Nostra Signora del Libano (part.) - Harissa

7 settembre 1989
Giovanni Paolo II
Ancora una volta, con la stessa fiducia ma con maggiore tristezza, desidero sollecitare la vostra fraterna solidarietà per i nostri fratelli del Libano, che continuano ad essere vittime di una impietosa violenza, da nessuna causa giustificata.
Di fronte ai ripetuti drammi, che ciascuno degli abitanti di questa terra conosce, noi prendiamo coscienza dell'estremo pericolo che minaccia l'esistenza stessa del Paese: il Libano non può essere abbandonato nella sua solitudine.
Noi credenti non abbiamo nessun'altra «arma» che la supplica che eleviamo, dal profondo della nostra afflizione, a colui che ci «ha chiamato dalle tenebre alla sua mirabile luce» (1Pt 2,9). In questi momenti tragici in cui una parte della famiglia umana e cristiana è minacciata ed è vittima di violenze ingiustificabili, non possiamo che presentare a Dio, Padre di tutti gli uomini, il grido di paura e di disperazione di questi fratelli, che hanno troppo frequentemente la percezione di essere stati abbandonati nel momento stesso in cui il loro Paese è minacciato di annientamento.
E' a nostra Signora di Harissa che una volta ancora affido le nostre angosce e speranze. Ella sostenga gli afflitti! Dia coraggio a quanti lavorano per la pace! Interceda presso suo Figlio, perché siano trovate soluzioni giuste ed eque ai problemi degli altri popoli del Medio Oriente, anch'essi in cerca di una vita sicura, conforme alle loro aspirazioni!
Atto di affidamento a Nostra Signora del Libano
di Giovanni Paolo II (Maggio 1997)

Nostra Signora del Libano, veglia sull’intero popolo di questa terra così provata! A te lo affida il Successore di Pietro, qui giunto per portare a tutti un messaggio di fiducia e di speranza. Possa avverarsi, sulla soglia del nuovo millennio cristiano, il messaggio profetico di Isaia: "Ancora un poco e il Libano si cambierà in un frutteto e il frutteto sarà considerato una selva" [Is 29, 17].
Concedi, o Vergine Santissima, a questo popolo antico e pur sempre giovane di mantenersi degno erede della sua illustre storia, costruendo con dinamismo il suo avvenire nel dialogo con tutti, nel rispetto reciproco dei diversi gruppi, nella concordia fraterna!Regina della pace, proteggi il Libano!".
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