Bruxelles: aperta da mons. Leonard la "Settimana" dei Carmelitani

"Rendere la casa bella come una chiesa e la Chiesa familiare come una casa". È uno dei temi conduttori della mostra "La vita è amore", dedicata a santa Teresa di Lisieux, esposta nella bella chiesa che si affaccia sulla Avenue de la Toison d'Or, non lontano dal "quartiere europeo" a Bruxelles. Un tempio cui si accosta il convento dei padri Carmelitani, il cui priore, padre Angelo Lanfranchi, traccia con Gianni Borsa per SIR Europa un bilancio della Settimana della famiglia, appena conclusa.

Tra la fine settembre e l'inizio di ottobre la vostra comunità ha proposto numerosi momenti di preghiera, oasi di silenzio, incontri formativi sul valore della famiglia, atelier per i bambini e i genitori, visite guidate alla mostra su Teresina. Come è nata questa idea?
"L'idea è sorta dopo una visita a Lisieux, città di santa Teresa del Bambin Gesù, e dalla possibilità di ospitare le reliquie dei suoi genitori, Louis e Zélie Martin, beatificati nel 2008. In un'epoca in cui occorre tornare a riflettere sul valore della famiglia, sulla sacralità del matrimonio, sull'amore che dovrebbe profondamente segnare le relazioni tra coniugi e tra genitori e figli, abbiamo pensato di farci aiutare da questo splendido esempio di famiglia cristiana. Louis e Zélie, con i loro figli (dei 9 nati sopravvissero solo 5 figlie - ndr.), sono il segno di un amore infinito, prezioso. La famiglia Martin, della borghesia francese della seconda metà dell'Ottocento, incarnava nella vita di ogni giorno i segni della donazione reciproca, della santificazione dei rapporti tra gli sposi, della responsabilità dell'educazione dei figli".

Una "santità feriale" diremmo oggi…
"Esattamente. La storia ci consegna la vicenda di una famiglia molto unita, che affronta le gioie e anche le difficoltà quotidiane con un riferimento fisso al Signore. La cura della casa, l'attività professionale, la scuola, i rapporti con i vicini, la preghiera: sono momenti diversi che hanno come filo conduttore la fedeltà al vangelo e una voglia tenace di santità. In questo senso i genitori di santa Teresa, beatificati insieme da papa Benedetto XVI, rappresentano una luce anche per i giorni nostri. Non sono cristiani relegati nella sacrestia, ma si impegnano a vivere la loro fede nel mondo".

Negli scritti di Teresa di Lisieux, carmelitana, morta a soli 24 anni, proclamata santa nel 1925 e poi indicata come patrona di tutte le missioni cattoliche (1927) e Dottore della Chiesa (1997), leggiamo: "Ho avuto la felicità di appartenere a genitori incomparabili… Dio mi ha fatto nascere in una terra santa". La santità di mamma e papà era dunque già chiara agli occhi della figlia?
"La famiglia Martin è inserita in un tempo travagliato, non meno di oggi, sul piano sociale e culturale. La Chiesa stessa attraversava grandi sfide. Ma l'amore che si respira tra le mura domestiche, il fortissimo legame tra i coniugi e la dedizione totale di questi verso i figli, traspare in ogni momento. La maternità, la paternità e la filialità sono espressione di una schietta e semplice ricerca di Dio. La fede è 'totalità' in questa famiglia. È uno dei temi emersi dalla Settimana che abbiamo promosso e in tale direzione sono indicative le parole dell'arcivescovo di Malines-Bruxelles, mons. André-Joseph Léonard, che ha celebrato la messa d'apertura. Il vescovo ha richiamato l'immenso bisogno, attorno alla famiglia, di chiarezza e di luce. Ha invitato a custodirla, a sostenerne la vocazione e la missione, nonché il suo ruolo sociale. C'è bisogno - ha detto mons. Léonard - di un grande sì alla famiglia".

La comunità e il carisma carmelitani sono presenti in Belgio dal 1610. Anche la Settimana della famiglia si inseriva tra le iniziative intese a ricordare i 400 anni di missione. E passando davanti al convento si notano dei lavori in corso... Quale significato ha la cura del tempio?
"Abbiamo pensato che, proprio in occasione del quattrocentesimo di presenza qui a Bruxelles, la cura della 'chiesa di mattoni' potesse idealmente rimandare alla cura e alla edificazione della 'Chiesa interiore', come comunità che cammina in Dio e verso Dio. La passione missionaria ha bisogno di essere sempre rinsaldata e alimentata dalla preghiera e dalla Parola, per sfociare nella carità e nella costruzione della città degli uomini".

I "Vespri del Carmelo" per i 400 anni in Belgio

Nel convento dei Carmelitani scalzi di Bruxelles vivono cinque frati. Dopo aver proposto, in collaborazione con il Movimento Ecclesiale Carmelitano, la "Settimana della famiglia", la comunità si appresta a chiudere le celebrazioni per i 400 anni di presenza in Belgio. "Sono quattro secoli che in questa terra aleggia lo spirito di santa Teresa", spiega il priore. E aggiunge: "Noi, oggi, ne siamo una povera ma gioiosa testimonianza". Il 14 ottobre è previsto un concerto sotto l'alto patronato della regina del Belgio ("Vespri del Carmelo", di Georg Friderich Haendel), eseguito dal Coro da Camera di Namur e dall'orchestra "Les Agrémens" (www.carmesbruxelles.be).

(Tratto dal Servizio Informazione Religiosa)

 

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