Magnificat - Jean Guitton
Magnificat - Jean Guitton - Maria dinnanzi a Elisabetta in attesadel precursore
Verso sera, quando il sonno arriva ad avvolgere le menti degli uomini e degli animali, tutto pian piano si ferma, fino a quando il castello tace completamente.

 

Ma anche nel cuore della notte uno sconosciuto potrebbe arrivare o una grande sorpresa accadere. E allora bisogna che qualcuno vinca la stanchezza e rimanga vigile ad attendere per tutti, sveglio a scrutare le ombre, per vedere quello che gli altri, sopraffati dalla stanchezza hanno rinunciato a vedere.

E' la sentinella, tutta protesa a scorgere una presenza nel buoi. Perché l'invisibile c'è. E' una presenza che non si può vedere, ma c'è. Bisogna essere in grado di percepirla e svelarla.
Donne sentinelle dell'invisibile, ci ha chiamate il Papa a Luordes, indicandoci un compito affascinante, che corrisponde pienamente alla nostra natura.

E' nel buio delle acque materne che prende forma la vita. che la madre configura segretamente, intimamente, teneramente in un volto, in un sorriso, in una voce, quando ancora niente ha la sua forma. E da quel momento non l’abbandona alla tempesta. Il suo sguardo resterà fisso su quella promessa, offrendole un terreno amabile in cui crescere fino a quando verrà alla luce di tutti. Segnate da questa capacità di svelare l’invisibile e di entrare familiarmente in relazione con esso, alle donne è forse più facile pregare, scorgere i segni del Divino nell’umano, del Mistero nella natura.

Questo sembra dire il Papa. E questo è vero, sentinella dell’Invisibile la donna è più che mai quando è testimone dell’Eucaristia: in un pezzo di pane poter riconoscere Dio.

Sì, se in un grumo di cellule nascoste, la donna sa scrutare la presenza viva di un bambino, in un pezzo di pane le sarà possibile scrutare la sostanza di Dio. E nel pane degli istanti quotidiani le sarà possibile custudire tutto ciò su cui il mondo sembra aver chiuso gli occhi: amore gratuito , rispetto , capacità di ascolto, di accoglienza, di umiltà e fedeltà. Ma che cosa accadrà al castello, se anche le sentinelle si lasceranno vincere dal sonno o accetteranno di ubriacarsi di vino cattivo nella fatica dell’attesa?

O che cosa accadrà al nostro mondo, se le donne chiuderanno gli occhi, cadendo nel riscatto delle tenebre? Potrà sopportare la mancanza di presentimento dell’invisibile?

Ma qualunque cosa accadesse, qualunque buio imperscrutabile avvolgesse la nostra terra, ci sarà impossibile non vedere la grande luce della stella che si è accesa in un punto preciso della storia, per illuminare una Donna piegata sul suo Bambino, nell’atto di scrutare amabilmente, definitivamente, sorprendentemente il volto di Dio nel volto dell’uomo. L’Invisibile nel visibile.

Da lei potremo sempre ricominciare ad imparare la vera femminilità.
“Maria serbava queste cose, meditandole nel suo cuore”… (….)

Rosa Tomasini

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