Il tanto atteso accordo tra le componenti politico-militari libanesi sembra essere stato raggiunto.“Domenica – riferisce l’agenzia stampa AsiaNews – il generale Michel Suleiman sarà eletto presidente del Libano: è il primo punto dell’accordo annunciato a Doha dai gruppi politici libanesi, al sesto giorno della loro riunione nella capitale del Qatar per trovare un’uscita alla crisi politica. Alla elezione di Suleiman seguiranno la formazione di un nuovo governo, nel quale la minoranza avrà 11 ministri, e quindi il “terzo di blocco” - ossia la possibilità di impedire qualsiasi decisione del governo - e l’emanazione di una nuova legge elettorale”.
E’ una notizia che viene subito accolta con entusiasmo dal popolo libanese e che speriamo possa realmente, e al più presto, tradursi in realtà.
La certezza di non essere mai stati lontani dallo sguardo amorevole di Cristo, la gioia per questo nuovo risvolto politico nella terra del Libano, l’amicizia e la preghiera verso la comunità del MEC libanese espresse da P. Antonio M. Sicari e da tutto il Movimento Ecclesiale Carmelitano, l’esperienza fruttuosa degli Esercizi Spirituali vissuta recentemente a Lignano sono raccontate nella lettera-testimonianza che Farah – un giovane universitario libanese che attualmente studia in Francia – invia alla nostra Redazione e che volentieri pubblichiamo.
La lettera è indirizzata a Luciano Consoli, il Segretario Generale del MEC, che ha visto nascere l’esperienza del Movimento in Libano, seguendola anche nei momenti più drammatici della guerra e che Farah stesso considera (lo si evince al termine della lettera) come un “padre”.
Salut Luciano,
Désolé pour tout ce retard mais je suis parti une semaine à Lourdes et je
suis retourné à Paris et j’ai tellement du travail que ça me déborde !
Je viens de lire la lettre de P. Antonio au MEC du Liban et je suis ému…
Finalement, on n’a plus qu’un seul espoir, qu’un seul refuge, qu’une seule
solution c’est notre Bon Dieu, notre sauveur, notre berger, notre
délivrance… Dieu a entendu nos prières, la crise du Liban est passée…
J’aime bien écrire un petit mot concernant l’exercice spirituel parce que c’
était un vrai resourcement pour moi, un motif, une force et un encouragement
pour la fondation du groupe à Paris… Et si je voudrais partager mon
expérience, je dirai :
« Il nous a appelé ‘amis’ », Il a partagé notre vie, nos faiblesses, nos
peurs, nos angoisses, nos inquiétudes, nos blessures mais Il a partagé aussi
notre joie, nos réussites, nos exploits, nos mariages, nos fêtes… Il a
partagé tout notre univers mais le plus important c’est qu’Il nous a invités
à partager le sien parce que c’est ça l’amitié, l’amitié - comme P. Antonio
a défini – est un échange d’amour et c’est plus fort que l’amour. Pour
devenir ami avec quelqu’un il faut entrer dans son univers et le laisser
entre dans le notre et c’est ce que Jésus a fait, il nous a montré tout ce
qu’il a reçu de son père, il nous a fait connaître le royaume des cieux et
nous a donné l’envie de la vivre… »
Dans cet exercice j’ai retrouvé des amis avec qui je peux partager ce sens
d’amitié profond, j’ai retrouvé des familles amies, des couples amis, des
pères amis et des laïques amis ; j’ai compris que ce village à Ligliano est
le village idéale pour notre monde et j’ai décidé de transmettre ce mode de
vie à mon entourage…
Pauvreté, obéissance et virginité sont des réponses a l’amour du Christ, l’
échange du quel nous avons parlé se traduit par ces trois mots qui peuvent
définir la vie d’un Chrétien…
L’amour, la liberté et la joie sont les morales internationales que donnent
notre monde pour le bien être de la personne. Le chrétienne n’est pas contre
ces valeurs, lui-même les cherche et c’est normal, mais être Chrétien
signifie de donner vie à ces valeurs, vivre ces valeurs dans leurs
profondeurs est la vocation d’un Chrétien et c’est de cette manière que ces
valeurs deviennent des valeurs durables et non instantanées comme le monde
les présente… En fin la vraie vocation est de chercher et de demander le Bon
Dieu qu’est ce qu’il veut de nous et d’attendre sa réponse…
J’ai trouvé ma vocation ! Ma vocation c’est de répondre à ces appels d’
Amour, d’accepter l’amitié de Dieu, de tout vivre profondément même les
choses les plus simples dans la vie…
Ma vocation est de devenir saint et pauvreté, obéissance et virginité sont
des opportunité de le devenir… Ma vocation est de devenir saint, un ami de
Dieu, c’est sa volonté car « Il nous a appelé ‘amis’ ».
Luciano, remercions ensemble Dieu pour tous ces œuvres…
Merci à toi aussi Papà, prends soin de toi et salue-moi tout le monde,
Je t’embrasse fort,
Ton fils,
Farah
(Traduzione)
Ciao Luciano,
mi dispiace se scrivo con ritardo, ho trascorso una settimana a Lourdes, poi sono ritornato a Parigi e ho sempre tanto lavoro da fare che mi sovrasta!
Ho appena letto la lettera di P. Antonio al MEC del Libano e sono commosso… Finalmente, non abbiamo che una sola speranza, un solo rifugio, una sola soluzione: il nostro Buon Dio, il nostro salvatore, il nostro pastore. Dio ha ascoltato le nostre preghiere, la crisi del Libano è passata…
Desidero dire qualcosa a proposito degli Esercizi Spirituali del MEC, perché sono stati per me un vero ristoro, un motivo, una forza ed un incoraggiamento per la fondazione del gruppo a Parigi.
Gesù “ci ha chiamati amici”, ha condiviso la nostra vita, le nostre debolezze, le nostre paure, le nostre angosce, le nostre inquietudini, le nostre ferite… ma ha condiviso anche la nostra gioia, le nostre riuscite, i nostri matrimoni, le nostre feste… ha condiviso tutto il nostro mondo, ma la cosa più importante è che ci ha invitati a condividere la sua amicizia.
L'amicizia - come P. Antonio ha detto - è un scambio di amore. Per diventare amico con qualcuno bisogna entrare nel suo mondo e lasciare entrare lui nel nostro; ed è ciò che Gesù ha fatto con noi, ci ha mostrato tutto quello che ha ricevuto dal Padre, ci ha fatto conoscere il Regno dei Cieli donandoci il desiderio di viverlo.
In questi Esercizi Spirituali ho ritrovato tanti amici con cui posso condividere il senso di questa amicizia profonda, ho ritrovato delle famiglie amiche, dei sacerdoti e dei laici amici; ho compreso che questa esperienza a Lignano è l’ideale per noi, ed io ho deciso di trasmettere questo modo di vita nel mio ambiente…
Povertà, obbedienza e verginità sono le risposte all’amore di Cristo, lo scambio d’amore di cui abbiamo parlato deve tradursi in queste tre parole che possono definire la vita di un cristiano.
L'amore, la libertà e la gioia sono valori internazionali, presenti nel nostro mondo per il benessere della persona. Il Cristianesimo non è contro questi valori, ma essere cristiano significa dare vita a tali valori, viverli nella loro profondità; è la vocazione del cristiano ed è così che questi valori diventano dei valori duraturi e non momentanei come il mondo li presenta. Infine la vera vocazione è quella di cercare e di chiedere al Buon Dio che cosa vuole da noi e di aspettare la sua risposta…
Ho trovato la mia vocazione! La mia vocazione è di rispondere a questi richiami d 'Amore, di accettare l'amicizia di Dio, di vivere tutto profondamente anche le cose più semplici della vita…
La mia vocazione è di diventare santo! Povertà, obbedienza e verginità sono l'opportunità per diventare santo. La mia vocazione è quella di diventare santo, un amico di Dio… è la sua volontà perché “ci ha chiamati amici”.
Luciano, ringraziamo insieme Dio per tutte queste opere.
Grazie anche a te “papà”, prenditi cura di te e salutami tutti
Ti bacio forte,
Tuo figlio,
Farah
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