di Lella Tomasini

Mancano pochi giorni all'inizio dell'avvenimento più significativo della vita del nostro Movimento: gli Esercizi Spirituali di Lignano.
Abbiamo bisogno di silenzio, per stare davanti al Signore con il cuore aperto.
Abbiamo bisogno di meditazione, per fare spazio nella mente all'Unico veramente degno di occupare tutta la nostra attenzione.
Abbiamo bisogno di misericordia, della Sua grande Misericordia, per abbracciare il mare di dolore che ha attraversato la nostra terra in questi ultimi giorni.
Abbiamo bisogno di amici che ci portino in modo convincente davanti a Lui alla sua presenza nell'eucaristia, nella preghiera e nel canto.

Ognuno di noi metta a disposizione le sue capacità e la sua generosità, perché tutti possano godere dell'esperienza cristiana: essere un cuor solo ed un'anima sola, il cuore di Cristo "trapiantato" in ciascuno di noi.
Come?
Le modalità sono infinite: prima fra tutte la disponibilità a lasciarsi cambiare il cuore, ma anche altre piccolissime e necessarissime attenzioni, come l'offerta di un'obbedienza serena alla struttura delle giornate che troveremo già organizzate, o la volontà di essere fedeli al silenzio che ci verrà chiesto in orari precisi, o di ricordarsi di portare libretto delle preghiere e Bibbia, o la decisione di assecondare senza mezzi termini le indicazioni della segreteria con cuore lieto, e di accettare una formazione delle stanze da letto o dei luoghi di riposo-lavoro (nata per motivi sempre razionali anche se a noi sconosciuti...) fino all'offerta del proprio tempo per allestire e poi smontare le attrezzature del salone (rivolgiti in segreteria nazionale o al tuo responsabile), per aiutare nelle segreterie e, infine, per cantare. Tutti quelli che cantano nei cori delle loro comunità sono caldamente invitati ad arricchire il grande coro - esperienza sempre molto entusiasmante! - con o senza amici del coro di provenienza, basta presentarsi la prima sera a chi dirige ed è fatta!

Intanto ascoltiamo Madeleine Delbrêl:

"Pregare sul serio non significa riposarsi su un libro o pensare vagamente a Dio. Pregare è una fatica immensa, dura, che pone in opera tutto il nostro essere.
Essere completamente presenti a Dio, totalmente recettivi rispetto a Lui non equivale affatto ad un riposo.
Domandare con tutto il nostro essere il tutto di cui noi abbiamo bisogno per noi stessi, per tutta la Chiesa e per il mondo intero, vuol dire andare contro il nostro orgoglio radicale ed il nostro egoismo originale: non è davvero uno stato di ozio"
(da Lettere sulla preghiera)

Fotografia n.1

Fotografia n.2

Fotografia n.3

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