“Proprio dal fascino di questo libretto «Pregare nel mondo», e dalla risonanza che trovava in noi tutti, nacque il desiderio di conoscere meglio questo movimento dalla sigla strana «MEC»”.

Una breve testimonianza sulla giornata di fine anno svoltasi a Firenze la scorsa settimana e il racconto di cinque amici bolognesi che, attraverso una serie di circostanze a prima vista fortuite, hanno incontrato il Movimento Ecclesiale Carmelitano.


Domenica 13 giugno si è svolta in località San Giacomo-Roncobilaccio (Bologna), tra il verde degli
appennini tosco-emiliani, la giornata di chiusura delle attività di Scuola di Cristianesimo della nostra comunità, che si è incentrata sull’argomento: “Io e il Movimento: restare fedeli a questo dono”, tema che P. Antonio non ha reso noioso, come potrebbe sembrare al primo impatto dal titolo, soprattutto per coloro che hanno partecipato per la prima volta e che del MEC sapevano ben poco. Si è parlato dell’Amore, di quel cuore che batte nella concretezza della vita,nelle fatiche e nel lavoro di ogni giorno, nel desiderio di costruire realmente una casa dove custodire il dono prezioso dell’altro, di un amore che si fa movimento verso l’altro: solo così si può comprendere il MEC.
E questo movimento domenica si è reso visibile: hanno partecipato P. Elie Massaad, le famiglie Cucchi, Paolini, Ornella Rietti, i membri della nostra comunità, alcune famiglie “nuove” di Prato e Firenze e soprattutto i nostri “amici di Bologna”, conosciuti da circa due anni, che hanno messo a disposizione gli ambienti per la giornata. Proprio quest’ultimi ci hanno fatto capire come il Signore
lavori nei modi più disparati, loro che per caso ci hanno conosciuto perché facevano catechesi leggendo i libri scritti da P. Antonio e gli articoli di Dialoghi Carmelitani (la rivista del nostro movimento) che avevano trovato nel Monastero delle Carmelitane Scalze di Bologna, e da lì il loro cuore si è messo in movimento, si sono innamorati del nostro particolare modo di vivere il carisma carmelitano e ci hanno cercato… ed è nata questa storia bella che stiamo vivendo assieme. E dalla mail che ci inviò Francesco (la “guida” del gruppetto bolognese) ci siamo ritrovati a San Giacomo, la parrocchia che, insieme alla moglie Laura, frequenta durante l’anno.
Ed è proprio in questo luogo che domenica, senza neanche rendercene conto, si è fatto vero quello che P. Antonio ha detto durante la meditazione, ci sono state persone che si sono prese cura le une delle altre, si sono preoccupate di far sì che il cuore di ognuno, di quelli più vicini alla realtà ecclesiale ed anche di quelli più lontani, fosse uguale al cuore di Dio e di Maria.
A ciascuno di noi è stato chiesto di prestare a Cristo le nostre mani e i nostri piedi, per aiutarLo a raggiungere fisicamente nuove terre, nuovi uomini, nuovi ambienti, nel concreto, perché il MEC, in
forza del suo carisma, vuole difendere, costruire e proporre il cuore della persona in comunione: “…il nostro cuore è fatto allo stesso identico modo… e noi riteniamo di avere, come carisma carmelitano, la cura del cuore …” così Padre Antonio ha concluso la sua meditazione.
E dopo aver sfamato l’animo ci siamo saziati alla lauta mensa imbandita nel bel giardino davanti alla Chiesa … salutandoci con la promessa di rivederci presto.

Andrea e Sara - Firenze


Da qualche anno abbiamo in custodia la piccola chiesa di S. Giacomo, sull’Appennino Bolognese, verso il Passo della Futa. La canonica era in stato di abbandono da anni, ma con un po’ di pazienza e di lavoro è stata in buona parte ripristinata ed ora è molto bello poterla mettere a disposizione di chi cerca un momento di silenzio e preghiera o di incontro. La località è proprio sul confine tra Emilia Romagna e Toscana e così è sembrato naturale farne un’occasione di incontro per le comunità del MEC, che si sono trovate già tre volte per la “giornata di comunione”. Ogni volta questi incontri sono per noi una conferma del cammino bello che si sta facendo. Certo, qualche anno fa non avremmo mai immaginato di ospitare incontri del MEC, perché non sapevamo neanche cosa fosse! Il nostro incontro con il movimento è avvenuto per un caso fortuito, ma si sa che nelle cose di Dio il ‘caso’ ha un altro nome.
Qualche anno fa, durante un ritiro con la nostra parrocchia, abbiamo avuto modo di leggere alcuni ‘Ritratti di Santi’ scritti da un certo Padre Sicari. Ci piacquero molto e ne comprammo altri della stessa serie. In seguito, attratti e incuriositi dalla spiritualità carmelitana, cercammo di conoscere meglio Teresa d’Avila e iniziammo a frequentare il Carmelo di Bologna. Lì acquistammo un libretto sottile che ci aveva attirati per il titolo (Pregare nel mondo) e per il nome dell’autore, di nuovo questo Antonio Sicari, che ormai era per noi una garanzia. Nel frattempo avevamo iniziato a trovarci regolarmente con altre persone che sentivano come noi lo stesso desiderio di entrare più a fondo nel discorso della ‘amicizia’ col Signore e l’esigenza di allargarlo ad altri. Abbiamo così deciso di comune accordo di usare il testo ‘Pregare nel mondo’ come base dei nostri incontri, iniziando così, senza saperlo, una specie di Scuola di Cristianesimo, che è poi proseguita fino ad oggi con altri testi: il Castello Interiore, e più recentemente ‘Ci ha chiamato amici’ col discorso sui Consigli evangelici.
Proprio dal fascino di questo libretto “Pregare nel mondo”, e dalla risonanza che trovava in noi tutti, nacque il desiderio di conoscere meglio questo movimento dalla sigla strana ‘MEC’. E visto che si trattava dei testi di un ritiro, chiedemmo di poter partecipare anche noi al ritiro annuale: un’esperienza davvero forte! E’ stato al ritiro dell’anno scorso, ‘In principio era il cuore’, che, oltre a seguire le bellissime meditazioni, abbiamo avuto modo di vedere e conoscere le persone! Ci ha molto colpito, nei partecipanti di tutte le età, quell’insieme di profondità-serietà da un lato, e dall’altro quel senso di novità-freschezza-gioia… Poi il fatto di sentirci pienamente accolti, proprio come a casa propria.
Noi di Bologna siamo un gruppetto sparuto, cinque persone attualmente, ma ci troviamo settimanalmente ormai da quasi tre anni e sempre col desiderio di andare ad un appuntamento importante. Sono incontri che ci incoraggiano nella vita concreta e ci aiutano a crescere nel cammino di fede e di preghiera individuale. Prendiamo spunto dalle riflessioni di P. Antonio per un
confronto sul nostro quotidiano, tenendo sempre la Scrittura come punto di riferimento, e con ‘un
occhio’ al pensiero dei santi carmelitani. Ci siamo resi conto che, quasi senza volerlo, si viene veramente ‘plasmati’, formati da questi pensieri, e dalla Parola di Dio. Un esempio recente: la settimana scorsa, riportando alcune riflessioni dei giorni precedenti, tre di noi avevano colto, nel medesimo episodio della Scrittura (era il ritrovamento di Gesù nel tempio), aspetti attinenti al consiglio di verginità e di obbedienza, a cui prima non si era mai pensato, ma che ora divenivano chiari, per una maggiore sensibilità…

Francesco e Laura
Moreno e Paola
Maria

Bologna

Foto n. 1

Foto n. 2

Foto n. 3

 

Ritratti di Santi - Itinerario Quaresimale 2011

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