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Crocifissione del Masaccio (Part.)
Nessuno di noi – ricordava Giovanni Paolo II il Grande – è la somma dei propri peccati. Questa paterna espressione è uno straordinario invito alla conversione del cuore. Un invito carico di fiducia che viene incontro alla nostra debolezza, soprattutto quando il peccato sembra aver definitivamente compromesso la speranza che c’è in noi. Il peccato rattrista la nostra anima, interrompe la comunione con Dio lasciando il cuore nello sconforto e nella solitudine. Talvolta si sente dire: “Ma perché devo confessarmi con un sacerdote, che è un uomo come me? Non posso rivolgermi direttamente a Dio nel segreto del mio cuore?”. Il discorso non fa una grinza, sembrerebbe la soluzione più coerente, dettata “però” dalla nostra logica. Ma siamo così sicuri che (potendolo fare) nel segreto del nostro cuore riusciremmo a perdonarci? Non è forse vero che, talvolta, di fronte a certi errori commessi nella vita nessuno vuol perdonarci… nemmeno tu? Per fortuna (meglio dire per “grazia”) la logica di Dio è assolutamente diversa dalla nostra!

 

Una nuova, mai sperata esistenza, questo è ciò che Maria Maddalena sente di aver conquistato incontrando Cristo. Essa, nella propria miseria incrocia la misericordia di Dio e il conforto della Sua paternità, e da quel momento la vita non è più quella di prima. Essa stessa sembra lasciarsi avvolgere da un inaspettato vortice di misericordia. Solo in Croce, guardando il corpo martoriato di Gesù, Maria Maddalena comprenderà fino a che punto si è spinto Dio per salvare l’uomo, per riscattarlo dal peccato, pagando “al posto nostro” un prezzo davvero alto.

 

“Ella impara davanti alla croce quanto è costato cacciare da lai i sette demoni. […] Tutto in lei si proiettava verso il suo liberatore al quale doveva una interamente nuova, mai sperata esistenza. Perciò è indescrivibile ciò che ella vive in cima al Golgota. Il liberatore orrendamente inchiodato e che si tormenta a morte, e lei, la liberata, impotente a fare una minima cosa per la sua liberazione. Ed ella sa – intollerabilmente – che la sua libertà ad amarlo in quel modo è stata il riscatto ottenuto mediante quelle torture. Non può tornare indietro alla sua prigione per liberarlo: deve sopportare di essere stata riscattata da questo prezzo così vertiginosamente alto” (von Balthasar).

 

“Quando vedo la Maddalena avanzarsi alla presenza dei numerosi invitati, bagnare delle sue lacrime

i piedi del Maestro adorato che tocca per la prima volta, sento che il suo cuore ha compreso gli abissi d’amore e di misericordia del Cuore di Gesù, e che, per quanto peccatrice ella sia, quel Cuore traboccante d’amore è, non solamente disposto a perdonarla, ma anche a prodigarle i tesori della sua intimità divina, ad elevarla fino ai più alti vertici della contemplazione. […] da quando è stato concesso, anche a me, di comprendere l’amore del Cuore di Gesù, confesso che l’amore ha cacciato dal mio cuore ogni timore! Il ricordo delle mie colpe mi umilia, mi porta a non appoggiarmi più sulla mia forza che è solo debolezza. Ma più ancora questo ricordo mi parla di misericordia e di amore. Quando si gettano le proprie colpe, con fiducia tutta filiale, nel braciere divorante dell’Amore, come potrebbero non essere consumate per sempre?” (Teresa di Lisieux).

 

Michelangelo Nasca

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