Un breve passaggio dell’omelia pronunciata da Don Dario De Stefano durante i funerali di Sarah Scazzi, svoltisi in questi giorni ad Avetrana (Taranto), segnalataci da P. Ermanno.

“Solo quando il dolore è condiviso, quando siamo capaci di portare gli uni i pesi degli altri, quando decidiamo di non vivere ripiegati su noi stessi, solo allora può nascere la speranza di un mondo nuovo. Gesù, Figlio di Dio, venuto nel mondo, crocifisso per amore degli uomini, morto e risorto ci insegna proprio questo: non c’è amore più grande che dare la vita. La grande vocazione dell’uomo è l’amore, un amore, però, che ha sempre bisogno di crescere nella misura di Dio e di purificarsi dalle scorie dell’egoismo umano; solo nel dono sincero di noi stessi agli altri c’è la verità più autentica sull’uomo.

Siamo qui per dire anche il nostro bisogno di Dio: sappiamo che senza di lui non possiamo far nulla (cf. Gv 15,5) e spesso rischiamo di vivere nello smarrimento e nell’errore, di sentirci forti quando in realtà siamo deboli, di perdere di vista il senso autentico della vita per vivere nei nostri egoismi, di nasconderci dietro scelte che annullano noi stessi e gli altri. Se il mondo non ritornerà a Dio non ci potrà essere futuro. Dove andremo senza Dio? Accogliamo, perciò, l’invito di Gesù, lasciamoci attrarre da Lui: “Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò; prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me che sono mite ed umile di cuore e troverete ristoro per le vostre anime” (Mt 11,28). Troveremo la pace solo se incontreremo veramente Dio; siamo qui infine perché sentiamo tutti di avere una grande responsabilità nei confronti dei nostri ragazzi e dei nostri giovani, che si esprime nel nostro impegno di custodirli, accompagnarli e orientarli nell’arduo ma entusiasmante cammino di crescita perché possano compiere scelte che diano senso alla vita. Non dobbiamo aver paura di incontrali nel loro vissuto quotidiano perché solo così potremo capire i loro sogni, le loro fragilità e le loro paure; cerchiamo con ciascuno un dialogo paziente e ricco di saggezza, che li faccia sentire amati; aiutiamoli a comprendere ciò che veramente vale nella vita, ma soprattutto impegniamoci, in un mondo che vive la crisi dei modelli o li costruisce erroneamente, a diventare testimoni della bellezza della vita, del senso autentico della gioia, della condivisione, dell’amore e della solidarietà, del rispetto delle cose e soprattutto del rispetto della dignità degli altri, di ogni uomo, che è mio fratello. Non è vero che sono vuoti, sono solo fragili e spesso non hanno la forza per far emergere tutta la ricchezza di cui sono portatori. Cari giovani, non abbiate paura di raccontare le vostre difficoltà, i vostri dubbi, i vostri desideri a chi vi ama veramente e può donarvi un consiglio, può indicarvi una strada sicura e ridonarvi il coraggio di lottare per un mondo migliore. Non chiudetevi nella vostra solitudine che può diventare oscurità, pericolo e angoscia. Ognuno di noi ha bisogno degli altri per imparare a camminare sulle strade della vita, a rialzarsi quando cade, a cercare la meta quando tutto sembra confuso”.

Qui per ascoltare tutta l’omelia.



Devolvi il 5 per mille alle missioni del MEC

Condividi su FaceBook

 

 

MECTV - Il canale Youtube dedicato al Movimento Ecclesiale Carmelitano

You must have Flash Player installed in order to see this player.