di Michelangelo NASCA
“Con le vostre gare offrite al mondo un avvincente spettacolo di disciplina e di umanità, di bellezza artistica e di tenace volontà. […]Come allora non ringraziare il Signore per aver dotato il corpo dell’uomo di tanta perfezione; per averlo arricchito di una bellezza e di un’armonia che si possono esprimere in tanti modi!” (Benedetto XVI).
Diciamocelo pure, oggi sono pochi coloro che sono in grado di riconoscere nel corpo l’armonia e la bellezza pensata da Dio. Basta sfogliare alcune famose riviste settimanali per comprendere la sostanziale differenza a cui facciamo riferimento!
Papa Ratzinger rivolge il suo saluto ai partecipanti ai Campionati Mondiali di Nuoto ospitati a Roma e in poche battute restituisce al corpo una dignità diversa! “Con le vostre gare offrite al mondo un avvincente spettacolo di disciplina e di umanità, di bellezza artistica e di tenace volontà. Mostrate a quali traguardi può condurre la vitalità della giovinezza, quando non si rifiuta la fatica di duri allenamenti e si accettano volentieri non pochi sacrifici e privazioni. Tutto questo costituisce anche per i vostri coetanei un’importante lezione di vita” (Benedetto XVI).
Tante persone oggi non sono più in grado di vivere armonicamente l’integrità del proprio corpo e della loro anima; facilmente separano queste due qualità specifiche (sostituendole, talvolta, con gesti di estrema violenza) che esprimono, in modo integro, tutta la dignità della persona.
Usare il corpo di un altro vuol dire usare il suo stesso “io”. Ciascuno di noi può esprimere se stesso anche attraverso la propria fisicità. Perfino il più piccolo stato d’animo, come per esempio la gioia o la tristezza, viene registrato nel nostro corpo e mostrato attraverso il corpo stesso con un sorriso o uno sguardo mesto. Bisognerebbe arrendersi al fatto che persino il nostro corpo appartiene a Dio!!!
Particolarmente bello risulta il commento di Davide Rondoni, pubblicato su Avvenire: “Verrebbe quasi da dire che il Papa ha esagerato. Sì, ha esagerato come sempre fanno i credenti di fronte alle meraviglie. Esagerano, rispetto a tutti i complimenti, gli apprezzamenti, i panegirici, i 'bene bravo bis'. Tira in ballo Dio. Come dire che non si può guardare la bellezza di un corpo di donna o di uomo senza pensare a Dio. I cristiani sono fatti così. Il Papa lo sa. Tutti gli altri se guardano un corpo pensano a tante cose. Le solite cose. È normale che sia così. Invece i cristiani pensano anche a Dio. Viene da ringraziarlo. Da dirgli: ne inventi veramente di tutti i colori. Insomma, non pensano per niente che un bel corpo appartenga alla tentazione. No, appartiene a Dio. Alla sua gloria. Il nostro cuore può decidere di appartenere alla tentazione del possesso o della banalità. In questa epoca della banalizzazione del corpo, della sua triste e fintissima glorificazione che coincide con la sua brutale mercificazione, le parole del Papa sul corpo sono una ventata d’aria”.
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