
Dopo essere entrati nelle nostre case (per ben quattro anni di fiction televisiva a proporre modelli familiari dal sapore romantico e il liberal-trasgressivo) la compagnia di Nonno Libero ha deciso di superare ogni evidente e paradossale limite, patrocinando una “scelta politica” ben precisa a discapito ovviamente della famiglia. La quinta serie di detta fiction, infatti, darà spazio alla storia di due medici omosessuali (Oscar e Max) che ufficializzeranno la loro unione. Per di più Oscar è il padre naturale di Agnese, la bambina avuta con un’altra protagonista della fiction. Capite bene il sottile messaggio che passerà attraverso questa “innocua” serie televisiva, seguitissima da tante persone!
Paola Pascolini, sceneggiatrice del serial televisivo Un medico in famiglia (autrice anche del discutissimo Padre delle spose) ai microfoni del Corriere della Sera afferma: “Oscar e Max si vogliono bene, ma non vivono insieme. Oscar è un padre amorevole, legato alla figlia e Max, a sua volta, si affezionerà alla bambina, che lo ricambia, chiamandolo zio”; e ancora: “In Italia è attualmente illegale questo genere di nucleo familiare, dunque sappiamo bene di non poter proporre un simile modello. Oscar e Max, ripeto, non vivono insieme. Se hanno degli incontri privati, lo fanno quando a casa Agnese [la bambina] non c’è. Ma vogliamo raccontare un altro aspetto della questione: quando i bambini vengono amati, possono trovarsi bene anche in un contesto non tradizionale e crescere serenamente. Poi c’è un altro elemento importante nella storia: Max è un pediatra, di quei medici-clown che alleviano in tutti i modi le sofferenze dei loro piccoli pazienti. Vogliamo dimostrare che un pediatra gay non è per forza un pedofilo”.
Lino Banfi aggiunge: “La tv ha il compito di rompere certi tabù e il pubblico è pronto a recepire il messaggio, altrimenti non si spiegherebbe il successo avuto dal Padre delle spose [di cui lo stesso Banfi è stato protagonista]”
Se abbiamo dato spazio a Paola Pascolini e Lino Banfi nessuno può storcere il naso se termino citando il Papa.
Benedetto XVI - “Allo stesso modo si sviluppano minacce contro la struttura naturale della famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, e tentativi di relativizzarla conferendole lo stesso statuto di forme di unione radicalmente diverse. Tutto ciò costituisce una offesa alla famiglia e contribuisce a destabilizzarla, violandone la specificità ed il ruolo sociale unico”.
Michelangelo Nasca
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