
Una nuova, mai sperata esistenza, questo è ciò che Maria Maddalena sente di aver conquistato incontrando Cristo. Essa, nella propria miseria incrocia la misericordia di Dio e il conforto della Sua paternità, e da quel momento la vita non è più quella di prima. Essa stessa sembra lasciarsi avvolgere da un inaspettato vortice di misericordia. Solo in Croce, guardando il corpo martoriato di Gesù, Maria Maddalena comprenderà fino a che punto si è spinto Dio per salvare l’uomo, per riscattarlo dal peccato, pagando “al posto nostro” un prezzo davvero alto.
“Ella impara davanti alla croce quanto è costato cacciare da lai i sette demoni. […] Tutto in lei si proiettava verso il suo liberatore al quale doveva una interamente nuova, mai sperata esistenza. Perciò è indescrivibile ciò che ella vive in cima al Golgota. Il liberatore orrendamente inchiodato e che si tormenta a morte, e lei, la liberata, impotente a fare una minima cosa per la sua liberazione. Ed ella sa – intollerabilmente – che la sua libertà ad amarlo in quel modo è stata il riscatto ottenuto mediante quelle torture. Non può tornare indietro alla sua prigione per liberarlo: deve sopportare di essere stata riscattata da questo prezzo così vertiginosamente alto” (von Balthasar).
“Quando vedo la Maddalena avanzarsi alla presenza dei numerosi invitati, bagnare delle sue lacrime
i piedi del Maestro adorato che tocca per la prima volta, sento che il suo cuore ha compreso gli abissi d’amore e di misericordia del Cuore di Gesù, e che, per quanto peccatrice ella sia, quel Cuore traboccante d’amore è, non solamente disposto a perdonarla, ma anche a prodigarle i tesori della sua intimità divina, ad elevarla fino ai più alti vertici della contemplazione. […] da quando è stato concesso, anche a me, di comprendere l’amore del Cuore di Gesù, confesso che l’amore ha cacciato dal mio cuore ogni timore! Il ricordo delle mie colpe mi umilia, mi porta a non appoggiarmi più sulla mia forza che è solo debolezza. Ma più ancora questo ricordo mi parla di misericordia e di amore. Quando si gettano le proprie colpe, con fiducia tutta filiale, nel braciere divorante dell’Amore, come potrebbero non essere consumate per sempre?” (Teresa di Lisieux).
Michelangelo Nasca
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