Sono le 23,30 e la voce del comandante – immediatamente dopo aver effettuato la manovra di atterraggio - annuncia l’arrivo a Lourdes. I nostri figli, durante il volo, non hanno chiuso occhio, per loro “ma anche per noi” è appena iniziata una meravigliosa festa!

“Monsieur bienvenu... votre bagage, s’il vous plait… ici!”, così ci accoglie l’autista del pullman che sta per condurci in albergo. Lourdes (sono le prime immagini raccolte dai finestrini del pullman, all’una e trenta di notte) è un imponente schiera di alberghi, non c’è spazio per altre abitazioni; uno dietro l’altro gli edifici alberghieri sembrano toglierti il fiato… hai come l’impressione che quella parte di Francia non appartenga ai cittadini del luogo ma ad una popolazione ancora più grande! E più vai avanti, più ti accorgi che è proprio così.

Di buon mattino (i nostri bambini cominciano a sospettare che si dormirà poco in questo pellegrinaggio!!!) il primo appuntamento è quello con la S. Messa presso la Cripta della Basilica di Lourdes presieduta da P. Antonio e P. Paolo. Al termine della celebrazione eucaristica, intonando il “Mater amabilis”, abbiamo pregato per il nostro Movimento. Poi… verso la “Grotta di Massabielle”, dove l’undici febbraio del 1858 la Vergine Immacolata apparve a Bernadette, decidendo di regalare al mondo intero un luogo di eterna santità e di perpetua preghiera.

Prima di raggiungere il grande piazzale della Basilica di Lourdes, un corridoio di negozi e negozietti… souvenirs, boccette d’acqua, madonnine e addirittura bidoni per portare a casa l’acqua benedetta di Lourdes, abbraccia il cammino dei pellegrini. Qualcuno storce il naso, però poi tutti comprano qualcosa. Entrati nel perimetro della Basilica, però, improvvisamente e senza eccezioni tutta la cornice prima descritta scompare! Così, improvvisamente, ex abrupto!!! Nessun venditore di souvenirs… gli unici rosari sono quelli stretti tra le mani dei fedeli (provenienti da tutte le parti del mondo) che in rispettoso silenzio iniziano il pellegrinaggio.

Ecco la Grotta, un tutt’uno di fede e di storia, tra la roccia e la Basilica sopra edificata; di fronte, il fiume Gave anch’egli spettatore silenzioso di quel prodigioso evento. In fila,  ordinata e silenziosa, scorre il popolo dei fedeli. Si prega e ci si incontra con lo sguardo e tutto sembra corrispondere al desiderio di pace e di amore custodito nel cuore di tutti gli uomini. Raggiunta la parete sinistra della Grotta le mani di tutti i pellegrini iniziano ad accarezzare la preziosa roccia, come a voler sorreggere quel miracolo di fede posto sopra di essi; e più si va avanti, più le braccia dei pellegrini si rivolgono verso l’alto (quasi a voler raggiungere un pezzetto di Cielo) dove, incastonata nel punto esatto dell’apparizione, è posta la statua della Vergine di Lourdes, “Que soy era Immaculada Councepciou”.

Davanti al grande e famoso candeliere, posto al centro della grotta di Massabielle, i volontari addetti al servizio d’ordine accompagnano e dirigono i fedeli con un eccesso di cortesia da lasciar stupefatti. Una foto, un istante di preghiera, una sosta più lunga del previsto… nulla, proprio nulla viene negato, quella Grotta appartiene al mondo!

Ciascuno di noi prova a chiedere qualcosa a Maria; ci hai pensato e ripensato prima e durante il tuo pellegrinaggio… poi, però, il tuo sguardo non può fare a meno di “contemplare” il mistero della sofferenza e del dolore, che migliaia di ammalati portano scolpito nel loro corpo. Quella Grotta è un andirivieni di carrozzelle, spinte con gioioso e semplice amore da tantissimi volontari. La tua preghiera entra in comunione con loro, e loro, gli ammalati, entrano nella tua preghiera… e la Vergine raccoglie tutto, non trascura nessuna di quelle creature che avanzano verso di Essa per invitare il buon Dio a curvarsi verso ciascuno dei suoi figli… “Ave Maria, gratia plena, Dominus tecum; benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui, Iesus…”.

A sera, poi, ci si ritrova tutti (quindici, ventimila persone… forse di più), ciascuno con una fiaccola in mano, nel piazzale della Basilica per recitare insieme il Santo Rosario o per prendere parte alla processione Eucaristica. E un magnifico colpo d’occhio, migliaia di fiaccole vengono alzate in alto al tradizionale ed intramontabile canto dell’Ave Maria.

Al termine del pellegrinaggio (ci sarebbe però da raccontare ancora tanto; attendiamo altre testimonianze!), ritorniamo tutti nelle nostre Città con un frammento di fede in più da stringere e custodire nel proprio cuore, perché tutto cresca sotto lo sguardo amorevole di Cristo e della sua Vergine Madre.

Come promesso a molti, raggiunta la Grotta di Massabielle, è stata imbucata (in un apposito contenitore posto dentro la Grotta) una lettera con le intenzioni di preghiera per il Movimento Ecclesiale Carmelitano e per tutti noi.

Michelangelo Nasca

 

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