«Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine» (Gv 13, 1).
E’ una espressione che non mediteremo mai abbastanza. Gesù li amò sino alla fine, fino alla massima completezza!
Chi di noi, oggi, è capace di amare sino alla fine? Fino a raggiungere la massima completezza? A che punto è la nostra capacità di amare fino alla fine?
Oggi si sviluppa nel mondo la tesi che amare fino alla fine è impossibile! Fatiche, incomprensioni, asprezze, rassegnazione… sono gli attacchi principali registrati nel cuore dell’uomo; difficoltà capaci di sgretolare il nostro desiderio di amare e di essere amati infinitamente. L’Eucaristia è l’amore che non divide. Cristo diventa esperienza di vita concreta, Egli è un pane che si lascia spezzare perché altri possano nutrirsi. L’Eucaristia è l’amore che diventa qualcuno. Se tu volessi arrivare e amare fino alla fine dovresti diventare come il pane eucaristico, umile e obbediente, capace di donarsi illimitatamente.Noi non sappiamo cosa vuol dire amare davvero! Il nostro desiderio deve essere quello di arrivare in fondo alla vita per poter dire: “Ho amato” e “Sono stato amato”. Chiediamo al Signore la grazia di poter realizzare questo progetto di santità.
(Palermo - Breve riflessione tratta dall’omelia di P. Antonio Sicari – Giovedì Santo 08, Messa “in Coena Domini”)
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