
RECENSIONE
di P. Aldo CAZZAGO o.c.d.
M. Mokrzycki – B. Grysiak, I martedì di Karol. La vita quotidiana di Giovanni Paolo II, San Paolo, Cinisello Balsamo (Mi) 2009, pp. 227.
Chi era veramente Giovanni Paolo II? Che carattere aveva? Come viveva gli avvenimenti piccoli e grandi che hanno segnato il suo lungo pontificato? Come era quando pregava? Come reagivano i grandi della terra quando lo incontravano? Come sono stati gli ultimi giorni della sua vita? A queste domande e a molte altre il lettore troverà risposta leggendo l’interessante intervista al secondo segretario personale di Giovanni Paolo II Mieczysław Mokrzycki, ora arcivescovo per i cattolici latini di Leopoli (Ucraina), che le edizioni San Paolo hanno appena mandato in libreria.
«Se chiudo gli occhi, lo vedo indossare la mantella e andare deciso verso la terrazza. Lo vedo mentre, in raccoglimento, recita il rosario, mentre, di notte, legge alla scrivania della camera da letto, mentre passeggiamo nei giardini di Castel Gandolfo…». Chi non avrebbe voluto vivere la stessa esperienza? Chi una volta almeno non ha desiderato passare qualche ora con il pontefice o consumare colui un semplice pasto o poterlo accompagnare in una delle tante gite fuori Roma che erano programmate per il giorno di martedì? Cosa accadeva in queste circostanze ce lo racconta ora il suo segretario.
Quando gli invitati a pranzo erano polacchi e magari vecchi amici del pontefice, l’allegria diventava incontenibile. Negli appartamenti papali, Natale e Pasqua erano vissuti in una atmosfera polacca, sia per il clima spirituale che per i risvolti tradizionali, come ad esempio i canti: «Al Santo Padre piaceva molto cantare, soprattutto i canti di Natale. Cantava ad alta voce e vedevamo che era molto contento».
Anche nei viaggi del papa poteva accadere qualche inconveniente. In occasione di quello in Terra Santa per una dimenticanza, dopo la visita al Santo Sepolcro, non venne prevista quella al Golgota. Quando il papa se ne accorse disse: «Io non posso tornare a casa, finché non ci andrò». Nonostante le difficoltà organizzative e la scomodità del luogo, raggiungibile solo dopo la salita di una ripida scala, la visita alla fine si fece.
Mokrzycky racconta dei particolari inediti sugli incontri tra il pontefice e alcuni capi di Stato. Al generale Jaruzelski che lo incontrava per la prima volta tremarono così fortemente le gambe che si pensò non arrivasse al termine del suo discorso. Fidel Castro dimostrò al pontefice di conoscere molto bene i suoi scritti. Tutti ne furono sorpresi. «Era perfino difficile a credersi», commenta il segretario. Per il pontefice grande fu il dispiacere per non essersi potuto recare in Cina e in Russia.
Giovanni Paolo II era un uomo immerso nella preghiera, «respirava come pregava»: «La preghiera era la sua natura, la sua quotidianità. Il Santo Padre era un mistico. Quando al mattino arrivavamo per la messa insieme agli ospiti, trovavamo il Santo Padre in ginocchio sull’inginocchiatoio. Dal Santo Padre si irradiava una forza, si irradiava la santità».
Un libro da leggere per conoscere meglio il volto meno noto di questo grande testimone di Cristo.
(Tratto da Dialoghi Carmelitani)
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