
La religione si diffonde tra i soldati, così il governo nordcoreano predispone delle misure di sicurezza per fermarne rapidamente l’espansione. “Salvare i nostri soldati dalla minaccia della religione” è, infatti, il documento preparato dal Dipartimento propaganda dell’esercito nordcoreano che si prefigge di “estirpare senza indugi” il terribile “virus” della fede! Essa “si diffonde come un cancro” all’interno delle forze militari nordcoreane votate alla difesa del socialismo, e per tali motivi non può non essere spazzata via “dato che essa viene dai nostri nemici sparsi in tutto il mondo”.
Il testo del documento precisa ancora: “Non si deve guardare, ascoltare o leggere alcun prodotto fatto dai nemici, che cercano in questo modo di veicolare messaggi religiosi ed anti-socialisti. Bisogna prestare estrema attenzione alle delegazioni straniere, che nascondono spie pronte distribuire materiale religioso e superstizioso”. Tale materiale: “è come veleno, che corrompe il socialismo e paralizza le classi lavoratrici. Dato che questo veleno è nostro malgrado circolato persino fra i nostri soldati, ora è necessario estirparlo e vigilare affinché non ritorni”.
I principali nemici da eliminare sono soprattutto buddisti e cristiani; una presenza scomoda e mal digerita nel territorio asiatico. In Corea del Nord è ammesso solo il culto del leader Kim Jong-Il e di suo padre Kim Il-Sung.
Qualsiasi altro credo religioso è sottoposto a registrazioni controllate esclusivamene dal Partito. Inutile ricordare le assurde e sanguinose persecuzioni riservate a quanti non rispettano tali adempimenti o, addirittura, a chi promuove attività missionarie. Dal 1953 (data di inizio del regime comunista) sono scomparsi quasi 300 mila cristiani. La maggior parte dei sacerdoti e delle religiose è stata eliminata nel periodo delle persecuzioni. 100 mila sembrerebbero, attualmente, i cristiani superstiti, raggruppati in campi di lavoro e costretti alla fame, tortuture e morte.
Nonostante tutto, il racconto evangelico è capace di sciogliere le riserve dei soldati nordcoreani! A tal proposito è utile ricordare la testimonianza di F. Xavier van Thuan – l’Arcivescovo di Saigon per tredici anni (di cui nove in isolamento) “ospite” delle carceri vietnamite – raccontata in un interessante e commovente libro di cui riportiamo un breve passaggio:
“Quando sono stato messo in isolamento, fui affidato a cinque guardie: a turno, due di loro erano sempre con me. I capi avevano detto loro: «Vi sostituiremo ogni due settimane con un altro gruppo, perché non siate “contaminati” da questo pericoloso vescovo». In seguito hanno deciso: «Non vi cambieremo più; altrimenti questo vescovo contaminerà tutti i poliziotti». All’inizio le guardie non parlavano con me. Rispondevano solo sì e no. Ero veramente triste. Volevo essere gentile e cortese con loro, ma era impossibile. Evitavano di parlare con me. Una notte mi è venuto un pensiero: «Francesco, tu sei ancora molto ricco, hai l’amore di Cristo nel tuo cuore; amali come Gesù ti ha amato». L’indomani ho cominciato a voler loro ancora più bene, ad amare Gesù in loro, sorridendo, scambiando con loro parole gentili. Ho cominciato a raccontare storie sui miei viaggi all’estero […] sull’economia, sulla libertà, sulla tecnologia. Questo ha stimolato la loro curiosità e li ha spinti a pormi moltissime domande. Pian piano siamo diventati amici. […] Le mie guardie sono diventate miei scolari!”.
F. Xavier van Thuan, ricorda anche di essere stato aiutato dai suoi carcerieri a costruire una piccola croce di legno e una catenella, intrecciata con fili elettrici, per poter comporre la croce pettorale da vescovo. Commosso e riconoscente per la disponibilità prestata dagli amici carcerieri, van Thuan terminata la prigionia dirà: “Questa croce e questa catenella le porto con me ogni giorno, non perché siano ricordi della prigione, ma perché indicano una mia convinzione profonda, un costante richiamo per me: solo l’amore cristiano può cambiare i cuori, non le armi, le minacce, i media. E’ l’amore che prepara le vie all’annuncio del Vangelo. Omnia vincit amor – Tutto vince l’amore!”.
M.N.
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