Indice
Nozione teologica di «carisma»
Aspetto carismatico della Chiesa
Accostamento dei laici agli antichi carismi
Note al testo
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L’aspetto carismatico della Chiesa

Emerge già in maniera possente e caratteristica nel fenomeno della «vita consacrata» che è per sua natura un fatto carismatico ineliminabile dalla vita ecclesiale Emerge poi particolarmente nella varietà di forme in cui la vita consacrata si è espressa e si continua a d esprimersi (a partire da diversi “carismi originari”2 o “di fondazione”). Ed emerge in maniera significativa nel fenomeno antico e nuovo dei «Movimenti» che Giovanni Paolo II ha descritto appunto come «anima alimentatrice dentro l’istituzione»3.

  • «Il carisma della vita religiosa… è il frutto dello Spirito Santo che sempre agisce nella Chiesa» (Evangelica Testificatio n. 11).
  • «Il carisma dei Fondatori si rivela come una esperienza dello Spirito, trasmessa ai propri discepoli, per essere da questi vissuta, custodita, approfondita e costantemente sviluppata in sintonia con il corpo di Cristo in perenne crescita» (Mutuae relationes n.11).
  • (Un genuino carisma di fondazione presuppone…) “un profondo ardore dell’animo di configurarsi a Cristo per testimoniare qualche aspetto del suo mistero” e “Un amore costruttivo verso la Chiesa che assolutamente rifugge dal provocare in essa qualsiasi discordia” (Mutuae relationes n. 51)4.
{mospagebreak title=Condivisione di un carisma di vita consacrata con i laici.}Il problema «nuovo» della condivisione di un carisma di vita consacrata con i laici.
  • «La vita consacrata si pone nel cuore stesso della Chiesa come elemento decisivo per la sua missione, giacché esprime l’intima natura della vocazione cristiana e la tensione di tutta la Chiesa verso l’unione con l’unico Sposo» (Vita Consecrata, n. 3).
  • «Oggi non pochi Istituti, spesso in forza delle nuove situazioni, sono pervenuti alla convinzione che il loro carisma può essere condiviso con i laici. Questi vengono perciò invitati a partecipare in modo più intenso alla spiritualità e alla missione dell’Istituto medesimo. Si può dire che, sulla scia di esperienze storiche come quella dei diversi ordini secolari o terz’Ordini, è iniziato un nuovo capitolo, ricco di speranze, nella storia delle relazioni tra persone consacrate e il laicato» (Vita Consecrata n 54).
  • «Questi nuovi percorsi di comunione e di collaborazione meritano di essere incoraggiati per diversi motivi. Potrà infatti derivarne, innanzi tutto, un’irradiazione di operosa spiritualità al di là delle frontiere dell’istituto, che conterà su nuove energie, anche per assicurare alla Chiesa la continuità di certe forme tipiche di servizio. Un’altra conseguenza potrà poi essere l’agevolazione di una più intensa sinergia tra persone consacrate e laici in ordine alla missione: mossi dagli esempi di santità delle persone consacrate, i laici saranno introdotti alla esperienza diretta dello spirito dei consigli evangelici e saranno incoraggiati a vivere e a testimoniare lo spirito delle Beatitudini in vista della trasformazione del mondo secondo il cuore di Dio» (Vita Consecrata n. 55).
  • «La partecipazione dei laici non raramente porta inattesi e fecondi approfondimenti di alcuni aspetti del carisma, ridestandone una interpretazione più spirituale e spingendo a trarne indicazioni per nuovi dinamismi apostolici» (Vita Consecrata n.55).
  • «In qualunque attività o ministero siano impegnate, le persone consacrate ricorderanno di dover essere innanzitutto guide esperte di vita spirituale e coltiveranno in questa prospettiva “il talento più prezioso: lo spirito”. A loro volta i laici offrano alle famiglie religiose il prezioso contributo della loro secolarità e del loro specifico sevizio» (Vita Consecrata n. 55).


Ritratti di Santi - Itinerario Quaresimale 2011

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