“Dove opera più il potere che l’amore, si cercano i propri interessi e non quelli di Gesù Cristo, quindi ci si allontana facilmente dalla norma della legge divina... Ogni diritto si oppone a chi minaccia quanti vogliono vivere in pace: vi si oppone il diritto civile... e canonico..., il diritto naturale, cioè il principio: “Quello che vuoi per te, fallo all’altro”. Si oppone il diritto divino, in quanto... nell’enunciato “Non rubare” viene proibita ogni rapina e nell’enunciato “Non uccidere” ogni violenza” (Pawel Wlodkowic).
Le parole di Pawel Wlodkowic – citate da Giovanni Paolo II in uno dei primi pellegrinaggi apostolici in Polonia – descrivono perfettamente la drammatica situazione vissuta oggi in terra libanese. In Libano si continua a guerreggiare e a rallentare l’adempimento di una risoluzione politica (divenuta ormai urgentissima) che metta fine al vergognoso conflitto. In questi giorni abbiamo celebrato la Pasqua del Signore, il popolo libanese però (come tanti altri popoli in balia della guerra) porta ancora su di sé i segni di una “passione” inarrestabile! Durante la solenne celebrazione pasquale il card. Nasrallah Sfeir, patriarca maronita, ha ricordato i gravi problemi presenti nel Paese e le inevitabili conseguenze dettate dalla guerra (divisioni, sfaldamenti, conflitti, meschinità fra i politici): “La festa – afferma Mons. Sfeir – non si presta a gioia o allegria, se guardiamo in un modo solito o umano. […] Il valore della festa non sta nelle apparenze umane, ma nell’incontro con Dio e nell’impegno a vivere secondo la Sua volontà”; “In questi tempi funesti, - continua il Patriarca maronita – imploriamo l’aiuto del Signore al quale chiediamo con fervore di risparmiarci, in Libano, le catastrofi che temiamo e che dobbiamo evitare ad ogni costo. Ciò che vediamo ed ascoltiamo non fa presagire niente di buono. Le lingue si sono sciolte ed i discorsi non obbediscono più ad alcuna regola. Si proferiscono minacce apocalittiche e questo non è affatto rassicurante, per non dire che è sconcertante e spaventoso” (Asia News).
La dignità dell’uomo è offesa, non esiste più nessun diritto che tuteli la sua vita. Non si può far finta di non vedere! La Resurrezione di Cristo ci mette davanti ad una verità indiscutibile: l’amore verso il prossimo è un diritto sacrosanto per ogni uomo, “quell’amore del prossimo – affermava Giovanni Paolo II – nel quale si manifesta e si traduce l’amore di Dio che il Cristo ha proclamato come il suo comandamento. Ma è anche il comandamento che ogni uomo porta scritto nel suo cuore, scolpito dal suo stesso Creatore. Tale comandamento si concreta anche nel “rispetto dell’altro”, della sua personalità, della sua coscienza; si concreta nel “dialogo con l’altro”, nel saper ricercare e riconoscere quanto di buono e di positivo può esserci anche in chi ha idee diverse dalle nostre, anche in chi, in buona fede, sinceramente erra. Mai l’uno a spese dell’altro, a prezzo dell’asservimento dell’altro, a prezzo della conquista, dell’oltraggio, dello sfruttamento e della morte!”“Basta con le stragi, basta con le violenze, basta con l’odio” (Benedetto XVI).
Ancora una volta, con la preghiera per il Libano scritta da P. Elie Massaad, chiediamo al Signore la pace per il popolo libanese e per tutti i popoli che sono in guerra.
PREGHIERA A MARIA
"Ecco, come gli occhi dei servi alla mano dei loro padroni; come gli occhi
della schiava alla mano della sua padrona..." così i miei occhi sono rivolti
a te o Madre amabile, Madre mia e Regina dell'universo!
Madonna "bianca" la cui luce splende dall'alto del monte, Madonna del
Libano, volgi il tuo tenero sguardo sui tuoi figli che bramano tanto la pace
che non c'è! Vieni presto a visitare la nostra terra, vieni a sanare le sue
ferite, vieni a portare il lieto annunzio della vera gioia Gesù Cristo tuo
figlio!
Nella mia patria il "vino buono" è finito...e la "festa" interrotta...! O
"stella del mare", "Madre della speranza", nelle tue mani affidiamo questo
nostro popolo; compi, ti supplichiamo, il miracolo della pace, illumina il
cuore dei governanti perché cerchino con umiltà il bene comune anziché i
loro interessi personali, perché seminino la concordia anziché le contese e
le inimicizie! Santa Maria, Madre degli afflitti, insegnaci a mantenere viva
la fiamma della fede e accesa la luce della speranza; ridonaci la gioia e la
pace e veglia sul nostro cammino!
M.N.
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