Interessanti le esternazioni che Mons. Luigi Negri, Vescovo di San Marino-Montefeltro, rivolge ai fedeli della propria Diocesi a proposito dei valori fondamentali che il cristiano è chiamato a difendere. “Io non sono politico raffinato – afferma il Presule rivolgendosi ad un noto esponente politico – e soprattutto sono vescovo, perciò non posso dirti se la tua lista abbia o no  una convenienza politica, ma sono lieto  di dirti che la tua è una limpida testimonianza ideale, e ti posso assicurare che non gli intellettualoidi delle grandi città ma il sano popolo cattolico riconosce la tua grandezza umana e perciò, lasciamelo dire, almeno implicitamente cristiana. Che tristezza quando penso che in questi decenni abbiamo mandato in giro per il mondo, dico noi pastori, dei cristiani incolori, inodori e insapori, pronti a dire subito che innanzitutto sono d'accordo con tutti gli altri perché dicono di essere "trasversali". Avrei tante altre cose da dirti ma ci vedremo presto”.

Nessuna ingerenza politica, né particolari indicazioni elettorali nelle parole di Mons. Luigi Negri che esplicitamente chiarisce il senso del suo intervento: “Il Vescovo non può che indicare delle linee fondamentali di riferimento affidando alla coscienza di ciascuno dei suoi fedeli le necessarie mediazioni fra i principi formulati e le scelte particolari che rimangono esclusiva responsabilità della coscienza personale. Certo la coscienza personale cristiana non si forma automaticamente; la coscienza  cristiana si forma nel confronto con le indicazioni autorevoli che vengono dalla Chiesa, cercando di immedesimarsi con esse e cercando di prendere, di fronte ad esse, la propria responsabilità, anche quella di sbagliare”.

I valori fondamentali della vita di ogni cristiano – come ricordato più volte da Papa Benedetto XVI – non sono negoziabili; La salvaguardia e la difesa della vita (in tutte le sue fasi evolutive), l’integrità della famiglia, i valori principali espressi dalla Dottrina Sociale della Chiesa vanno difesi.

“Un grande padre spirituale – conclude il Vescovo di San Marino-Montefeltro – della mia infanzia e giovinezza diceva comunque che è meglio  aver torto con il Vescovo che avere ragione da soli. Con queste indicazioni che mi sembrano non soffrano di nessuna possibilità di interpretazione  equivoca, affido a questa Chiesa Particolare una linea di approfondimento e di cammino che matura la propria responsabilità personale, che non può essere delegata a nessuno, né al Vescovo né ai giornali, a cui normalmente ci si riferisce per le questioni sostanziali della vita personale e sociale”.

M.N.

 


 

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