L’inarrestabile sequenza di violenze e morte di queste ultime ore, riporta in Libano lo spettro della guerra civile. I miliziani di Hezbollah, armati fino ai denti, hanno ripreso il controllo dei quartieri occidentali di Beirut. Porto e aeroporto sono stati immediatamente chiusi e le principali vie di comunicazione autostradali presidiate dai miliziani. Nei supermercati – presi d’assalto dai cittadini – cominciano a scarseggiare le scorte alimentari, difficile prevedere un immediato rifornimento.
La maggioranza, schierata in appoggio al governo del premier Fuad Sinora, parla di un vero e proprio “colpo di stato” di Hezbollah. Intanto si contano 18 morti e 33 feriti. Gli Stati Uniti chiedono a Siria e Iran (alleati di Hezbollah) di interrompere qualsiasi tipo di sostegno a sfavore del Libano.
Non c’è più un dialogo capace di placare gli animi e di condurre i vari schieramenti politici verso una risoluzione pacifica (basti pensare le diciotto volte in cui la riunione del parlamento per l’elezione del nuovo presidente libanese è stata rinviata!), ormai si parla solo a suon di bombe e attentati!
Noi forse non immaginiamo fino in fondo che cosa possa voler dire per i nostri amici, in Libano, convivere con il dramma della guerra. La fatica di insegnare ai propri figli a non odiare il nemico, così come Gesù ci ha insegnato; la forza di andare avanti nonostante gli stenti economici prodotti dalla guerra e il dover sempre sbancare le macerie delle proprie abitazioni… per ricostruire una nuova casa; vivere l’oggi (lo leggerete nella lettera) come se dovessimo morire domani e lavorare per domani come se dovessimo vivere per l’infinito. Tutto questo è un esercizio di fede, un notevole e faticoso esercizio di fede e di amore verso Dio. Sappiamo che la Comunità MEC libanese “NONOSTANTE TUTTO” si incontra ogni sera alle 19,30 per pregare insieme e invocare la PACE per il Libano. Anche noi ci uniamo a questa preghiera.
M.N.
Chi desidera esprimere la propria amicizia e vicinanza agli amici della Comunità libanese può utilizzare i seguenti indirizzi di posta elettronica:
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LETTERA Di Elian
Cher P. Antonio chers amis au conseil général
Je vous écrit ces quelques lignes pour vous souhaiter un bon travail et pour prier le Seigneur d’envoyer son Esprit Saint pour vous accompagner toujours et vous diriger pour le bien et le futur de notre mouvement, la famille des familles, et en effet pour le bien de l’église en générale.
Les exercices à Lignage étaient formidables, au moins pour moi et Claudette, ça nous a permit de sortir un peu du cercle vicieux dans lequel nous vivons, et de pouvoir voir les choses plus clairement.
Nous sommes retournés ici munis d’une force et une décision très importantes, j’ai commencé subitement à transmettre à la communauté qu’est ce que ça veut dire « ci ha chiamati Amici ».
Quant aux membres de notre conseil, qui souffrent d’une fatigue incomparable, et d’une anxiété qui leur surmenage, ils avaient vraiment besoin d’écouter les paroles de P. Antonio sur « le commandement, conseil, amitié et amour » surtout que certains parmi eux avaient plus ou moins céder les mains en disant « on ne peut plus continuer ». Nous avons fait deux réunions pour le conseil, mardi et mercredi, nous sommes entrain de préparer pour le Kermesse qui doit avoir lieu le 24-25 Mai, et auquel serait une bonne idée si Luciano pourra participer si les circonstances le permettent.
Mais je clôture cette petite lettre en vous racontant que la situation ces derniers jour est vraiment très grave, des manifestations et des problèmes, l’aéroport est fermé, on s’attend à pas mal de surprises, mais malgré tout ça on répète toujours la phrase qui dit « nous vivons aujourd’hui comme si nous mourrons demain, et nous travaillons pour demain comme si nous vivons pour l’infini »
Votre amour, et vos prières nous soutiennent toujours. Union de prière.
Elian HAGE
08/05/2008
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