La preghiera del mattino e della sera. Una volta era una cosa che sapevo di dover fare. Un po’ come uno sa che deve andare a messa. Belle quelle parole, che ti dicono qualcosa per la vita, che ti spiegano una cosa, che ti aiutano per un problema, ricordandoti il Suo amore. Ma solo questo. E il tempo non lo trovavo quasi mai. Sempre troppe cose più urgenti da svolgere.

Adesso è cambiato tutto.

Pregare per amare il Signore ed esserne amati è quindi un grande misterioso appuntamento con tutta la Chiesa, che nello stesso momento, con la stessa intensità Lo ama e riceve il Suo amore. La Chiesa sulla terra e la Chiesa in cielo, nel tempo e nell’eternità. Come mancare a questo appuntamento? Con tutta la Chiesa che chiede, che soffre, che gioisce, che ringrazia. Un appuntamento che può cambiare il destino di chi non Lo conosce, di chi non ricambia questo amore, di chi sta odiando, uccidendo o uccidendosi, di chi sta morendo, di chi si pensa solo. Un minuscolo dettaglio della realtà o un piccolo incontro, in un attimo possono aprire un varco nel cuore. Dire un salmo con il cuore può evitare una guerra. Allora poche cose ci sembrano più urgenti. Naturalmente se mio figlio o un amico o un impegno preso necessariamente a quell’ora  non mi consentono materialmente di essere lì a pregare, poco male. Persino in differita si può avere lo stesso quella contemporaneità, per il misterioso (ma reale!) intreccio fra il tempo e l’eternità.

Sempre in tema.

Ieri sono andata alla festa di fine anno scolastico con mio figlio Simone. Uno di quei supplizi che fai solo per amore di tuo figlio. Tre ore di frastuono infernale con le pastiglie per il mal di testa nella borsa. Si parla con le maestre dell’anno passato e di quello futuro, si chiacchiera con le mamme di tante cose, ma per lo più il tempo lo si deve dedicare allo sguardo vigile su di loro. Perché c’è quello che piange per un capriccio, quelli che se non li dividi si ammazzano, quelli che sbattono correndo, quella che si siede sola e triste nell’angolino, quello che vuole ancora il gelato anche se è finito! E in tutto questo un sacco di tempi morti, solo a guardare vigili. Perché tre ore sono tre ore… E allora bisogna approfittare di un’occasione unica, che forse non si ripresenterà più. Pregare per i compagnetti di mio figlio, quando sarò a casa, o pregare in gruppo per loro è troppo astratto. Poi non si fa, è ovvio. Ma invece pregare guardando quella bella bambina occhi azzurri e capelli biondi, di cui mio figlio è innamorato o per quel monello che tira calci potenti… o per quello che si sta ingozzando di patatine. E’ così semplice, anche solo guardandoli, raccomandarglieli, chiederGli che nella vita Lo scoprano e ricambino il Suo amore qui sulla terra e poi in cielo. Un’occasione unica per farlo, da non perdere.

E poi un discorso proprio egoistico. Almeno così alle feste di mio figlio a fine anno ci vado volentieri!!!

Paola Zucca

 

 


 

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