“Io non mi preoccupavo affatto se ero guardata, ascoltavo con grande attenzione le prediche di cui tuttavia non capivo gran che; la prima che capii e che mi commosse profondamente, fu di Don Ducellier, sulla Passione: da allora capii tutte le altre” (Teresa di Lisieux). Talvolta si ascolta con poca devozione il racconto della Passione di Gesù, oppure si eccede nel devozionismo sentimentale e si rischia di trasformare tutto in un semplice raccontino spirituale. Oggi celebriamo la passione e la morte del Signore dove a tema c’è il mistero del male superato dal grande amore di Dio.
“Il male è la materia del grande amore di Dio”. Questo è il mistero del Venerdì Santo.
Pensiamo a tutto ciò che oggi potrebbe farci orrore. Quando leggiamo il male che accade nel mondo e si manifesta in tutta la sua drammaticità e ferocia, quando per esempio a farne le spese sono gli indifesi, o i bambini ci rendiamo conto di quanta cattiveria possa ancora esistere. Ebbene, quando diciamo che Gesù accetta di morire in croce non mettiamo in evidenza solo l’aspetto della sua disponibilità o bontà divina, Egli si fa responsabile di tutto il male che c’è nel mondo. Nella Croce tutte le atrocità e le perfidie del male gravavano su Gesù. Egli prende su di sé il peccato di tutti gli uomini, questa incredibile esperienza si documenta nel volto stesso di Cristo sfigurato dal peccato, privo di ogni bellezza come ci ricorda la Sacra Scrittura: «tanto era sfigurato per essere d'uomo il suo aspetto e diversa la sua forma da quella dei figli dell'uomo» (Is 52, 14).Sul Calvario c’erano tre croci: due rappresentavano il bene e il male e al centro di esse vi era la Croce di Cristo. Il buon ladrone poteva lasciarsi raggiungere dal bene, poteva persino esprimerlo chiedendo a Gesù di portarlo con sé in Cielo, perché Cristo nel medesimo istante guardava lui e l’altro ladrone e ne assumeva il peccato.
Nessun male può sfuggire alla croce di Cristo. Questo è il mistero del Venerdì Santo, il peggio (persino un Dio morto in Croce!) non è bastato a fermare l’amore smisurato di Dio. Nessun male è più grande dell’amore di Cristo.
(Palermo - Breve riflessione tratta dall’omelia di P. Antonio Sicari – Venerdi Santo 08, Celebrazione “in Passione Domini”)
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