foto tratta da www.bresciaoggi.itCOLLE E NUCLEO ANTICO. Una ricca serie di iniziative promosse per scoprire le bellezze segrete della fortezza bresciana, ma anche per divertirsi e stare insieme «Perdersi per trovarsi», terza edizione della caccia al tesoro (organizzata dal Movimento Ecclesiale Carmelitano) offerta «in abbinamento» alle visite guidate sul Cidneo.

di Beatrice Orini

La partenza della caccia al tesoro intitolata «Perdersi per ritrovarsi» dal piazzale della Locomotiva
Una domenica di festa e giochi in un Castello animato da esplorazioni e solidarietà. Ieri, tra le mura del Cidneo e il centro cittadino, si è svolto un ricco intreccio di iniziative per scoprire le bellezze segrete della fortezza bresciana, per divertirsi, per stare insieme. Protagonisti nonni e nipoti, ma anche famiglie, giovani e curiosi.

DA UNA PARTE «Perdersi per trovarsi», terza edizione della caccia al tesoro nel centro città, promossa dall'associazione Punto Missione. Dall'altra, visite guidate per scoprire i segreti del Castello. A guidare le esplorazioni l'Asb (Associazione speleologica bresciana), il Club fermodellistico e l'Unione astrofili bresciani. L'evento, proposto dall'associazione Castelli e ville aperti in Lombardia e patrocinato dal Comune, è stato offerto in occasione della Festa del nonno.
«Esploriamo il buio coi nonni» era il titolo della manifestazione che, gratuita per nonni e nipoti, ha coinvolto tutti in avventura e suspense: «Per invogliarli a tornare» afferma il membro dell'Asb Gian Pietro Marchesi, sottolineando la grande affluenza. «I giri, che abbiamo dovuto aumentare, sono tutti esauriti - dice -: è un'iniziativa che piace, diversa dalla solita routine, ed è un modo per usare il Castello in modo intelligente».

L'associazione, che offre tutti i sabati e domeniche visite su prenotazione, ieri ha condotto i bresciani e alcuni stranieri in una passeggiata tra torri e segrete di solito inaccessibili. Poi la visita con gli astrofili nella Specola cidnea - primo osservatorio astronomico pubblico in Italia -, al plastico ferroviario Villa d'Almè e a quello Cidneo, con i suoi 18 treni in movimento su 8 linee, un ampio scalo merci e un paesaggio molto curato. Spiega il presidente del Club fermodellistico Enrico Maggini: «Aderendo a quest'iniziativa, abbiamo voluto bissare la giornata "Un castello a 365°" del 30 agosto, che pur essendo d'estate ha avuto molto seguito. È un modo per rivitalizzare il Castello, illustrando alla cittadinanza anche la cultura del treno, dietro a cui c'è la modernità».

E la cittadinanza apprezza: «Bellissimo, mai vista una cosa del genere, anche se vado solo alle medie mi piacciono già le cose artistiche», scrive Alessandro sul quaderno all'ingresso. «Bello, ma un'ora è troppo poco», dichiara invece Roberto de Bonis alla fine della visita fatta con il piccolo Angelo, 7 anni: «A me è piaciuto tutto». Un giro «davvero carino, che mi è proprio piaciuto», dice la nonna Maria Stella Barili, insieme al nipotino Luca, che mostra la torcia e alla figlia che aggiunge: «Abitiamo a Bergamo ma siamo venuti perché Luca è innamorato del Castello».

MENTRE I GRUPPI passeggiano tra locomotive, passaggi sotterranei e momenti astronomici, il piazzale dalle ore 14 si popola di moltissimi studenti e qualche genitore, pronti per la caccia al tesoro di Punto Missione. Il ricavato è destinato al progetto Villaggio dei ragazzi «Fabio-Sergio-Guido» del Movimento ecclesiale carmelitano, che da tempo combatte il dramma dei bambini abbandonati e dei ragazzi di strada in Romania.

La «caccia», che inizia e finisce in Castello, corre per tre ore fra le vie del centro, con una quarantina di squadre (cinque persone ognuna). L'obiettivo è il tesoro. E i ricchi premi: 600 euro per la squadra vincente, 400 per la seconda e 200 per la terza, più premi a sorpresa, per sorteggio. «È una bella iniziativa anche perché movimenta la città, valorizza il centro e coinvolge i giovani», afferma Michele Bresciani, uno degli organizzatori.

Alla partenza, il clima è vivace e l'obiettivo, per tutti, uno solo: vincere. Per farlo, spiega Andrea Rossi «ci vogliono fiato, intelligenza, inventiva». E secondo gli studenti di medicina Francesco Felesi e Silvio Zanardelli, essere «una squadra molto unita e non mollare mai. Noi siamo lanciatissimi!». «Vogliamo vincere, eliminando il prossimo con ogni mezzo!», scherzano Dario Gasparotti e Davide Zubani, aggiungendo: «Vedere piazza Arnaldo senza le solite patologie è un'occasione unica!». E ancora: «Siamo qui perché ci divertiamo un sacco. E perché siamo fortissimi!», esclama Elia San Lorenzo. Lui e i suoi compagni di avventura si classificheranno terzi: «Le prove sono state divertenti e fuori dal comune e noi davvero bravi. Che prestazione!».

(Tratto da www.bresciaoggi.it)

 

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