“L’ULTIMA LIBERTÀ”
Autonomia e diritti della persona di fronte alla morte

Ci sono circostanze, coincidenze, accadimenti della vita di ogni giorno che paiono imperscrutabili, quasi incomprensibili, ma che rendono ancora più acuta e dolorosa la domanda sul significato profondo della nostra esistenza e della realtà che ci circonda. Portiamo ancora tutti nel cuore la vicenda di Eluana Englaro, che tanto clamore ha suscitato in questi giorni e che tanto ha interrogato l’intelligenza e la coscienza di ognuno di noi. Dinanzi ad un evento di tale portata, seppur con atteggiamento di profondo rispetto nei confronti delle persone direttamente coinvolte, non ci si può esimere dal tentare un confronto libero e aperto, di cercare delle ragioni ultime, di esprimere un giudizio sulla cultura della nostra comunità occidentale, diffusamente eutanasica in molti paesi e promotrice di una pratica del diritto che nella sua versione positivista e utilitaristica si pone spesso come antagonista ai principi del diritto naturale.

È proprio a partire da questo convincimento e da questa voglia di “non tirarsi indietro” che il Gruppo Culturale del Movimento Ecclesiale Carmelitano della Comunità di Brescia ha fortemente voluto in questi mesi investire tempo, risorse, energie, ma soprattutto passione e desiderio di verità rispetto a tematiche quali testamento biologico, dichiarazioni anticipate di trattamento, eutanasia.

Il lavoro, che ha visto coinvolti alcuni giovani universitari e lavoratori della Comunità di Brescia, si è sviluppato in modo organico ed ha cercato di analizzare le così dette ‘tematiche di fine vita’ sotto molteplici prospettive di analisi: da un punto di vista formale sono stati analizzati e definiti con chiarezza i termini che normalmente sono utilizzati in relazione a queste tematiche (ad es. cura, trattamento, accanimento terapeutico, eutanasia attiva, eutanasia passiva, testamento biologico, dichiarazioni anticipate di trattamento); da un punto di vista psicologico si è cercato di inquadrare la condizione delle persone che sono chiamate, in prima persona o di riflesso, a vivere il dramma di una situazione così difficile; da un punto di vista filosofico ci si è interrogati sulla disponibilità o meno di un bene così prezioso come la vita e dei fondamenti ontologici (unità di spirito e corpo) e conoscitivi che devono stare alla base di un dialogo aperto e razionale su tematiche così eticamente sensibili; da un punto di vista legislativo si è analizzato il quadro normativo attualmente in vigore in Italia, in alcuni stati europei e a livello di organismi sovranazionali quali l’Unione Europea.

In seguito è stato importante, per una sintesi e un confronto sull’intero percorso affrontato, il contributo dei medici del Movimento Ecclesiale Carmelitano di Brescia, con i quali ci siamo incontrati per condividere e approfondire in modo più specifico gli argomenti sopra citati.
L’esito del lavoro si è concretizzato, infine, in un incontro-dibattito aperto a tutta la città con il prof. Francesco D’Agostino, che per anni ha presieduto il Comitato nazionale di Bioetica e che ha seguito da vicino sia il caso Welby che la vicenda di Eluana Englaro; l’incontro, intitolato “L’ultima libertà”, si è svolto presso l’Auditorium Mons. Capretti, a Brescia (vedi foto). Il convegno con il prof. d'Agostino ha permesso di mettere ordine e chiarezza all’interno di una realtà di estrema confusione ed approssimazione, quelle con le quali spesso le tematiche di fine vita sono affrontate e giudicate (come emerso, tra l’altro, dal video proiettato all’inizio, che riportava varie interviste realizzate presso la Facoltà di Medicina e a gente comune). L’esperienza del relatore è stata apprezzata da tutte le persone presenti in sala (circa 400) all’interno di un dibattito vivo e articolato, che ha riguardato in particolare i confini ed il significato del principio di autodeterminazione.

L’organizzazione di questo incontro ha permesso inoltre una sinergia e una collaborazione tra diverse associazioni del territorio bresciano, quali l'Ufficio Diocesano per la Pastorale della Salute, Il Movimento Cristiano Lavoratori, l'Unione Giuristi Cattolici, l'Associazione Medici Cattolici, l'Associazione Verità é Libertà.
Come si diceva in apertura, dunque, non è possibile vivere cristianamente senza uno sguardo vivo e presente sulla realtà che ci circonda: questo è il tentativo portato avanti dal Gruppo Culturale, per un pensiero “amante”, critico e “contemporaneo” a tutto ciò che tocca l’uomo, nelle radici del suo mistero e del suo esserci.

Michele Bonardi e Miriam Sartorio

 

 

Devolvi il 5 per mille alle missioni del MEC

Condividi su FaceBook

 

 

MECTV - Il canale Youtube dedicato al Movimento Ecclesiale Carmelitano

You must have Flash Player installed in order to see this player.