
LORENZO DELLA RISURREZIONE
Ex-soldato di ventura, cuoco, ciabattino e… santo carmelitano
Incontriamo questa volta il venerabile Fra Lorenzo, meno noto forse rispetto ad altri santi della patria carmelitana. Ma per chi ancora non conosce il piccolo tesoro costituito dai suoi scritti, la semplice profondità del suo pensiero sarà una scoperta illuminante e sorprendente.
Che accade ad una persona quando si arrende alla Presenza di Dio?
Come cambia la coscienza di sé?
CON GLI OCCHI DEL CUORE
“Su di te riposa uno sguardo tutto paterno. Nello stesso tempo il Padre ti guarda attraverso gli occhi umani del suo Figlio Gesù. Occhi pieni di Amore, pieni di Spirito Santo… Silenzioso, ma attento e affettuoso. Il suo sguardo è penetrante e presente fin nel più intimo del tuo essere. Il Dio Trino ed Uno t’invita a entrare in relazione d’Amore con Lui. E’ un vero “cuore a cuore “, se tu lo accetti. Un incontro da persona a persona. Ma ha qualcosa di più: Egli ti ama per primo!” (MS 23).
“Accetta l’invito, accetta la sua Presenza. Non restare assente con la tua mente. Entra, gettati dentro. Tu sei amato, ma tu non sei ancora innamorato. Devi ancora imparare a diventare un ‘io per un Tu’, per Lui che è interamente ‘Io per te’. Imparare a vivere alla Presenza di Dio, è formare una relazione d’Amore con Lui” (in “Gli occhi del cuore la presenza di Dio”, Mimep-Docete, 2000, pag. 70).
“Dio è in tutte le cose, e nessuna parte ne è al di fuori. La Presenza di Dio sorpassa ogni limite materiale e nello stesso tempo ti avvolge e ti penetra fin nel più intimo del tuo essere. Ti gira intorno come fa l’aria, ed è presente come l’ossigeno nel tuo cuore. Dio è il Sole che ti porta, il Soffio che ti fa vivere, l’Amore che si dona, l’Attenzione che ti ama. Egli è il tuo Oceano e tu sei la goccia piena dell’Acqua dell’Oceano” (ibidem, pag. 79).Che accade all’umile quotidiano di chi si arrende alla dolce Presenza di Dio?
Come non allontanarsi da Lui ?
PAROLE D’AMORE
“Non sarà fuori luogo, per quelli che incominciano questa pratica, formare interiormente alcune parole, come: ‘Mio Dio, sono tutto vostro’; ‘Dio d’Amore, vi amo con tutto il mio cuore’; ‘Signore, fatemi secondo il vostro cuore’, o alcune altre parole che l’amore produce seduta stante”(MS 30).
“Bisogna applicarsi continuamente a che indistintamente tutte le nostre azioni siano una specie di brevi colloqui con Dio, pertanto non studiati, ma come vengono dalla purezza e semplicità del cuore”(MS 7).
“Non è necessario essere sempre in chiesa per essere con Dio. Del nostro cuore possiamo fare un oratorio nel quale raccoglierci, di tanto in tanto, per intrattenerci con Dio silenziosamente, umilmente e amorosamente. Tutti sono capaci di questi colloqui famigliari con Dio, sebbene alcuni più, altri meno. Egli sa quello che possiamo”(Lettera IV).
Anche la stanza segreta dei nostri peccati e delle nostre debolezze, il dolore per le nostre colpe non fanno più paura se ci siamo consegnati al Re. Il valore della persona, di ogni persona, non deriva dal bilancio, sempre deludente, dei suoi peccati e delle sue virtù ma dal Signore che in essa riposa.
OGNI SORTA DI DELITTI
“Mi considero come il più miserabile degli uomini, pieno d’infermità e di piaghe, e che ha commesso ogni sorta di delitti contro il Re. Compreso di vivo rimorso, gli confesso tutte le mie malizie, gliene chiedo perdono, e mi abbandono nelle Sue mani, perché faccia di me quello che vorrà. Questo Re pieno di bontà e di misericordia invece di punirmi, mi abbraccia amorevolmente, mi fa sedere alla Sua Mensa, mi serve con le Sue proprie mani e mi dà la chiave dei Suoi tesori, trattandomi in tutto come un Suo diletto. Ecco come mi considero di tempo in tempo alla Sua divina presenza”(Lettera V).
“Bisogna tuttavia lavorare sempre, perché nella vita dello spirito, non avanzare è retrocedere; ma coloro che il vento dello Spirito Santo porta, avanzano anche dormendo. Se la navicella dell’anima nostra è ancora battuta dai venti e dalla tempesta, svegliamo il Signore che in essa riposa. Egli calmerà subito il mare”(Lettera I).
A cura di Natalia Loda
Dialoghi Carmelitani, Marzo 2007






