Da Lignano Sabbiadoro dove si stanno svolgendo gli esercizi spirituali del Movimento. 

Padre Antonio Sicari agli Esercizi Spirituali del M.E.C. 2006Nella terra del Carmelo l’esistenza è un dono.
In un rapporto d’amore, tutto ciò che esiste è dono.
A ogni dono corrisponde un compito, un lavoro, perché un dono non può essere sciupato ma deve essere valorizzato e portare frutto.

Il primo dono è la tua vita.
Il lavoro che questo dono implica è la vocazione. Vocazione è rispondere alla domanda: «Che cosa può fare Dio con il dono che io sono?».

Ogni età della vita è utile per rispondere a questa domanda.

“O Signore mio Dio,
dammi tutto ciò che conduce a Te.

O Signore mio Dio,
prendimi tutto ciò
che distoglie da Te.

O Signore mio Dio,
strappami anche a me stesso,
e dammi tutto a Te”

S. Nicola di Fluë



Comunione, Alleanza e Felicità

Il palco degli esercizi 2006Dio ci ha destinati gli uni agli altri.
All’origine della nostra esistenza c’è la più esigente esperienza di unità: quella del bambino dentro la madre. È un simbolo di come è fatta la vita.
Il dono più grande che si può fare a un altro essere umano: unità, fedeltà, indissolubilità
Quando le nostre relazioni ci coinvolgono intensamente e quando tutte le cose della vita vissute in rapporto con Dio realizziamo l’Alleanza con Lui: diventiamo suo popolo.
Bisogna far diventare il mondo sempre più degno del nostro rapporto con Dio, a livello del cuore dell’uomo e nel cuore della nostra relazione e delle nostre cose.
La felicità non la si ottiene andando affannosamente alla sua ricerca, ma viene come una sorpresa mentre si è occupati a far felici gli altri.
Siamo chiamati alla felicità perché la grazia destinata a ciascuno di noi è più di quanto il nostro cuore ne possa desiderare.
La felicità è Qualcuno. Il frutto della storia è Dio. Il lavoro per essere felici si chiama santità.
La vera mistica non è altro che fare in maniera straordinaria le cose ordinarie. La vera mistica è lavorare per fare il pane in modo che possa servire anche per l’Eucaristia.
Lavora pensando che lavori per Dio e non per l’uomo. A Dio non serve che tu guadagni dei soldi in questo mondo. I soldi rimangono qui. A Lui occorre che tu non rimanga in ozio e lavori… Il lavoro è una cosa sacra.

 

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