Dal 19 luglio al 1 agosto 2009 abbiamo partecipato a Pescoluse, non lontano da Santa Maria di Leuca, ad una vacanza al mare per famiglie.
La vacanza, in autogestione, ci ha visto alloggiati presso una struttura diocesana, una grande casa tutta a nostra disposizione, in grado di ospitare circa ottanta persone.
Ci siamo così ritrovati da Brescia, Trento, Bolzano, Treviso, Catania, Firenze, insieme a Padre Vincenzo e Padre Raffaello, tutti corresponsabili di un’esperienza affidata alle nostre cure, coccolati dalla Provvidenza che ci ha regalato un clima sempre soleggiato e ventilato.
Non voglio soffermarmi sui tanti aspetti che hanno reso bella questa vacanza, direi anche irripetibile se non fosse che coloro che vi hanno partecipato gli anni precedenti mi dicono che è sempre stata così. La bellezza dei luoghi, l’ospitalità della struttura, la fraternità che si è venuta a creare tra le famiglie (alcune delle quali incontrate per la prima volta), ci hanno fatto trascorrere 15 giorni di “relax impegnato”, come nella migliore tradizione delle vacanze del Movimento.
Un’unitarietà che non è già data e che non sempre è agevole edificare, fosse solo perché richiede tempo e frequentazione, ma un’unità riconosciuta come imprescindibile, una fraternità desiderata e chiesta come un dono.
Nell’atrio della casa avevamo appeso un cartellone con la seguente frase, tratta dalla regola di Sant’Agostino: “Il motivo essenziale per cui vi siete insieme riuniti è che viviate unanimi nella casa e abbiate una sola anima e un sol cuore protesi verso Dio”.
Questo giudizio, letto e riletto magari passando nell’andare a tavola o in spiaggia, ci ha accompagnato e si è sedimentato nei cuori.
Oggi, a due mesi di distanza, superate le emozioni del momento, è opportuno comprendere i frutti di questa vacanza. Ne segnalerei quattro.
1) La mia fede si è fortificata. Le lodi mattutine insieme, la Santa Messa quotidiana, la presenza continua del Santissimo presso di noi, la vicinanza dei Padri mi hanno permesso una familiarità con il Corpo e la Parola di Cristo che non ho avuto modo di vivere durante il resto dell’anno (fatta eccezione per gli Esercizi Spirituali). E’ paradossale che proprio durante le vacanze, momento generalmente dedicato all’evasione, si possa avere la grazia di essere arricchiti spiritualmente.
2) La mia appartenenza al Movimento si è fortificata. Quando mi sono iscritto alla vacanza, non sapevo neppure chi vi avrebbe partecipato. La mia famiglia vive, già oggi, una pre-fiducia al Movimento che testimonia essa stessa la nostra appartenenza. Nonostante questo, vivere momenti così sereni, comunitari, di condivisione, insieme ad altre famiglie, fortifica la coscienza di appartenere ad una storia bella, desiderabile per sé e per gli altri.
3) In questi anni di vacanze invernali a Passo Cereda ed estive a Pescoluse, i rapporti tra alcune famiglie appartenenti a diverse comunità si sono strutturati. Si sta sviluppando una fraternità di famiglie, che si incontrano periodicamente tra di loro e che hanno a cuore il cammino del Movimento. La cura dei particolari che rendono belle queste vacanze è anche il frutto del lavoro di queste persone. Desidero evidenziare anche un ulteriore aspetto: le vacanze sono uno straordinario mezzo di missione. E’ più facile invitare una nuova famiglia, magari anche un po’ scettica e prevenuta verso la Chiesa, a partecipare a una vacanza in montagna che ad un incontro di catechesi il lunedì sera dopo il lavoro. Quando un genitore vede la cura prestata ai propri figli ad esempio nella preghiera mattutina e osserva con i propri occhi un’esperienza di Chiesa viva che si declina in circostanze quotidiane, ne è provocato. Del resto, se ripenso alla mia storia, furono le mie prime vacanze con gli studenti al Mortirolo a segnare indelebilmente le scelte che avrei portato avanti nella vita.
4) Le vacanze consentono ai bambini delle nostre famiglie di vivere ed imprimere nella memoria esperienze belle di comunione tra loro. I bambini inoltre si confrontano con adulti diversi dai loro genitori e dai quali si sentono custoditi e trovano conferma della bontà di alcune abitudini cristiane vissute a casa vedendole proposte e vissute anche da altre famiglie (pensiamo ad esempio alla preghiera prima dei pasti, all’educazione alla gratuità e al perdono).
Silvano e Luisa, Brescia
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E’ proprio vero a volte sono le cose più semplici che rendono belle e speciali le proprie esperienze: una vacanza al mare per esempio!
A luglio ci siamo ritrovati in più di settanta a Pescoluse, in Puglia, per due settimane. Abbiamo condiviso questa vacanza sotto ogni punto di vista (fatica e divertimento) ed il tempo è trascorso veramente bene.
Gli ingredienti per la riuscita della vacanza non erano straordinari: tanta buona volontà, dei cuori aperti e generosi, la preghiera in comune; ed è stato così che tante persone diverse e che poco si conoscevano hanno potuto trascorrere insieme del tempo in modo bello.
Queste esperienze sono “palestra di vita”; sono ad esempio un concreto aiuto nell’educazione dei figli in quanto famiglie diverse condividono la responsabilità e le gioie dei propri ragazzi e di quelli degli altri genitori; sono un aiuto nell’ educazione di se stessi perché la vita in comune ti costringe ad uscire da te stesso per andare ad incontrare l’altro; sono una ricchezza per i nostri figli che imparano a frequentare delle belle amicizie e a costruirsi una capacità di discernimento tra veri amici e false o vuote compagnie.
Questi giorni sono stati vissuti anche con la consapevolezza che, al di là delle differenze, Cristo era il nostro collante, ciò che condividevamo con la preghiera e la Santa Messa quotidiana, ma che era presente in mezzo a noi anche in ogni altro momento della giornata.
Si torna a casa sicuramente arricchiti del bene che in ogni persona si può incontrare e riconoscere, come un regalo che Dio prepara per noi ogni giorno; una ricchezza che è nostro compito testimoniare poi nella vita quotidiana.
Cesare e Vittoria
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