Brescia: testimonianza incontro culturale con Bernardo Cervellera
di Giulia Dordoni
Una sala riempita di volti, di domande, di esperienza vissuta in prima persona: una sala riempita di verità. L’Auditorium Mons. Capretti dell’Istituto Artigianelli era pieno mercoledì sera, non soltanto di persone, ma di menti che hanno provato a ragionare insieme su una delle tematiche più attuali d’oggi: la persecuzione dei Cristiani nel mondo.
Il professor Bernardo Cervellera ci ha presi per mano e condotti dentro questo difficile e per certi versi scottante argomento, con la delicatezza di chi non è soltanto uno dei massimi esperti in materia, missionario del PIME, direttore di Asia News (solo per citare alcuni dei suoi principali impegni), ma anche un padre che ha visto ciò che può accadere ai suoi figli.
La persecuzione è il nemico della pace; da questo punto ha preso forma l’intervento, ponendo l’attenzione su due aspetti a causa dei quali la persecuzione si realizza.
Il primo aspetto è il fondamentalismo, che lacera da tempo l’equilibrio dei paesi del Medio Oriente. Basti pensare all’attentato alla Chiesa Nostra Signora della Salvezza a Bagdad, durato più di cinque ore, in cui è avvenuto un vero e proprio salto di qualità, come sottolineava il direttore di Asia News, nel modo di uccidere i cristiani: i kamikaze, di tredici e quattordici anni, sono penetrati durante il culto, hanno ucciso donne e bambini, con la crudeltà e la freddezza di chi vuole ammazzare un’ idea. I cristiani sono dunque un obbiettivo legittimo in Medio Oriente, poiché inquinano la cultura araba e mussulmana con jeans e smalto per le unghie. Proprio da quest’ultimo nodo deve partire, nonostante tutto, l’impegno dei cristiani per l’Islam: testimoniare la possibilità di una vera fede nella modernità.
Il secondo aspetto è il laicismo, atteggiamento che emargina la religione dalla sua influenza sulla società, catalogandola come inutile. Il più grande paese rappresentante di questa tendenza è, come ha spiegato il professor Cervellera, la Cina. In questo stato la religione si può manifestare soltanto nel culto, non interferendo in alcun modo con la sfera pubblica. Questa linea di comportamento da parte dello Stato cela in realtà uno scopo ben preciso: quello di eliminare la dimensione spirituale delle persone, per renderle oggetti. Per contro, questo atteggiamento ha portato anche molta curiosità per la religione cristiana; tanto più c’è materialismo e persecuzione, tanto più c’è interesse per la fede. In Cina infatti si riscontrano più di centocinquantamila battesimi di adulti all’anno; “Il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani”.
Il mondo non può stare in silenzio di fronte a tutto questo. Di fronte ad una situazione che deve riguardare tutti i cristiani, non solo quelli che sono chiamati a vivere la persecuzione in prima persona. Troppo spesso fatti così intensi, così gravi, ci scivolano addosso, trasportati da una totale indifferenza, sintomo di debolezza e pigrizia. Scoppiano bombe fuori dal nostro giardino e noi, distratti, continuiamo a lavorare, a studiare, a divertirci; il male è fuori e non ci riguarda. Solo la consapevolezza che invece il male riguarda tutti, che il male riguarda l’uomo potremo dare un aiuto concreto, potremo essere quella differenza di cui la società dell’omologazione ha così tanto bisogno.
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