di Paola ZUCCA

"Un certo materialismo mistico caratterizzò il cristianesimo sin dalla sua nascita; la sua vera anima fu il corpo" (G. K. Chesterton)

Non c'ero là, davanti ai suoi occhi, ma lui si è affacciato e ha fatto un gesto come se volesse abbracciare ciascuno. E Cristo deve avergli concesso di farlo per davvero. Lo Spirito Santo, il nostro Amore, non è un modo di dire. E' una sostanza, è una Persona. Io mi sono sentita abbracciata da una Persona. E' Dio: la distanza per Lui non è importante. E' il desiderio che ci fa rendere conto di un fatto, invisibile agli occhi, ma fisicamente percepibile col cuore.

Io lo capisco. Nicola è lontano, ma quanto spesso mi abbraccia così! Nell'unità che realizza lo Spirito Santo. E' la bellezza di questo Amore, è l'essere dentro la Trinità, dove l'amore che va e che viene è solido, è una Persona.

Poveretti! Chi non vive la Chiesa è un poveretto solo e disperato. Non sa cosa significhi amare qualcuno. Vede solo se stesso. Ma prima o poi si vedrà per quello che è. Nulla senza Cristo. E allora in quel momento arriverà l'amore di Dio, attraverso la nostra preghiera.

Perché il Papa voleva abbracciare forse proprio lui, quello che lo vorrebbe morto, che lo disprezza, che lo infanga.

"L'unico nemico è il peccato": ecco, amico, ti voglio bene anche se non me ne vuoi, anche se tu non ne vuoi a nessuno, se tutto ruota attorno al tuo egoismo. Quante persone si accorgeranno un giorno di quanto il Papa gli ha voluto bene... Io lo so e amo il Papa dell'amore con cui mi ama lui.

Povero mondo ateo e orfano. Orgoglioso di venire dal nulla e di andare verso il nulla. Già, nulla. Ricco di una povertà estrema. Come una microscopica scatola semivuota, con dentro due cianfrusaglie. 

Che tristezza non sapere chi si è veramente. Una scatola enorme, strapiena di persone, di Dio, di tempo.

Non sapere di essere figli di Dio. Pieni di sostanza. Pieni di Spirito Santo, con una preghiera che fuoriesce perché non si può contenere.

E che vorrebbe arrivare anche a te, angelo pieno di rabbia, che svuoti di bellezza l'uomo, come se te la volessi prendere con qualcuno, come se volessi dare a qualcun'altro la pena del non volere rispondere di sì all'Amore. Che ti vendichi di te stesso con chi riesci a sottrarre alla bellezza.

Il Papa sorride. Siamo così tranquilli. Niente ci può separare dall'amore di Cristo, dal corpo di Cristo, che ha fatto della terra e del Cielo una cosa sola. Che ci fa una cosa sola, perché il mondo creda. In 200.000 a dire che la Chiesa è un corpo.

Siamo felici. La bellezza ci ha preso. La gioia ci ha preso. Ci ha fatto entrare nel regno dove il Signore domina, Signore del nostro cuore, di ogni respiro, di ogni pensiero, di ogni sguardo. Abbiamo una casa, un padre, dei fratelli, un Amore che ci lega. "L'unico nemico è il peccato" e abbiamo un sacco di armi. Combatteremo insieme il peccato e si salveranno i peccatori. "Le porte degli inferi non prevarranno su di essa": non temiamo il futuro, perché sappiamo come andrà a finire la nostra "divina commedia".

"Siamo figli della Chiesa": il nostro tesoro è appartenere definitivamente al corpo della Chiesa, come nel grembo di una madre, che ci darà alla Luce.

Ritratti di Santi - Itinerario Quaresimale 2011

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