In questi ultimi giorni continua a sorprendermi il fatto che sono così felice. E penso che mi sento felice più di quanto lo sarei se avessi vinto alla lotteria. Nel senso di una vincita inaspettata, enorme, che ti apre possibilità di vita alle quali non avevi mai pensato e ti dona uno sguardo nuovo su tutti i dettagli. Capisco che è riduttivo paragonare la grazia di Dio alla vincita di una lotteria, ma scopro che qualcuno prima di me l’ha già fatto. Ieri sera rivedo il DVD di Claudio Chieffo “Questa è la domanda”. Il DVD  che ha registrato prima di morire, per raccontare la sua vita. E’ veramente commovente vedere la felicità di un uomo che ha sofferto moltissimo per una malattia e sa che lo sta facendo morire. Ma forse il termine felicità non rende ancora del tutto: si vede proprio un prorompere di gioia che gli esce dal cuore.

Gliela si legge in viso quando dice della fortuna di avere incontrato Cristo grazie alla Chiesa. E dentro questa bella storia dice: “Ho capito che di fronte a certe cose si può dire sì o no. E io ho voluto in tutti i modi dire sì. E come in una grande slot-machine, quando ho detto sì… beh, è venuto giù il mondo, è venuto giù tutto”. Che gratitudine a quest’uomo tanto amato e adesso compagno di eternità di Nicola! Mi ha aiutato anche l’altro giorno per risolvere un problema con i bambini. Da quando è morto papà, la preghiera prima di pranzo non riesce ad essere un momento allegro. Specialmente per Simone che biascica il Gloria annoiato a morte. Per il compleanno una cara amica mi ha regalato un CD di di Chieffo. Lo metto su mentre preparo il pranzo e ascolto la prima canzone: i cieli. E dico: ecco il gloria per i bambini!! Così mi ripasso bene ritornello e strofa e a pranzo cantiamo: “Lui mi ha dato i cieli da guardar, lui mi ha dato la bocca per cantar, lui mi ha dato il mondo per amar e tanta gioia dentro il cuor, e tanta gioia dentro il cuor. E quando un dì con lui sarem, nella sua casa abiterem, nella sua casa tutta d’or, con tanta gioia dentro il cuor”. A me sembra che non manchi niente: il Padre (i cieli da guardar), il Figlio (la bocca per cantar), lo Spirito Santo (il mondo per amar) e la gloria (tanta gioia dentro il cuor). E c’è anche l’”ora e sempre”, in  quella bella condivisione fra cielo e terra, con la gioia nella casa del Padre che è anche la nostra gioia di ora. E così, forse in maniera poco ortodossa, adesso prima di pranzo cantiamo. Non che Simone sia del tutto entusiasta, ma si stupisce della casa tutta d’oro e commenta: “Ma allora è proprio ricco Dio. Caspita, una casa tutta d’oro…”; E dopo una pausa: “Ma allora anche noi diventiamo ricchi quando andiamo in cielo?”… E io rispondo: “Certo, ricchissimi; ma ricchi vuol dire essere tanto tanto felici. E anche noi adesso siamo ricchi quando siamo felici perché qualcuno ci vuole bene”. Ma non insisto, perché so che il mio piccolino non si sente ricco. E prego il Signore di riuscire a volergli bene davvero. Lui, che ci dona la gioia.

Paola Zucca

Ritratti di Santi - Itinerario Quaresimale 2011

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