Ho letto la testimonianza di Paola Cocca. Una ragazza racconta, con il linguaggio dei suoi coetanei, ciò che ha vissuto. Portare i giovani a documentare con le parole le esperienze vissute è un passo molto importante.
Io vorrei raccogliere la sua testimonianza attorno a due osservazioni semplicissime, ma importanti:
a) racconta di aver incontrato dei "maestri", dei "veri punti di riferimento". Questa del "maestro" è questione vitale perché i giovani si salvano o si perdono in rapporto a veri o falsi maestri. Il "falso" maestro propone se stesso e i suoi prodotti. Il "vero" maestro propone una storia che chiede obbedienza innanzitutto a lui. Per questo suo legame con la storia non ha paura di essere esigente con i giovani. Io mi auguro che il MEC possa offrire sempre di più "maestri veri": uomini e donne lieti di seguire l'esperienza del Movimento e quindi capaci di rivolgersi ai più giovani con credibilità.
b) racconta di aver provato una molteplicità incredibile di "emozioni". Sarebbe interessante domandarsi qual è la differenza tra "emozioni", "sentimenti" e "giudizi". Per ora mi limito solo ad osservare che l'"accompagnamento" di un maestro aiuta moltissimo a trasformare le "bellissime emozioni" in "sentimenti stabili", fino a maturarli in "giudizi rocciosi e duraturi".
Ci sarà l'occasione e il modo di approfondire questi passaggi. Auguro a Paola di prendere sul serio le intuizioni avute per prepararsi a compiere i passi successivi. Del resto, non dice Dante alla fine del primo Canto dell'Inferno, dopo aver descritto l'incontro con Virgilio: "Allor si mosse, e io li tenni retro" ...?
Buone vacanze,
P. Gino
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