UNA FESTA DI COMPLEANNO?
MA RIEMPIAMOLA DI SIGNIFICATO.
di Antonina Gizzi Scarpaci
- Cercherò di capire. Ok, ciao.
- Grazie, Ciao.
Poso il telefono e provo un certo disagio. Provo sempre un senso di disagio quando per caso mi trovo ad esprimere un mio parere su un contrasto tra due persone. Tanto più questa volta che a discutere sono una madre ed un figlio. Ma tra G. e i suoi è in corso un vero braccio di ferro a proposito della festa di compleanno dei sedici anni di G. Non dovrei entrarci, é vero? Ma l’amicizia mi “costringe”, nel senso che mi stringe alla loro famiglia. La mamma mi anticipa che G. si sta precipitando a casa mia. È un detto ed un fatto: il campanello già suona con insistenza.
E intanto riesumo dai miei ricordi le feste di compleanno di una volta (quando era possibile averne una): tutta la famiglia attorno al tavolo a consumare la torta appena sfornata. Ma le candeline c’erano tutte, non venivano riassunte! Beh, però i miei figli hanno avuto molto di più, grazie innanzi tutto alla compagnia che ci ha fatto in questi anni il Movimento; è sempre una gioia assicurare ai figli il di più rispetto al proprio tempo, credo che sia questa la base del progresso.
G. continua a spiegarmi ed io non lo interrompo. “Il senso, il senso è quello che manca” mi dico. Ho l’impressione di vedere sbucciare un bel frutto per trattenere soltanto la buccia e sprecare la polpa. Mi fa tenerezza, in questo momento è un fragilissimo ragazzino che si strugge per un’occasione che non è certamente la terza guerra mondiale. I suoi genitori con sacrifici enormi desiderano renderlo felice ed invece…Questo pensiero mi fa venire l’amaro in bocca…All’improvviso un altro ricordo, lo afferro al volo. Un giorno, non molto tempo fa ero in pasticceria. Arriva un uomo in veste da lavoro. Arriva in bici. Da noi di solito se vai in bici o sei snob o non puoi permetterti altro. Compra quattro pasticcini, li sceglie: “Uno, due, tre, quattro, - e poi…- Per favore, le candeline per venti anni, è il compleanno di mia figlia!” Ma le candele si immaginano infilzate su una costosa torta, non sui pasticcini…! Quale rispetto per quel vassoio ben confezionato ma frettolosamente e con indifferenza dal commesso! E che festa sicuramente vedere arrivare il padre con quei pasticcini…!
Vorrei raccontare questo episodio subito a G., vorrei partecipargli le mie impressioni di quella volta, ma taccio. In questo momento mi pare tutto così eccessivo!
G. adesso tace e capisco che tocca a me, lo vedo tutto in atteggiamento di ascolto. È facile riassumere in fretta il discorso, anche se ha parlato per mezz’ora senza riuscire ad esprimere ciò che veramente desidera.
- Una festa dove si possa anche ballare, una festa diversa… - Vuole a tutti i costi G.
- Al massimo in un fast food o in pizzeria con un gruppo di amici. - Continua a proporre la mamma, mentre - Sono forse ancora un bambino? Non posso fare quello che voglio, almeno nel giorno del mio compleanno?-
- Sì che puoi fare quello che vuoi - inizio - ma…-
Mi guarda corrucciato, so che tutto il resto della discussione dipenderà dalle prossime parole. Le pondero.
- Dovunque farai la festa, dovremo riempirla di significato.- È una proposta gioiosa la mia.
- Dobbiamo far capire a tutti perché fai una festa e cosa significhi parteciparvi. - Sgrana gli occhi.
- Sì, è fondamentale riempire di significato e di gioia tutto, a partire dai preparativi. - Mi ascolta in silenzio e un po’ più calmo.
- È la tua festa e cosa festeggi se non la bellezza di esserci, la gratitudine per il dono della vita? Tu non cerchi banalità. Puoi festeggiare dovunque i tuoi sedici anni, ma se non comunichi questo a che serve? È solo un modo di buttar via i soldi, di far come tutti (questo di solito lo irrita molto), di non far nulla di eccezionale. Sono sicura che sia tu che gli altri ragazzi, i tuoi invitati insomma, presto dimenticherete una festa come tante, realizzata nel frastuono generale. Vuoi una festa speciale? Organizzane una bella, diversa, straordinaria, indimenticabile perché veramente tua!!! Rompi con i soliti schemi! Prova a preparare giochi, musica certo, trova il modo di stare insieme che faccia sentire ognuno a suo agio, che dia finalmente l’immagine vera di questa gioventù, serena, felice, capace di gioire e di trovare significati, rompiamo con i soliti schemi e pregiudizi. È come se rimanessimo tutti ingessati nel timore del giudizio altrui, ma contemporaneamente nell’attesa di…Proviamoci noi ad avere il semplice coraggio di pensare una cosa diversa. -
- Come? - osa timidamente.
- Pensa, poi realizzala facendoti aiutare da tutti. Vivi un periodo non di litigi ma di felice organizzazione con i tuoi genitori e passate poi tutti una serata veramente festosa.
- Ma una cosa così si può fare solo a casa, e poi i miei rompono, e poi si mette tutto in mezzo, e poi …Non lo so. –
È vero bisogna affrontare una serie di questioni. Da un suo punto di vista G. ha ragione, potrebbe sembrare una maniera di mettere a punto una forma di controllo da parte degli adulti. Potrebbe anche accadere, ma non accade se gli adulti sono presenti con discrezione, garantendo un servizio, non un turno di guardia. E cerco di spiegarlo in tutti i modi. Gli faccio un esempio per me abbastanza vicino, risale appena alle vacanze natalizie: i nostri universitari del Movimento (parliamo dunque di ragazzi più grandi) hanno trascorso le serate insieme, a turno nelle famiglie. Sono stata ospite anch’io e non vi dico come ho gradito la loro presenza, divertendomi per i loro semplici giochi, partecipando al loro umor delizioso, mai volgare, sempre…fino al punto giusto.
All’obiezione: - Sei antica non si usa più far così - ironizzo - Guarda che sono un’ex sessantottina, non trovi gente più ribelle della nostra generazione, ti garantisco che oggi non c’è nulla di più contro corrente che riempire la vita di significato e di bellezza. Fidati! -.
È a questo punto che mi confida altro. Molti dei suoi amici hanno anche situazioni difficili, dolorose di separazione dei genitori e non concepirebbero mai una festa “casalinga”. Ribatto confermando che non sempre i genitori fanno le scelte giuste. L’egoismo distrugge la vita. Capita pure che non si ami avere tanti ragazzi per casa e che si deleghi ad altri luoghi il loro ritrovarsi. Ma partecipare in qualche modo ed offrire dei sani posti di incontro può essere responsabilità dei genitori. Oggi più che mai le famiglie che credono e vivono con autenticità il sacramento del matrimonio sono chiamate a testimoniare al mondo intero sì, ma ai più giovani in particolare la bellezza di una “casa” di una “famiglia”, di una “gioia condivisa”.
- Lo dici tu allora ai miei? - G. mi saluta tranquillo e va via, mentre gli raccomando - Le candeline devono esserci tutte e sedici sulla torta! -. Insieme abbiamo avuto mille idee, abbiamo fatto mille progetti, la festa adesso dovrebbe durare una settimana. C’è lavoro per tutti ma, siamo certi, sarà eccezionale.
So che i genitori di G., anche se non sono molto abituati, alla fine volentieri apriranno la loro casa e lavoreranno sodo. Altro che un gruppo di amici in pizzeria. Ma anche per loro ci vorrà un minimo di spiegazione, delle ragioni. Alzo il telefono
– Ciao, tutto risolto, non te lo immagini neanche come… - E piano, piano per prima mi faccio portavoce della decisione di G.
Dialoghi Carmelitani, marzo 2008
MECTV - Il canale Youtube dedicato al Movimento Ecclesiale Carmelitano
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