di Ricki Barone

Questa non è un’intervista. Non ci siamo seduti a tavolino e abbiamo ragionato attorno a delle precise domande. Ci siamo incontrati e abbiamo trascorso mezza giornata insieme: io, Tosca, Luciano, il suo manager e Giovanni e Ruggiero, due musicisti siciliani che suonano con lei. L’appuntamento era all’aeroporto di Villafranca, vicino a Verona, volo proveniente da Roma, con destinazione finale Brescia, per chiudere “La notte nel sacro”, importante manifestazione organizzata dall’unità pastorale delle 9 parrocchie del centro cittadino di Brescia, che per la prima volta hanno pensato ad un percorso che, unendo religione, arte, musica e spiritualità, avvicinasse in un progetto comune le nove chiese del centro.

“La notte nel sacro” si è celebrata il 18 Aprile scorso ed è stata aperta alle 18,30 con la celebrazione, nel Duomo Nuovo, della Santa Messa presieduta da Mons. Gianfranco Mascher, Vicario generale della Diocesi di Brescia. Una messa musicata e cantata dal Coro e Orchestra della Brixia Symphony, che hanno eseguito la Grande Credo-Messe KV 257 di Wolfgang Amadeus Mozart. Si è poi sviluppata attraverso altre nove tappe artistico-musicali-spirituali, tra gospel, monologhi e recite teatrali, concerti d’organo e incontri sulla pittura, per concludersi - all’una di notte – con il concerto di Tosca, nella cornice bellissima e suggestiva del Duomo Vecchio di Brescia, l’affascinante “Rotonda” cittadina.

E’ stato per me un piacere e anche un po’ un onore immaginare e curare proprio la conclusione della manifestazione, invitando un’artista che nel corso del tempo ha deviato la sua traiettoria musicale dal mondo pop alla ricerca sacra e popolare. Il vero nome di Tosca è Tiziana Donati, romana, scoperta da Renzo Arbore in un piano bar della capitale. La sua storia musicale la vede protagonista di alcuni passaggi importanti, inaugurati dalla vittoria al Festival di Sanremo del 1996 con il brano “Vorrei incontrarti tra cent’anni”, cantato in coppia con Ron.

Nel 1997 Tosca conquista la Targa Tenco (la più titolata rassegna della canzone d’autore italiana) come migliore interprete, prima di doppiare il film d’animazione “Anastasia” insieme a Fiorello. A partire dal 1999 inizia una collaborazione con il Vaticano partecipando a diversi eventi televisivi in mondovisione per il Giubileo. Viene scelta per interpretare “Mater Iubilaei”,  inno mariano del Giubileo inserito nel disco “Musica Caeli”, cd contenente brani spirituali edito con grande successo da Famiglia Cristiana (200.000 copie vendute). Nel Maggio 1999 esegue per la prima volta la neonata preghiera nella grotta di Lourdes.  E’ la prima cantante al mondo che si esibisce sotto la grotta.  Per tutto il 2000 porta in tour le canzoni di “Musica Caeli” nelle più grandi chiese e cattedrali delle capitali straniere, di fronte alle massime autorità di varie religioni. Canta “Mater Iubilaei” sotto la porta Santa prima della chiusura del Giubileo da parte del pontefice Giovanni Paolo II. Negli ultimi anni prosegue la sua ricerca artistica affiancando all’attività musicale – ritorna nel 2007 al Festival di Sanremo con la canzone “Il Terzo Fuochista” - quella teatrale. Nell’estate 2008 debutta nel ruolo di Gelsomina nell’adattamento teatrale de “La Strada” tratto dal film di F.Fellini per la regia di M. Venturiello, che si replica nei teatri Italiani per la stagione teatrale 2008/2009.

Una vicenda artistica molto significativa quella di Tosca, che non va però ad inficiare sulla sua immediatezza e semplicità. Il tragitto in auto verso Brescia è l’occasione per ascoltare alcuni ricordi del passato e anticipazioni sui nuovi progetti, come l’esibizione alcuni giorni dopo in Sala Nervi al cospetto del Papa. Episodi raccontati senza enfasi o presunzione, ma con la sicurezza di chi sa cosa può offrire. Si parla naturalmente di musica, della sua svolta dal pop alla musica più seria, sia in ambito spirituale che in ambito popolare, e della grande gioia che riempie il cuore l’esecuzione di un simile repertorio. Tosca negli ultimi anni si è infatti avvicinata ai canti della tradizione, sia romana, che italiana ed internazionale. Il concerto per il quale è stata chiamata a Brescia si intitola “Anima mundi”, proprio perché vuole collegare la riflessione intima con la concretezza dei canti tradizionali del mondo, quelli cioè che per secoli hanno permesso al popolo di esprimersi, di condividere storie, di aggregarsi attorno alle trame dei racconti trasformati in canzoni. Il pomeriggio consente ai musicisti di trovarsi a provare il concerto, condividendo riflessioni e ascoltando suggerimenti (anche da parte di chi scrive) attorno al repertorio della serata. Fa capolino pure la chitarra di Beppe (Cucchi), messa gentilmente a disposizione per evitare allo strumento un viaggio aereo.

Sono le 23 e 45 quando Tosca, Ruggiero Mascellino, pianoforte, chitarra e fisarmonica e Giovanni Mattaliano, sax e clarinetto entrano in scena, in un Duomo Vecchio gremito di ascoltatori convenuti dalle altre 9 chiese, nelle quali avevano assistito con curiosità e partecipazione alle diverse proposte previste da “La notte nel sacro”. Il concerto si svolge alla maniera di un recital, ci sono parti recitate, ispirate da autori di varia estrazione, da Borges a Brecht, da Trilussa a De Andrè e Baglioni fino a Madre Teresa di Calcutta. E’ evidente a tutti come Tosca abbia maturato anche una esperienza teatrale, per come interpreta i recitati e per come tiene la scena, dettando i tempi, catturando gli sguardi e utilizzando la voce in maniera impeccabile. Il suo dono più bello è però il canto.

E’ sorprendente la forza e l’intonazione della sua voce, maturata in anni di grandi esperienze canore e musicali. Tosca canta con straordinaria semplicità, lasciandosi trasportare dall’immediatezza di canzoni diverse ma tutte legate dal filo rosso del canto popolare-spirituale. Vengono eseguiti brani dalla tradizione portoghese come “Oferta de flores” e “O canto do Paje”, composizioni sacre in latino come il “Magnificat”, tratta anch’essa dal cd “Musica Caeli”. Le sensazioni che circolano sono buone, e perfino canti in romanesco come “Serenata de paradiso” diventano appassionanti pur nella loro semplicità. Entusiasmante è la proposta di “Rumenia”, difficile canto ebraico con grande finale strumentale yiddish, dal quale emerge la bravura dei due musicisti siciliani che l’accompagnano, tanto sornioni e compassati fuori dal palco quanto trascinanti e calorosi in scena.

Non può mancare il brano più atteso, “Mater Jubilaei”, dedicato al grande Giubileo del 2000, che strappa applausi molto calorosi ad un pubblico che segue il concerto, nonostante l’ora, con coinvolgimento e ammirazione, con la musica e il canto che scaldano la bellezza austera delle mura della Rotonda. Particolarmente apprezzato è il notissimo tema de “La vita e’ bella”, proposto per l’occasione in spagnolo. C’è spazio anche per un canto natalizio, presentato con soddisfazione e divertimento da Tosca, evidentemente felice della risposta del pubblico. Si tratta di una versione accelerata di “Jingle bells”, classica Christmas song americana. Siamo giunti alla conclusione, ma la gente acclama l’inevitabile bis. Non si tratta però del solito e scontato bis, ma di una canzone bellissima, già eseguita in concerto da Tosca ma non prevista per questa serata. Si tratta di un regalo personale fattomi dalla cantante, per esaudire la mia richiesta avanzata nel pomeriggio: “Grazie alla vita”, struggente canto composto dalla cantante cilena Violeta Parra, un inno alla vita purtroppo tradito dalla sua stessa autrice, morta suicida in preda ad una crisi depressiva. Tosca lo esegue con particolare intensità, suscitando molte emozioni, amplificate dalla scena resa molto suggestiva dalla scelta della cantante di eseguire il brano alla sola luce dei circa 100 lumini posizionati sul fondo della Chiesa. Una conclusione perfettamente in linea con la bellezza della voce di Tosca e con la sua capacità di avvicinare la gente al divino attraverso un repertorio che, pur non completamente sacro, ha espresso in ogni passaggio un anelito di desiderio di pienezza e totalità, che è quanto di più vicino allo Spirito si possa chiedere alla musica e all’arte, anche a quella “mondana”.


(Articolo tratto da Dialoghi Carmelitani)
    

Devolvi il 5 per mille alle missioni del MEC

Condividi su FaceBook

 

 

MECTV - Il canale Youtube dedicato al Movimento Ecclesiale Carmelitano

You must have Flash Player installed in order to see this player.