I dati raccolti dall'Organizzazione mondiale della sanità circa l'uso di alcol tra i giovani si rivelano drammaticamente sconfortanti. In Europa, ogni anno, si registra il decesso di 55 mila giovani adulti (dai 15 ai 29 anni di età) causato dall'eccessivo uso di alcol. In Italia 50 mila (su 170 mila) incidenti stradali sono dovuti all'eccessivo tasso alcolico riscontrato nel organismo delle giovani vittime. Un fenomeno socio-sanitario che appare in costante crescita e che desta non poche preoccupazioni. I nostri giovani italiani iniziano a fare uso di alcol a 11 anni, superando persino la media europea che è di 13 anni. "Gli adolescenti, – afferma il Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Palermo Adelfio Elio Cardinale – tendono a sfuggire alle regole imposte dai genitori nella ricerca di un'identità propria che si delinea all'interno del gruppo di pari. E' qui che si sperimentano le bevande «alternative» e i comportamenti trasgressivi come l'abuso”; “Mostrare di riuscire a reggere l’alcol – prosegue Cardinale - è una sfida. I giovani devono per svariati motivi, soprattutto, quando si moltiplicano le occasioni per farlo; è più facile mostrare agli altri di essere emancipati e forti; l’ubriachezza è il «rito di passaggio» dell’entrata nel mondo adulto”.
Molti giovani ritengono che l’uso di alcol possa aiutarli a fronteggiare meglio le difficoltà adolescenziali e che permetta loro di combattere l’eccessiva timidezza. “Bere per dimenticare di esistere” non è poi il titolo di un film, ma la drammatica realtà di una generazione di “figli” che non riesce più a rintracciare il senso da dare alla propria vita.
Michelangelo Nasca
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