di P. Antonio M. SICARI, ocd
Da sempre il Carmelo ha fondato la sua vocazione e la sua pedagogia su quella verità fondamentale con cui oggi si apre, per tutti gli uomini, il Catechismo della Chiesa Cattolica: «La ragione più alta della dignità umana consiste nella chiamata dell’uomo alla comunione con Dio. L’uomo è invitato al colloquio con Dio, fin dalla sua origine: egli infatti non esiste, se non perché – creato da Dio dalle viscere del Suo amore – da tale amore viene sempre mantenuto nell’esistenza; e non vive pienamente secondo verità, se non riconosce liberamente questo amore, e se non si affida al suo Creatore». Ed è proprio perché «molti nostri contemporanei non percepiscono affatto, o esplicitamente rigettano, questo intimo e vitale legame con Dio» che è diventato urgente annunciare a tutti gli uomini che la più alta esperienza cristiana (l’unione mistica, a cui tende irresistibilmente il cammino spirituale) corrisponde al come e al perché Dio ha creato il cuore di ogni uomo. Nel Carmelo si è chiamati a vivere nella felice persuasione che il cuore di ogni uomo (anche del più estraneo, del più perduto e del più malvagio) è stato fatto per lo stesso motivo per cui è stato fatto il cuore di Maria Santissima.
Comprendere ciò è forse la maniera più profonda e più vera di far rifiorire anche l’antica devozione a “Maria Carmelitana”: la Vergine tutta protesa a contemplare il Mistero che la inabita, la “Madre di tutti” protesa a rivestire e proteggere i figli di Dio.
Nella “terra del Carmelo”, la vita dev’essere amata, a partire da questo stupore, da questa gratitudine, da questa invincibile simpatia, da una speranza indomabile per l’uomo, per ogni uomo. In un mondo e in un’epoca che sembrano progressivamente intristire e nei quali, mancando Dio, tutto smette di essere dono e rischia di diventare produzione o pretesa (perfino un figlio!), noi vogliamo vivere l’affascinante avventura di sapere e far sapere – esperimentare ed annunciare – che tutti continuiamo ad esistere perché Dio ci “estrae” dal grembo del suo amore, ci genera continuamente con il suo amore, ci sostiene, ci alimenta, ci nutre ad ogni istante col suo amore, ci destina al suo amore. Appartenere ad una patria carmelitana vuol dire appartenere ad un luogo, ad un’amicizia, ad una comunità, ad un Movimento dove tutto ciò è continuamente messo a tema. A questo vogliamo educarci, questo vogliamo imparare, per questo vogliamo aiutarci, in questo modo vogliamo crescere e far crescere i nostri figli.
(Antonio Maria Sicari, Nella Terra del Carmelo, Pro manuscripto, Brescia 2006).
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