Pellegrini«Totus tuus». La professione di fede «mariana» di Grignion de Montfort, diffusa nella Chiesa dalla testimonianza del papa Giovanni Paolo II, ha ritmato l’annuale pellegrinaggio a piedi al Santuario della Madonna della Neve di Adro.

Quest’anno, per la 33° edizione, due sono state le partenze: oltre a quella tradizionale dal Santuario della Stella (Cellatica), un’altra, sul versante bergamasco, dalla chiesetta romanica di S. Alessandro in Canzanica, nel territorio parrocchiale di Viadanica. Senza dimenticare il centinaio di bambini delle elementari che, trasportati su carri agricoli, hanno svolto il loro piccolo pellegrinaggio per i boschi di Calino.

Guarda le fotografie del pellegrinaggio da Brescia e da Bergamo

Anche la pioggia, da settimane tanto attesa dai contadini, non ha voluto mancare all’evento: ma era successo così anche nella lontana prima edizione del 1979.

Tra i pellegrini, poco meno di tremila persone, oltre a bresciani e bergamaschi ci sono anche fedeli trentini, veronesi, trevisani, fiorentini. Ogni tempo e ogni luogo appartengono al Signore; soprattutto la presenza di alcuni amici americani ci ha ricordato una volta di più quanto sia vera quell’affermazione del Salmo che dice: «Mia è tutta la terra».

Ma è stato il rosario a scandire i passi dei fedeli e a santificare la loro fatica lungo le strade percorse ogni giorno perché sia la gioia e la luce del Signore, la sua passione e la sua risurrezione a determinare la misura di tutto. Insieme ai canti, sostenuti dalle corali di San Luca di Brescia e della Madonna della Neve di Adro, e agli spazi di silenzio perché lo sguardo meglio si fissi nella contemplazione dei misteri di Gesù.

Alla meta che ha visto i due pellegrinaggi arrivare uniti dietro alle due croci, la santa Messa, presieduta da P. Gianni Bracchi, da poco eletto provinciale dei carmelitani veneti.

Da san Giovanni della Croce abbiamo imparato a confessare: «Miei sono i cieli, mia è la terra… Gli Angeli sono miei e la Madre di Dio, tutte le cose sono mie. Lo stesso Dio è mio e per me, poiché Cristo è mio e tutto per me».

 

Volti, sguardi, sorrisi, preghiere, canti, festa, fatiche e speranze.

Un popolo in cammino in compagnia di Maria che ci ha certamente guardato con occhi di Madre e con cuore commosso.

 

Questo, e molto di più, è accaduto domenica.

Ognuno a suo modo, ognuno più o meno profondamente, ognuno con la sua domanda nel cuore.

Ma tutti insieme verso Maria.

Così, a nostro modo, a imitazione di Papa Giovanni Paolo II, abbiamo provato a dire:

“TOTUS TUUS”

 

Un ringraziamento a tutti coloro che, in un modo o nell’altro, hanno contribuito personalmente affinché questo sia stato possibile.

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