomo e Dio (quello in cui la creatura riceve i tre "consigli evange¬lici") è già anticipato nella legge della respirazione umana!
E quale pienezza raggiunge questa verità, quando il Figlio di Dio viene tra noi e nel suo umano respirare c'è già una effusione dello "Spirito di Dio" sull'umanità e sulla terra intera!
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