Raccolta come in un piccolo diario di bordo, Giusy e Carlo Bulgheroni, della comunità MEC di Arese, raccontano l’esperienza vissuta in Romania.
1° giorno - 19 luglio
Partiamo da Malpensa per Bucarest. E' mattino presto e siamo ancora un po' assonnati, io, Carlo, Cristina mia figlia (29 anni) e Luca, il nostro ultimo di 22 anni. Un'ora di ritardo, secondo le buone abitudini delle compagnie aeree. Con noi, molti turisti di ogni nazionalità, lingua e cultura, e molti rumeni che tornano a casa... C'è il sole caldo e un cielo azzurrissimo, tutto insomma promette bene. Arriviamo a Otopeni e padre Tarcisio, da bravo e premuroso priore, ci viene a prendere con il suo furgoncino Kangooe. Arriviamo così, finalmente, a Snagov presso il fatidico convento. Pranzo familiare, in una bellissima sala, con P. Luca, P. Marco, P. Fabio e P. Tarcisio; cibo buono e genuino ("qui produciamo tutto noi!"). Anche Cristina, che è rigorosamente vegetariana, è molto soddisfatta!
Vediamo tutto il villaggio e i grandi progressi fatti nell'ultimo anno, rispetto alle foto viste dell'anno scorso. Il laboratorio-scuola-officina è un prefabbricato donato dall'associazione 29 Maggio di Ghedi. Di questa associazione sono presenti fino alla fine del mese quattro volontari bresciani, muratori e operai in pensione, molto generosi e assai efficienti. Loro mettono subito la targa di ottone, preparata e incisa da me a Milano, sulla parete d'ingresso della scuola, con la scritta: "Sono come uno di voi e sarò sempre con voi". Poi il nome di Paolo (mio figlio) e le due date, la nascita e la sua morte. Con padre Tarcisio facciamo una solenne ma familiare benedizione e consacrazione; io ho portato da casa anche un poster in stoffa con le foto della storia di Paolo, da neonato a bambino, birichino e adorabile con le sue sorelle e il fratello nelle varie tappe della sua vita, adolescente a giovane di 22 anni, con gli amici, la musica e lo skate. Padre Tarcisio lo spiega ai bambini, che poi ci cantano una bella canzone in rumeno e poi in italiano, preparate con molto amore assieme a Lisetta e Anna, una ragazza volontaria siciliana.
Poi finalmente si fa festa con una torta buonissima di Lisetta e le bibite, in grande allegria! Anche i miei ragazzi si trovano bene e a loro agio, non avevo dubbi conoscendo il loro cuore, ma è sempre un bel miracolo questa compagnia piena di amore, semplicità e accoglienza.
2° giorno - 20 luglio
Grandi preparativi per il battesimo di Vladimir. In convento c'è tutta la comunità di Bucarest, si celebra una bella Messa e poi un grande pranzo con
la carne alla griglia (tipico piatto dei rumeni), torte e altro ancora! Io e Carlo visitiamo il grande orto ed il frutteto del convento, i prati e la casetta dei custodi. Quanta fatica penso sia costata quest'opera, oggi così ben tenuta e organizzata… immagino padre Tarcisio sul trattore a dissodare e arare questo terreno!!!
Nel pomeriggio i nostri figli, accompagnati da padre Fabio e padre Luca, vanno in visita a Bucarest…e poi via, con l'aereo, ritornano a Milano. Un piccolo seme di gratuità e fraternità è caduto nei loro cuori... e certamente è bello sapere che a Ciocanari c'è un pezzetto di "vita" del nostro Paolo o meglio della sua presenza nella Comunione dei Santi, che può fare compagnia alle grandi opere dei nostri amici italiani e rumeni. Questo è per tutti noi un grande conforto.
3° giorno - 21 luglio
Carlo si offre come cuoco e padre Tarcisio, congedando momentaneamente la cuoca, lo mette subito alla prova… curioso di provare il suo risotto alla milanese, le patate alla tedesca e il minestrone per la sera. Nel pomeriggio, accompagnati da Adriana, andiamo a visitare Bucarest, nonostante i 43 gradi al sole!!!
Vediamo concretamente lo scempio dei tempi di Ceausescu, i bloc, la Casa del popolo, il grande boulevard come a Parigi, le chiesette ortodosse racchiuse dentro i palazzi, la poca gente per strada, soprattutto straniera, che corre via veloce senza identità e senza storia. Alla sera c'è la Messa della comunità nel bloc di fronte ad Adriana. E' l'appartamento lasciato dalle suore amiche che per ora è affidato al MEC di Bucarest e ad Adriana, nell'attesa che sia ultimata la sede ufficiale di cui vediamo il progetto bellissimo sul computer di Adriana. Durante la S. Messa, presieduta da padre Fabio, cantiamo… anche se i testi sono in rumeno e noi non conosciamo bene la lingua, ma non importa!
Grandi saluti e abbracci alla fine della Messa, conosciamo un po' di persone nuove e poi a cena da Adriana. Ci viene raccontata la storia della comunità e dei vari gruppi rumeni del MEC presenti, delle enormi difficoltà superate, di come sta la gente realmente… una "immersione totale" che difficilmente potremo dimenticare e che ci fa sentire amici e vicini, anche se siamo lontani.
Per concludere andiamo a trovare, dopo cena, Jeronim e Margherita coi loro 5 bambini nella loro casa, o meglio in “una cantina”, in un quartiere un po' disagiato nell'attesa di ultimare la loro casetta a due piani e mansarda.
Ci fanno vedere molto orgogliosi il progetto bellissimo della casa in cui credono molto, speriamo per loro che riescano davvero a realizzarlo!!! Ci guardiamo attorno, fra tutte le assi, i tubi, gli arnesi ed i chiodi, corrono sereni e indisturbati i due più piccoli, Tarcisio e Clara. E’ bello vedere la serenità e il tranquillo orgoglio di Margherita, il quieto e silenzioso collaborare delle figlie più grandi che sistemano la cucina o tengono in braccio Clara, senza bisogno di parlare o gridare, ma così per imitazione della mamma... e che bello l'orgoglio di Jeronim che parla di Tarcisio e lo guarda mentre gira in bici a 4 anni o ripone gli attrezzi con ordine nel cassetto di lavoro di papà. Nonostante tutto questa famiglia è comunque sempre serena e accogliente, diremmo che vivono alla giornata, illuminata dalla fede e dalla loro unità di sposi e di famiglia cristiana. Quando andremo via e cominceranno i giorni piovosi dell'autunno penserò spesso a loro, e nel momento in cui sopraggiungeranno momenti di sconforto mi ricorderò della loro grande serenità e allegria… NONOSTANTE TUTTO!
4° giorno - 22 luglio
Con la guida preziosa e premurosa di padre Fabio visitiamo il monastero ortodosso di Caldarusani dove sono stati rinchiusi, torturati e martirizzati molti sacerdoti e vescovi greco-cattolici nel periodo del comunismo.
La chiesa è assai oscura al suo interno, molto solenne l'atmosfera, mi vengono in mente i riti che penso vi si svolgano profondi e sontuosi nel loro simbolismo religioso. Bellissimo il museo dietro la chiesa, con icone antiche e paramenti sacerdotali molto pregiati.
Per fortuna padre Raimondo, monaco ortodosso locale e custode, riconoscendo padre Fabio e trattandolo come suo grande amico (con nostro grande stupore!) ci lascia soli, in totale fiducia, con quei tesori che ammiriamo a lungo e fotografiamo abbondantemente. Tutto intorno il chiostro e le celle dei monaci sono stupendamente affrescate alle pareti con la storia e gli episodi del Vangelo, insieme al loro bucato steso sui fili!
Al pomeriggio torniamo volentieri con padre Fabio a Ciocanari. Carlo, da buon pizzaiolo, ha progetti culinari importanti!!! Coinvolgiamo Lisetta e i bambini visto che padre Tarcisio non ne vuole sapere di pizze e focacce, con dispiacere di padre Luca e padre Marco! L'idea è stata ottima! Tutti i bambini si sono messi a fare il pane con farina e lievito mentre Lisetta preparava ugualmente una grande e buona zuppa, prendendo direttamente le verdure fresche dall'orto, e che orto! Mentre la lievitazione e la cottura nei forni delle tre case procedeva, abbiamo celebrato la S. Messa in casa di Franca e Lucio e poi la cena da Adrian e Drina con una tavolata bellissima di 23 persone! Quante belle chiaccherate! C'era con noi anche Cettina, appena arrivata dalla Sicilia, e i quattro volontari tutto fare bresciani. Come sono lunghe le giornate qui in Romania! Mi sembra di essere qui già da una vita!
5° giorno - 23 luglio
Giornata tranquilla, trascorsa in attesa dei nostri amici siciliani. Qui al convento si sta proprio in una grande pace esteriore ed interiore, ti senti come a casa tua. Per renderci utili, prepariamo una grande dose di pesto, utilizzando il basilico di Ciocanari.
6° giorno e 7° giorno - 24 e 25 luglio
Finalmente partiamo verso la regione degli antichi monasteri in Bucovina e Moldavia. Siamo in 7 con 4 amici siciliani iconografi appena conosciuti. L'autista dello splendido pulmino diverrà, col tempo ed i giorni trascorsi insieme, un nostro grande amico. I monasteri più antichi e quelli più moderni lungo la strada (Bistrita, Biserica, Pingardi, Varatec, Agapia, Noamit e poi Varonet e molti altri) sono una miniera di storia e di arte, abilmente custoditi dai monaci o dalle monache ortodosse che lì abitano e li tengono in ordine. L'atmosfera suscita un profondo senso religioso e induce al silenzio e alla contemplazione. Tutto è abilmente decorato, pareti esterne ed interne del monastero, icone antiche e più nuove rendono questi luoghi carichi di storia e di bellezza. Vengono rappresentati alcuni episodi dei Vangeli, la vita dei Santi, il mistero della morte e della resurrezione di Cristo, la SS. Trinità e il Paradiso. Tutto serve per ammirare, per stupirti, tutto ti abbraccia, sei avvolto dalla preghiera e dalla meditazione continua; spesso ti capita poi di ascoltare la liturgia cantata del sacerdote ortodosso che si alterna con il monaco fuori dall'iconostasi. Questi monasteri sembrano dei villaggi completamente autonomi e autogestiti, con le casette fiorite dei monaci, intenti a tagliare l'erba, a segare la legna o a vendere i libri ed i loro prodotti.
8° 9° e 10° giorno - 26, 27 e 28 luglio
Ha inizio un alluvione davvero imponente in tutto il nord della Romania. Crollano ponti e argini, la gente già povera ha case e campi allagati. Anche noi passiamo con un po' di paura sopra questi fiumi in piena e procediamo verso sud. E' Domenica, ci fermiamo in un monastero ortodosso di recente costruzione (S. Mina a Falticeni) e prendiamo parte, ecumenicamente, alla loro liturgia. L'accoglienza della gente del luogo è, stranamente, molto forte. Infatti, nei monasteri antichi prima visitati venivamo guardati con un po' di sospetto, forse perché non ci coprivamo il capo e facevamo troppe foto alle icone, non lasciavamo il nome dei defunti sui loro foglietti per la preghiera con i monaci, né accendevamo le loro lunghe candeline votive. Qui invece veniamo accolti con calore e ci vogliono dare a tutti i costi i loro dolci. Alla fine della funzione ci fanno visitare con piacere il loro nuovo convento e vediamo in costruzione una futura casa di accoglienza per laici. Enorme campane nuove e ancora luccicanti vengono fatte suonare festosamente alla fine della celebrazione. Troviamo anche un rumeno gentile che ha lavorato a lungo (credo anche pesantemente) in Puglia e ci traduce gentilmente, facendoci da cicerone. Il viaggio procede fino a Bacau dove mangiamo un'insolita torta salata che qui chiamano pizza! Ci viene una nuova idea per la cena. Decidiamo di comprare tutti gli ingredienti per una cena (con grigliata) da un amico di Bogdan, l'autista, che vive e ospita turisti vicino al castello di Bran.
Arriviamo, dopo quattro ore di lungo viaggio, nei monti della Transilvania a Brazov. Andiamo a Bran Poarta, piccolo centro sulle montagne a un'ora di distanza. La casa è accogliente, può ricevere fino a 40 persone. Le stanze sembrano cellette, ma siamo realmente stanchi che ci sembra una reggia, con il ruscello vicino e un grande camino per il barbecue! Carlo si improvvisa cuoco e fa le tagliatelle; Giusy (siciliana) prepara un ottimo sugo con le melanzane. Dormiamo come sassi e al mattino dopo aver bevuto finalmente caffé espresso e latte appena munto, andiamo a visitare la bellissima cittadina di Brazov, tutta in stile medioevale e rinascimentale, con una imponente cattedrale evangelica. Si vede chiaramente la dominazione e l’influenza austroungarica che non è stata cancellata dalla storia recente del comunismo. Così ci dirigiamo al castello di Bran e lo visitiamo. A torto questo castello viene chiamato di "Dracula", perché è stato attribuito al principe Vlad, famoso condottiero, noto per la sua crudeltà contro i franchi ed i nemici in genere, che faceva impalare senza pietà. Da una recente leggenda scritta da uno scrittore straniero, è stato inventato il famoso personaggio di Dracula e con abile manovra pubblicitaria la fortezza è diventata “Il castello di Dracula”.
Finalmente in serata ritorniamo al nostro amato convento dove alloggiano in questi giorni 107 persone dell'Azione Cattolica Rumena. Studenti, animatori e genitori, ci invitano a una bellissima festa danzante in costume preparata da loro. Padre Tarciso, padre Luca, padre Fabio e Adriana sono partiti proprio oggi per la vacanza in montagna, mi sembra vicino a Bacau, con tutta la comunità di famiglie (almeno 150 persone credo).
Per noi la vacanza è finita. Quante cose ci portiamo nel cuore! Sembriamo dei vasi di creta dove abbiamo messo immagini a non finire; i ricordi dei gesti fatti insieme, delle persone e la meravigliosa condivisione che ci faceva sentire a casa nostra in questo convento... tutto questo è ben sigillato nel cuore e farà da risorsa e riserva nei momenti di solitudine o di difficoltà varie della vita. Quante cose racconteremo alla nostra comunità di Arese. Grazie cari amici di Romania dell'accoglienza e della vostra comunione!
Giusy Omodeo Bulgheroni
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