Una scommessa! Come costruire concretamente una vera amicizia cristiana tra persone che quotidianamente vivono, lavorano, lontane le une dalle altre, lontane 200, 300 Km, ma che partecipano alla vita dello stesso Movimento, nella stessa regione? Costruendo fatti d’amicizia reali.
Per fare un esempio, tra amici non si può una volta soltanto dirsi «Ok sei mio amico!», come tra sposi «Beh lo sai che ti voglio bene, a che serve ridirlo». Sono piuttosto indispensabili, nell’uno e nell’altro caso, la garanzia e la tenerezza della costante conferma. Nulla è scontato. Si diventa concretamente sempre più amici con persone che si impara a conoscere, con cui ci si confronta, alle quali si dedica del tempo.
Ecco perché stiamo cercando - all’inizio con fatica, adesso con entusiasmo e con buona volontà da parte di tutti - di realizzare un forte legame tra i responsabili delle comunità e dei gruppetti di Scuola di Cristianesimo del Movimento Ecclesiale Carmelitano della Sicilia, da Castellammare a Catania, affinché si possa dire anche di noi sono un cuor solo ed un’anima sola.
È un lavoro che richiede dedizione? Non solo, è principalmente una festa. Ci siamo detti: abbiamo ricevuto in dono il movimento. In esso tutti ci siamo assunti un compito. Non ci rimane che vivere tra noi la festa della nostra amicizia.
Da qui il senso di una giornata di comunione che risulti bella: una meditazione espressa non dalle parole ma dal nostro stare in reciproca compagnia. Cosa fare? Una gita? Un incontro? Un momento culturale? E perché non tutto quanto insieme?
Per grazia di Dio la nostra bella Isola ci offre mille possibilità per coniare una giornata di vacanza con la visita ad un luogo ricco d’arte e circondato da una splendida natura. E…guarda la cartina, fai i conti con il chilometraggio, mantieniti come possibile al centro tra le due città più lontane e ti ritrovi sulle Madonie.
A 1200 metri d’altezza poi c’è proprio Petralia Soprana, il paese natale del nostro amico Antonio, che abbraccia immediatamente l’idea di una escursione in questa città ed organizza la scansione di una giornata da trascorrere insieme. Sorpresa, sessanta persone circa tra adulti e bambini.
L’1 novembre, dunque ci ritroviamo in piazza duomo, il tempo è splendido e lo sguardo può godere della vista delle Madonie e può andare oltre, fino a scorgere l’Etna. Fantastico!
Quindi inizia la Santa Messa, animata dal coro improvvisato dai nostri direttori di coro. Spiegazione tutta carmelitana del nome Petralia, pietra di Elia, da parte del celebrante e, particolare, paterna e affettuosa sua benedizione.
Segue la visita alle splendide chiese, curatissime grazie alla generosità degli abitanti. La chiesa di Santa Maria di Loreto costruita su un costone roccioso da cui si domina tutta la vallata, con, all’interno, la Madonna del Gagini, posta sull’altare maggiore. La chiesa del SS Salvatore, probabilmente una moschea successivamente trasformata,ecc.
È ora di pranzo. Raggiungiamo l’istituto delle Suore Collegine. Grazie alla loro ospitalità abbiamo a disposizione anche uno spazio con giochi adatti ai più piccoli. Stare insieme a tavola è la festa più grande: tutto è in comune, si assaggia ora questa ora quella pietanza, sempre sovrabbondante, e si chiacchiera, ci si conosce un po’ di più.
Al termine, uno scambio veloce di esperienze e di avvisi e si fissa la data del prossimo incontro.
Cari amici con cui abbiamo condiviso questo momento, a ciascuno personalmente: grazie, grazie! La nostra storia è splendida ed una amicizia grande, allarga il cuore. In un mondo cristiano abbiamo bisogno di gioia, di tanta gioia, per essere migliori!
Antonella Scarpaci
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